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Donatella Luttazzi e il suo omaggio al padre Lelio all’Alexanderplatz Jazz Club

Mercoledì 29 dicembre sul palcoscenico dell’Alexanderplatz Jazz Club Donatella Luttazzi sarà in concerto insieme alla sua band per un omaggio al grande Lelio Luttazzi. Sul palco ci saranno Cinzia Gizzi al piano, Andrea Nunzi alla batteria e Giorgio Rosciglione al contrabbasso. Abbiamo chiesto a Donatella di anticiparci qualcosa su questa serata, non senza ricordare alcuni aspetti più nascosti di suo padre

Ciao Donatella e bentrovata, cominciamo l’intervista parlando proprio del concerto: ci vuoi parlare del repertorio che suonerai all’Alexanderplatz nel tuo prossimo concerto?

Ho pensato che il pubblico appassionato di jazz avrebbe apprezzato i pezzi di mio padre che sono più "jazzistici", quelli che avrebbe potuto scrivere un Cole Porter, un Rogers, un Kern, come Mi piace, o Troppo tardi. Ma uno dei talenti di mio padre era l'ironia. Quindi non ho voluto tralasciare Una zebra a Pois, e El can de Trieste, oppure Legata ad uno scoglio. Farò anche un pezzo che ho scritto per lui: In fondo al cuore mio, che purtroppo lui non ha avuto il tempo di ascoltare.

Quali sono i musicisti che suoneranno con te in questo concerto e perché tale scelta? Alcuni di loro hanno suonato anche con Lelio Luttazzi vero?

Cinzia Gizzi, pianista e arrangiatrice, è il caposaldo del mio gruppo, la persona con cui ho iniziato a sviluppare questo progetto che all'inizio si chiamava Luttazzimania, titolo che riprenderò. Andrea Nunzi, bravissimo batterista, ci accompagnerà in questa avventura e il mito Giorgio Rosciglione, al contrabbasso, che ha suonato per anni con mio papà, adorandolo e che sarà felicissimo di ricordarlo assieme a me.

Quali sono i più bei ricordi legati alla musica di tuo padre? Parliamo soprattutto dei momenti che hai condiviso con lui...

Il ricordo più tenero è la sera del mio diciottesimo compleanno, in cui mi ha suonato la canzone che aveva scritto per me, Papà fammi cantare con te, una canzone bellissima e struggente. Una canzone ispirata a Debussy nella sua introduzione, ma anche nella sua struttura. E' successo davanti a molti amici e io, che non mi aspettavo un regalo del genere, mi sono girata verso il muro per nascondere la mia commozione. Ne è stato fatto un 45 giri che possiedono i collezionisti.

Perché i suoi brani hanno avuto così grande successo secondo te?

In realtà non hanno avuto il successo che avrebbero meritato, il successo che invece ha avuto Paoli, per esempio. Papà a questo punto avrebbe risposto: "Non sono mica Paoli.." ll successo è arrivato più tardi, dopo che Mina e altri hanno interpretato le sue canzoni. Io considero Lelio un cantautore ante litteram. La sua ironia e il suo swing sono stati apprezzati forse grazie al fatto che era comunque un personaggio televisivo. Anche il genio di Paolo Conte, che per certi versi associo a mio padre, anche lui ha avuto successo prima in Francia. Qui in Italia, dove vige il melodico, l'ironia non è un elemento apprezzato dai più.

Secondo te a livello musicale in cosa consisteva la sua genialità?

 Ripeto: una conoscenza istintiva più che accademica della musica, un uso raffinato della melodia e delle armonizzazioni, dell'arrangiamento. Uno swing che non tutti i musicisti di jazz hanno, e un'ironia molto rara. In due parole, una grande intelligenza musicale.

C’è un Lelio Luttazzi più nascosto lontano dai riflettori di cui ci vuoi parlare?

Immaginate un Lelio schivo, riservato, umile, amante della natura, che avrebbe potuto vivere suonando jazz per gli amici, in una casa di campagna con cani e galline. Era anche questo.  Ma in lui c'era anche il bisogno irresistibile di emergere, una specie di riscatto. Tutti noi siamo doppi, tripli. Non è così?

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