Jazz Agenda

Rino Adamo racconta Electric Life Suite – 14 Violin Solos: “un lungo percorso di studio e ricerca”

Un disco dedicato al violino elettrico dove la musica classica si sposa con l’elettronica e la sperimentazione pura. Si presenta in questo modo Electric Life Suite – 14 Violin Solos, progetto solista che porta la firma di Rino Adamo pubblicato da Filibusta Records. Quest’ultimo ha raccontato a Jazz Agenda questa nuova avventura:

“Electric Life Suite – 14 Violin Solos” è un mio progetto compositivo nato nel 2016 e per la prima volta studiato per essere totalmente in solo. Questa volta ho deciso di utilizzare il violino elettrico e l'elettronica proseguendo lungo un percorso di studio e ricerca che solo cinque anni fa ha acquisito caratteri più costanti e specifici, differenti da quello che resta il mio ultimo disco nel quale utilizzo il violino acustico (Le Forme delle emozioni del 2012 / -ZDM-, con S. Corbini al piano). Già nel titolo voglio evidenziare questa mia svolta elettrica o elettronica, coniugata ad un'idea piuttosto “classica”, quasi sentimentale (visto che nasco come musicista classico) di violinismo e di brani per violino come se fossero una raccolta di “Capricci”, “Fantasie” o ancora “Sonate a Violino Solo”, come nella letteratura di questo strumento. Electric Life Suite è una sorta di esperimento o viaggio timbrico e formale in un racconto molto personale articolato in 14 quadri differenti racchiusi nei due brani (piuttosto speculari) di apertura e chiusura; una similitudine con quello che avevo già fatto nel mio precedente lavoro in quartetto con un Prologo e un Epilogo “a specchio” che contenevano l'intero lavoro (“Variazioni su un Tema” del 2003 / - Splasc (h) - con L. Dequidt, M. Gargano, F. Accardi).”

Rino Adamo ci racconta anche il percorso che ha portato alla nascita del disco:

L'idea di un mio disco in solo era un mio antico “pallino”. Nel corso degli anni ho suonato in vari tipi di organici: da giovane come orchestrale in ambito sinfonico e operistico, poi in quartetto, trio, duo, nonetto, quintetto e orchestra jazz. Col passare del tempo avvertivo sempre più l’idea di dover fare l'esperienza, vivere l'avventura, prendermi la responsabilità (da un lato) e la libertà (dall'altro) di un progetto di cui fossi stato unicamente ideatore e realizzatore. Per ritornare alla genesi del disco, il primo lavoro nel quale utilizzo totalmente il violino elettrico e l'elettronica “live” è “Almost Modern 3”, progetto in trio con M. Di Nunzio e S. Marra pubblicato nel 2014 da Mardin. E' questo il disco che inaugura questa mia fase elettrica proseguita poi con “Episteme of a Dream” uscito per Filibusta nel 2016 e registrato quasi un anno prima in quintetto con C. Riggio, A. Giachero, G. Sardina, F. Manni). A ben guardare, però, si trova qualche traccia o qualche lievissimo indizio “elettrico”, già nell'omaggio a Eric Dolphy del 2004 intitolato “Playing with Eric” uscito per l’etichetta Splasc(h) e con la partecipazione di S. Corbini e G. Maier. L'elettrico ha rappresentato per me e per lunghi anni una sorta di frattello minore in quanto viveva, esclusivamente per ragioni pratiche e funzionali, all'ombra del violino “acustico” con il quale ho attraversato tutte le mie esperienze di studio, musicali e professionali nell'arco della mia carriera. La ricerca del “suono ideale” e le possibilità espressive ed acustiche potenzialmente offerte dall'elettronica costituiscono una vasta ricerca a sé stante che negli ultimi anni è divenuta sempre più intensa e totalizzante. Ora come ora, invece, il “fratello minore” è diventato “maggiore”.

Ma cosa rappresenta il disco per Rino Adamo? Un punto di partenza o un punto di arrivo?

Nel disco – prosegue - utilizzo l'elettronica soprattutto come estensione dell'idea di base dei pezzi, poche volte come condizione di partenza e sempre con una certa parsimonia. In alcuni altri invece utilizzo delle sovrapposizioni in modalità che rimandano ad una dimensione compositiva più “armonica”. In altri con degli effetti più marcati e caratterizzati da differenziazioni timbriche e stilistiche. “Electric Life Suite – 14 Violin Solos” rappresenta una sorta di compendio (parziale e solo in parte dispiegato) del mio attuale rapporto con i suoni. Inizialmente mi è sembrato senz'altro un punto di arrivo, una tappa cruciale sintesi di tutte le mie esperienze precedenti. Ma questa “sensazione”, in parte vera, si è rapidamente trasformata in nuovo punto di partenza, scalo per altre future destinazioni e mondi possibili. Tra queste ci potrebbe essere un altro lavoro in solo, al quale credo che tra non molto avrò voglia di accingermi. Spero di continuare a fare sempre lavori molto diversi tra loro e viaggiare nella musica come una specie di vascello o astronave dalle destinazioni sempre sorprendenti e nuove.

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