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Giuseppe Santelli racconta Metamorfosi: disco d'esordio dei mOs Trio

Pubblicato da Emme record Label, Metamorfosi è il disco d'esordio dei mOs Trio: un progetto che abbraccia diversi stili, dal jazz moderno ad echi più classicheggianti. La line up è composta da Giuseppe Santelli al pianoforte, principale autore dei brani, Renzo Genovese al basso elettrico e Simone Ritacca alla batteria. Giuseppe santelli ci ha raccontato la storia e l'evoluzione di questa band.

Per cominciare l'intervista parliamo subito del disco: vi va di descriverlo brevemente ai lettori di Jazz Agenda?

Certo è un enorme piacere condividere il nostro progetto con voi. “Metamorfosi” è un album pubblicato dalla Emme Record Label il 10/04/2020 ed è il primo lavoro discografico del mOs trio. I brani attraversano diversi stili e linguaggi, passando da atmosfere latineggianti a quelle dai tratti orientali: caratteristica questa importante per noi che ci ha permesso di proiettarci verso una trasformazione continua senza perdere di vista un filo conduttore tra i brani.

Raccontateci adesso la vostra storia: come è nato questo progetto e come si è evoluto nel tempo?

Il mOs trio nasce da un forte legame di amicizia che abbiamo voluto trasferire anche in campo professionale. Dopo le esperienze musicali avute separatamente, due anni fa è iniziato il nostro percorso insieme. Le ore passate in sala prove hanno contribuito a trovare il suono che ci contraddistingue, espresso poi nelle composizioni di Giuseppe Santelli (pianista del gruppo).

Un disco per una band o per un artista può sintetizzare diverse cose: una fotografia del momento, un punto di arrivo o di partenza: per voi cosa rappresenta?

Considerato che il musicista è in continua evoluzione, grazie all’incessante ricerca di nuovi stimoli e alla voglia di migliorarsi, per noi “Metamorfosi” è la fotografia del nostro attuale pensiero musicale che potrebbe in futuro mutare oppure no, e non saperlo è quello che ci stuzzica di più!

Se parliamo dei vostri riferimenti musicali cosa vi viene in mente? Ci sono degli artisti, noti o anche meno noti, che per voi sono stati davvero importanti?

Ognuno di noi proviene da una formazione artistica e da percorsi musicali diversi che inevitabilmente hanno contribuito alla creazione del nostro sound. Prima di buttarci a capofitto nel lavoro di composizioni inedite, abbiamo dedicato il primo periodo allo studio, all’analisi e alle performance dei brani che più ci accomunano nel linguaggio e che successivamente ci hanno influenzato. Tra questi, in particolare, citiamo Michel Camilo e Michel Petrucciani.

Come vedete il vostro progetto nel futuro? In sintesi quali potrebbero essere le evoluzioni legate alla vostra musica?

Sicuramente confermeremo il sound del gruppo e le ambientazioni create nelle nostre composizioni; il nostro è un jazz contemporaneo che si mescola con la tradizione della musica classica e riteniamo che il nostro punto di forza possa essere proprio quello di rafforzare questo aspetto per dare un’identità sempre più caratteristica alla nostra musica.

Chiudiamo con un ulteriore sguardo al futuro: avete qualche concerto in cantiere o qualche nuova registrazione da portare avanti?

Purtroppo il virus ha momentaneamente congelato tutti i concerti e le varie presentazioni del disco che avevamo organizzato. Adesso ci stiamo pian piano rialzando programmando nuovamente dei concerti per esprimere il nostro messaggio tramite la musica. Ci godiamo per un po' questo bel lavoro per poi andare in “Metamorfosi”, come dice la Title track del nostro album.

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