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Dario Chiazzolino racconta la genesi di Lost in The Jungle, ultimo disco dei Principles Sound

Chitarrista giovanissimo Dario Chiazzolino è un musicista completo che ha all’attivo tantissime collaborazioni con artisti di livello internazionale. Una di queste è con la formazione Principles Sound che oltre alla partecipazione del talentuoso chitarrista italiano gode della presenza di alcune leggende quali Bob Mintzer al sax, Russel Ferrante al piano, Pino D'Eri al basso, Jimmy Haslip al basso e Gianni Branca alla batteria. L’ultimo disco della band si intitola Lost in The Jungle e ce lo presenta Dario Chiazzolino in persona.

Principles Sound - ci spiega Dario - è un progetto al quale sono molto legato, emotivamente​ ed artisticamente. La sua genesi risale al novembre 2011, quando insieme al batterista ed amico Gianni Branca, purtroppo tragicamente scomparso lo scorso anno, e al produttore discografico della Tukool Records, Pino D'Eri cominciavamo a scrivere le prime bozze dei sette brani che oggi sono contenuti nel disco "Lost in the Jungle". Avevamo in mente di creare un disco che abbattesse le barriere stilistiche in cui la musica spesso viene catalogata. Anche il jazz viene etichettato in vari modi, in relazione al tipo di fraseggio o al tipo di suono che i musicisti tirano fuori dal proprio strumento. Trovo sia sempre rischioso porre dei confini e limiti a ciò che si fa. Certamente ci proponevamo di fare musica improvvisata in cui la melodia fosse la protagonista; mentre abbiamo ricercato un sound aperto e proiettato ad accogliere diverse contaminazioni, oserei direi che il sound del disco è a tratti etnico e world, vedi ad esempio l'uso di percussioni africane. Il disco è stato realizzato insieme a musicisti leggendari che non hanno bisogno di presentazione. Bob Mintzer al sax tenore, Russell Ferrante al piano e sinth e Jimmy Haslip al basso elettrico. Insieme a loro è nata una forte collaborazione ed una amicizia che va oltre la musica.”

Del resto non capita a tutti di condividere un progetto musicale con artisti che oltre ad essere dei grandi professionisti sono degli ottimo amici. A proposito Chiazzolino prosegue dicendo che:

Principles Sound ha un valore emotivo elevatissimo. Quando si suona non sempre si ha la fortuna di condividere il palco e la musica con amici. Spesso si è solo colleghi con i quali si sta lavorando.  Questo album è per me simbolo di una forte coesione tra persone che stanno bene insieme, nella vita come nella musica. Andando ad analizzare l'aspetto musicale posso raccontarti questo. Le canzoni sono state scritte di getto, in maniera piuttosto impulsiva. Solo in fase successiva abbiamo arrangiato e quindi pre-prodotto i brani. La partecipazione di Mintzer, Ferrante ed Haslip ha dato alla nostra musica la possibilità di evolvere e di arricchirsi del loro background musicale. Nonostante le composizioni contengano molta scrittura ed obbligati, siamo riusciti a gestire gli spazi solistici in maniera uniforme; l' esposizione dei temi è invece assegnata al sax ed alla chitarra, che a volte cantano all'unisono, a volte si inseguono quasi a creare un effetto contrappuntistico.  Sotto il profilo professionale Principles Sound è stata un' esperienza che mi ha arricchito moltissimo e di cui sono molto fiero.”

A questo punto Dario ci racconta anche il percorso musicale che lo ha portato a diventare un professionista.

Tutto ha avuto inizio nel Natale del 1996​ quando ricevevo in regalo una chitarra classica dai miei genitori. Non so se l'amore a prima vista esista sul serio tra le persone, ma posso essere certo che con la chitarra mi sia successo veramente! In effetti ho un ricordo piuttosto lucido della sensazione che provai nell'imbracciare per la prima volta la chitarra. Fu un momento di gioia immensa. Iniziai presto ad esibirmi con i primi gruppi quando ero adolescente. Solo qualche anno dopo, grazie all' ascolto di un disco di Charlie Parker, mi appassionai furiosamente al jazz e cominciai presto a suonarlo. Ho sempre amato l'improvvisazione, anche quando ero a digiuno di jazz. Trovo che sia l'aspetto musicale più affascinante e mistico che un musicista possa esplorare nel suo percorso. Iniziai così a collaborare con musicisti di Jazz, in un primo momento locali, poi nazionali ed internazionali. Sicuramente tra i vari musicisti con cui ho avuto il piacere di suonare non posso non menzionare Dominique Di Piazza, Andy Sheppard, Billy Cobham, Willie Jones III, William Kennedy, Horacio "el negro" Hernandez e Antonio Faraò. Ogni esperienza musicale, se vissuta intensamente ha un peso determinante nella propria crescita musicale ed umana. Ho sempre avuto come primario obiettivo quello di migliorarmi, giorno per giorno, insomma, andare sempre avanti.”

Carlo Cammarella

 

 

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