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Michele Iaia racconta In the Bloom: nuovo disco dei GB Project

Latin jazz, groove incalzanti, melodie dirette ed immediate che arrivano dritte al cuore. Queste le caratteristiche principali dei GB Project, quartetto composto da Alessandro Scala al sax soprano, Gilberto Mazzotti al pianoforte, Piero Simoncini al contrabbasso, Michele Iaia alla batteria e come special Simone Zanchini alla fisarmonica. L’ultimo disco di questa formazione così ben rodata si intitola In The Bloom ed è stato pubblicato da Alfa Music proprio nel 2016. A parlarcene è stato Michele Iaia che ci ha raccontato la storia, lo stile e l’alchimia che si nasconde dietro questo progetto!

Michele per cominciare ti dico subito che ascoltando il disco non ho potuto fare a meno di notare una forte colorazione di latin jazz. E’ un elemento, dunque, che fa parte del vostro DNA artistico?

“Sicuramente SI. Sia io che Gilberto (il pianista) abbiamo un forte background latin Jazz che ci ha influenzato molto e tutt’ora si manifesta dal punto di vista ritmico e stilistico nel nostro modo di suonare.”

Detto questo come descriveresti questo album? Quali sono le caratteristiche che possiamo ritrovare al suo interno?

“Durante la registrazione abbiamo cercato di ricreare l’energia che sprigioniamo durante le nostre live performance. Per noi ogni session è unica e irripetibile e arrivati in studio di registrazione, volevamo che questa caratteristica fosse catturata suonando poche take per ogni brano, mantenendo l’interplay e l’istintività.”

Come sono nate, invece, le composizioni che fanno parte di questo disco? C’è stata qualche fonte di ispirazione in particolare?

“Emozioni, suoni, immagini, vita quotidiana. Quando Gilberto porta in sala prove una nuova bozza melodica e armonica, insieme alla band costruiamo il brano montandolo pezzo per pezzo fino alla struttura finale, lasciando sempre spazio alla creatività individuale e all’improvvisazione estemporanea.”

Confesso che sono rimasto colpito dal titolo “In The Bloom” che tradotto in italiano significa “fioritura”: perché questa scelta? C’è un motivo particolare?

“La traduzione letterale in effetti richiama al termine “fioritura” ma in realtà bloom può essere interpretato come “gioia”. E’ nostra intenzione trasmettere una forte energia positiva attraverso la musica. Per questo ci soffermiamo a fondo sulla parte melodica eci chiediamo sin da subito se quello che stiamo producendo possa arrivare ad un pubblico più ampio possibile ed essere piacevole già dal primo ascolto.”

Le melodie di In The Bloom mi sono sembrate ricche di lirismo, cantabilità e per certi versi devote alla tradizione. Nel contesto di oggi, dove spesso prevalgono sperimentazione e un jazz di stampo avanguardistico, come vi collocate?

“Sono fortemente convinto che per incidere un buon album occorrono buone idee e soprattutto belle melodie. Ascolto musica a 360° e amo l’avanguardia del Jazz contemporaneo. Allo stesso tempo però credo che, quando si interpreta una melodia forte ed orecchiabile, si possa essere apprezzati senza per forza essere “di nicchia”.”

Quali sono, invece, i vostri grandi maestri, quei musicisti che in voi hanno lasciato una traccia indelebile?

“Tony Williams, Dexter Gordon.. potrei scrivere pagine intere con i nomi dei grandi maestri che ho ascoltato e studiato. Al contrario oggi, con la facilità di ascoltare musica da ogni parte del mondo grazie ad internet, scopro spesso novità interessantissime e sono molto incuriosito da alcuni artisti contemporanei che sviluppano un proprio sound album dopo album, dando un’interpretazione personale di quello che è il Jazz oggi ed una proiezione di quello che sarà nel futuro.”

Chiudiamo con uno sguardo al futuro: quali sono i vostri progetti e soprattutto dove suonerete live nei prossimi mesi?

“E’ già in cantiere un secondo album. Abbiamo tante idee da sviluppare e brani da mettere a punto. Sicuramente faremo molte session di prove e qualche concerto dal vivo prima di registrare. Come per questo album, per il nuovo lavoro vogliamo essere sicuri dell’efficacia delle composizioni e delle stesure, suonandoli prima davanti al pubblico.

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