Jazz Agenda

Filippo Arlia dirige la Berliner Symphoniker: Stefano Bollani suonerà la Rapsodia in Blue

Sabato 1° aprile 2019 il maestro Filippo Arlia dirigerà la Berliner Symphoniker  presso il teatro Filarmonico di Verona. Un concerto di spessore dove spicca anche la presenza del pianista Stefano Bollani che eseguirà al pianoforte la la Rapsodia in blu di George Gershwin. Per completare il programma della serata verranno eseguite musiche di Pyotr Ilyich Tchaikovsky e Modest Petrovic Mussorgsky. Il direttoire dello spettacolo Filippo Arlia ci ha parlato di questo concerto dove la classica incontra il jazz.

Il Maestro Arlia: “Tra classica e jazz, una serata di grande musica”Per cominciare l'intervista parliamo subito dell'opera di George Gershwin. Rapsodia in Blue è senza dubbio uno dei più grandi esempi in cui la musica classica si sposa con il jazz: quali sono le caratteristiche che più le hanno colpito di quest'opera?

Sicuramente mi colpisce il modo in cui Gershwin riesce a dare "freschezza" alla sua composizione. Ci sono degli strumenti che, per natura e timbro, non sono molto tagliati per il jazz, eppure nella Rapsodia questo non si nota affatto. Questo fa parte senza dubbio del genio del compositore americano.  

Quali sono, dunque, i punti di contatto tra musica classica e jazz? Come questi due linguaggi possono dialogare insieme?

La tecnica è senza dubbio comune ad ambedue i generi musicali. Inoltre, io ho sempre pensato che solo attraverso la contaminazione tra generi un musicista può essere veramente completo.   

Parlando sempre dello spettacolo in sé, che tipo di interpretazione avete cercato di dare all'opera di George Gershwin?

Cerchiamo di fare evadere le note dalle barriere dello scritto. In fondo, il jazz è in certo senso sinonimo di "libertà", quindi è fondamentale liberarsi da una visione troppo conservatrice della musica.  

Per quanto riguarda Stefano Bollani, invece, ci vuole dire come è nata questa collaborazione e come si è sviluppato questo spettacolo?

Volevamo regalare alla città di Verona un momento speciale, ed io ho iniziato nel 2007 la mia carriera proprio suonando la Rapsodia di Gershwin. A quel punto, il volto italiano più significativo da scegliere per questo genere, è senza dubbio Stefano Bollani. 

Quali sono le doti artistiche che le hanno colpito di più di questo grande pianista?

La tecnica molto simile a quella di un pianista classico: non tutti i jazzisti ne sono dotati.  

Parliamo anche del lavoro da studio e anche delle prove: come avete lavorato a quest'opera? 

Anzitutto capendo quello che il compositore vuole dire attraverso lo spartito. E poi, senz'altro ascoltando chi prima di me ha lasciato il segno interpretando Gershwin. Ho una collezione di dischi molto ricca, e ne ho approfittato per notare le differenze tra le varie esecuzioni.   

Prima di lasciarci ci descriva anche come avviene in generale il lavoro di un'orchestra e come  impostate le sessioni e le prove...

Dipende dalla tipologia di orchestra che ci si ritrova davanti. Ci sono orchestre che hanno già eseguito l'opera tante volte, per cui il direttore deve cercare semplicemente di dare il proprio "imprinting". Altre volte, invece, spetta al direttore anche un vero e proprio lavoro di "lettura", per spiegare ai professori d'orchestra che cosa stanno suonando. Paradossalmente, ritengo più difficile esprimere un' idea musicale originale quando si lavora a brani "di repertorio", perché le compagini orchestrali tendono a "conservare" in maniera esagerata la tradizione: questo, secondo me, è uno dei grandi limiti che oggi impedisce alla musica classica di reinventarsi in modo intelligente. 

 

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