Jazz Agenda

Andrea Sartini racconta Nova Res: "un punto di incontro tra passato e presente"

 
Un progetto ricco di contaminazioni con un linguaggio variegato, che strizza l'occhio alla tradizione senza disdegnare tutto ciò che è moderno. Sono queste le caratteristiche del progetto Nova Res che porta la firma del pianista Andrea Sartini. Il disco fonde la musica jazz con la classica, con la bossa nova ed il Brasile, creando un'atmosfera avvolgente ed un suono diretto ed immediato. Il maestro in persona racconta a Jazz Agenda la nascita e l'essenza di questo progetto
 
Nova Res può essere tradotto in nuova via - ci spiega Andrea Sartini - una diversa strada rispetto alle altre storicamente definite o create ad hoc dalle case editrici, un punto di incontro tra un linguaggio musicale colto con riferimento al passato e un linguaggio più semplice, moderno e vicino al vasto pubblico. Dal secolo precedente la musica d’avanguardia ha sviluppato il concetto di sperimentazione a scapito dell’aspetto estetico, i compositori non si sono più curati di pensare una musica “bella” e piacevole all’ascolto, ma hanno preferito concentrare la propria attenzione verso l’esplorazione dei materiali sonori, verso la provocazione. Sono scelte che ritengo valide e giuste, ma non sono le uniche. In ambiente accademico, al contrario, sono considerate la sola prospettiva accettabile, oltre la quale tutto è deprecabile. Ritengo, invece, che i compositori colti debbano nuovamente riconsiderare anche la valenza estetica, oltre che formale e concettuale, in funzione di una maggiore comunicazione ed educazione del pubblico."
 
Sartini ci racconta anche il percorso musicale che lo ha portato alla nascita di nova Res.
 
"Non è stato semplice passare dalle premesse teoriche, per quanto chiare, alla concreta realizzazione compositiva. La prima fase di questo percorso, quindi, si è basata sull’esplorazione di tecniche vecchie e nuove, con o senza l’ausilio di tecnologie moderne. La ricerca si è estesa nell’arco di un paio d’anni, i brani scelti sono composizioni nate da differenti esigenze: il Concerto per basso elettrico e orchestra nasce dalla curiosità per un solista inusuale quale il basso elettrico nel panorama musicale orchestrale, spesso relegato al semplice compito di sostegno ritmico armonico; la Brazilian Sonata nasce invece dall’altra mia passione, il samba e la bossa nova. Il principio comune è, invece, la fusione e la contaminazione dei linguaggi e degli stili: il Concerto per basso elettrico sfrutta l’idea classica dello strumento solista contrapposto all’orchestra, suddiviso in tre movimenti con determinate strutture; l’originale prevede un’orchestra d’archi, tuttavia con il tempo il brano è stato spesso eseguito in trio, in cui l’orchestra è sostituita dal pianoforte. La Brazilian Sonata si compone sempre in tre tempi, ciascuno dei quali è ispirato a specifici musicisti brasiliani. Le strutture, ovvero il modo in cui si ripresentano i temi, sono quelle tradizionali settecentesche, su ritmi e armonie moderne."
 
Dietro ad ogni progetto musicale ci sono sempre impegno e dedizione. A proposito il maestro ci racconta il suo personale percorso artistico che parte della musica classica per poi approdare al jazz...
 
"Il mio percorso musicale - prosegue Sartini - nasce dalla musica classica: sin dalla tenera età mi sono avvicinato spontaneamente alla musica di Bach e Beethoven, ricordo ancora la piacevole sensazione che provavo all’età di 4 anni ascoltando il Bolero di Ravel. Ricordo anche l’interesse verso la Rapsodia in Blu quando avevo 12 anni; da lì credo sia germogliato il mio interesse per il jazz. Questo rapporto simbiotico tra la musica classica e il jazz è presente in tutto il mio cammino: mi sono sempre definito un musicista classico di fronte ai jazzisti e un jazzista di fronte ai musicisti classici! Il cd “Bach in jazz”, che ho inciso ormai diversi anni fa, rappresenta questa interconnessione tra gli stili di differenti periodi storici. Ora con “Nova Res” sento di aver raggiunto un nuovo traguardo, sul quale costruire e dal quale proseguire oltre."
 
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