Jazz Agenda

Attilio Troiano Quartet live al Cotton Club: un concerto dedicato al jazz degli anni '40, '50 e '60

Artista e polistrumentista di grande livello Attilio Trioano sarà in concerto al Cotton Club mercoledì 24 aprile 2019. Ad accompagnarlo in questo concerto, ispirato al grande jazz degli anni '40, '50 e '60 ci saranno sul palcoscenico Francesco Puglisi al contrabbasso, Andrea Rea al pianoforte e Adam Pache alla batteria. Attilio Troiano in persona ci ha raccontato questo progetto...

Attilio, per cominciare l'intervista parliamo subito del tuo spettacolo che andrà in scena al Cotton Club. Ti va di descriverlo in breve per i nostri lettori?
Il concerto sarà ispirato al grande jazz degli anni '40, '50 e '60. Citeremo alcuni tra gli storici esponenti di questo splendido genere musicale e ne renderemo omaggio. Inizieremo dai clarinettisti Artie Shaw e Benny Goodman per continuare con Louis Armstrong, poi i crooners Bing Crosby e Frank Sinatra e ancora con Chet Baker, Bob Brookmeyer fino ad arrivare ai sassofonisti Dexter Gordon, Sonny Stitt, Pepper Adams e John Coltrane. Una vera impresa per me, dovendo e volendo far riecheggiare il ricordo dei loro stili e del loro suono durante le nostre esecuzioni. Per ognuno di questi artisti sopracitati proverò a suonare il corrispettivo strumento. Il tutto senza rinunciare alla nostra personalità e musicalità. Mi auguro che tutti possano passare una piacevole serata in nostra compagnia.

Ad accompagnarti ci saranno anche dei musicisti d'eccezione molto noti nell'ambiente quali Francesco Puglisi, Andrea Rea e Adam Pache: perché hai scelto proprio loro?
Ho scelto loro perché sono dei seri professionisti e degli amici con i quali è sempre bello condividere il palco.

Parlaci adesso del tuo background musicale: come ti sei avvicinato alla musica e poi come si è svolto il tuo percorso fino ad arrivare ad oggi...
Mi limito a dire che fin da bambino ho trattato la musica come un gioco, finché è diventata un'arte sempre più seria nella mia vita. Ho studiato e continuo a studiare musica antica (l'arte dei fiamminghi e dei barocchi fino ai compositori del '900) e mi è sempre piaciuto comporre ispirandomi ad i miei grandi Maestri. Primo fra tutti J.S. Bach e poi tutti gli altri. La musica mi ha portato a viaggiare molto ed in questi viaggi ho avuto la fortuna di incontrare tanti musicisti bravissimi e persone di grande cuore ed umiltà, tutto ciò fa si che io oggi possa inserire nella musica la bellezza che ho incontrato e sperare che chi ascolta possa scorgerla anche solo per un attimo.

Sappiamo che sei anche un polistrumentista e che sai suonare bene diversi strumenti: è un'esigenza che nasce per guardare ed interiorizzare la musica da diverse angolazioni?
Sicuramente hai colto nel segno. Scrivendo arrangiamenti per Big Band e per orchestra sinfonica mi è davvero utile comprendere meglio l'utilizzo dei vari strumenti nelle loro potenzialità e questo probabilmente è stato uno dei motivi per cui ho voluto avvicinarmi ad i diversi strumenti. Vorrei aggiungere però che nel mio modo di vivere la musica cerco anche di lanciare un messaggio per far comprendere che non è vero che noi esseri umani possiamo fare “solo una cosa e bene” ma che la mente ha la capacità di comprendere molto più di quel che noi pensiamo che essa possa percepire realmente. Creando in noi questo tipo di pregiudizio è come se tarpassimo le ali alla nostra evoluzione. Personalmente se desidero di suonare uno strumento nuovo che mi affascina lo compro e lo imparo. Se suonare uno strumento musicale in più nella mia vita mi dona felicità allora perché dovrei privarmene? Cerco di essere come un bambino, senza pregiudizi ed aperto a qualsiasi tipo di apprendimento. Con la purezza dei bimbi possiamo imparare a suonare. Questo è sempre stato il mio approccio e spero che continui sempre ad esserlo.

C'è qualche strumento che preferisci in particolare? (Quali e perché)
Non saprei quale preferisco tra i vari strumenti. Mi piacciono tutti, anche quelli che ancora non suono. Ci sono periodi in cui suono e studio di più un particolare strumento piuttosto che un altro. In questi giorni ad esempio sto studiando un po' di più la chitarra ma come accennavo prima è la mente che deve funzionare in un certo modo, non solo le mani. Dico spesso ad alcuni miei allievi che suonando venti strumenti non ho di certo il tempo di studiarli tutti né tantomeno di studiare venti strumenti diversi al giorno, di conseguenza è la mente che deve comprenderne il funzionamento nella tecnica della fisicità che si adatta allo strumento immaginandone prima il suono ed il colore.

Per concludere raccontaci a che quali sono i tuoi progetti e se a breve ci saranno delle novità discografiche o delle nuove formazioni che metterai in piedi...
Nel mese di giugno devo registrare un nuovo disco con la mia Big Band e sto scrivendo dei nuovi arrangiamenti. Scrivere per Big Band mi diverte davvero molto e lo faccio sempre con passione, sia quando li compongo per me che quando lo faccio per conto di altri. Nel frattempo continuerò con i miei viaggi, concerti e workshop.

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