Jazz Agenda

Fabio Giachino racconta a Jazz Agenda il nuovo disco Jumble Up

Jazzagenda incontra Fabio Giachino, leader del Fabio Giachino trio formato insieme al contrabbassista Davide Liberti e al batterista Ruben Bellavia. A febbraio è in uscita con Abeat Records il secondo disco “Jumble UP”, un lavoro che vuole imprimere una svolta artistica e professionale dopo l’esordio nel 2012 con “Introducing Myself”. 

Un nuovo disco all’inizio di un nuovo anno solare. Raccontaci cosa rappresenta musicalmente e professionalmente “Jumble UP” in questo momento della tua carriera.

“Anche se è il secondo album con questa formazione, è in realtà il primo esclusivamente in trio (nel precedente c’era Rosario Giuliani come ospite) e credo che qui siano più delineati la nostra cifra stilistica (sia a livello compositivo che di esecuzione strumentale), i nostri gusti, e ovviamente le influenze personali; se il primo album era stato concepito totalmente da me, in questo secondo lavoro abbiamo lavorato maggiormente come gruppo, e anche se la maggior parte dei brani e degli arrangiamenti sono sempre miei, credo che la crescita della band si noti da subito.”

Sia con il Fabio Giachino trio che come solista sei già stato insignito di diversi premi tra cui, nel 2011, il Massimo Urbani. In quale momento del tuo percorso hai capito che la musica sarebbe stata la tua professione, oltre che la più grande passione?

“Non ricordo un momento preciso a dire il vero…sin da più piccolo la musica è sempre stata il mio primo interesse, anche quando andavo a scuola, e a dire la verità l’idea di un’altra professione non mi ha mai toccato seriamente…diciamo che con l’aumentare degli impegni concertistici, didattici e discografici ho cominciato a vivere la musica anche come un “lavoro” (soprattutto a livello logistico ed organizzativo) e perciò anche con le varie preoccupazioni che comporta un lavoro più comune ovviamente…è sicuramente il lavoro più bello che ci possa essere per quanto mi riguarda e mi ritengo estremamente fortunato ad avere la possibilità di farlo nonostante le difficoltà e i problemi che a volte si presentano.”

Quali sono le tue radici musicali?

“Ho studiato organo e composizione in Conservatorio,  mi sono diplomato e ho anche conseguito la laurea, Contemporaneamente ho affrontato l’improvvisazione ed il jazz con insegnanti e lezioni private e frequentando workshop vari, successivamente mi sono di nuovo iscritto in Conservatorio per ottenere anche qui la Laurea… un percorso un po’ particolare forse ma sicuramente appassionato e sincero!”

Il tuo primo album, “Introducing Myself, ha riscontrato molti consensi. Come si identifica “Jumble UP” rispetto al tuo esordio discografico?

“Introducing Myself” è stata per me la prima vera prova da leader, mi sono trovato a dover organizzare tutto (musica, band, studio di registrazione, ecc…) da solo ed in prima persona, sotto questo aspetto è stato molto formativo. Jumble UP invece è un idea, condivisa dai miei compagni di viaggio con i quali l’ho realizzata, l’idea di continuare e delineare sempre di più un suono, un’identità artistica e cercare di farla crescere coltivandola ed incrementandola sempre di più.”

Il titolo “Jumble UP” indica il concetto di “mischiare”. Si riferisce alle influenze stilistiche sul vostro materiale sonoro o al contenuto emotivo delle tue composizioni?

“Un po’ tutte e due, le influenze sono numerose… io personalmente arrivo dalla tradizione e la pratico e studio tutt’ora quotidianamente, ma credo che sia anche giusto provare a mischiare questo con quello che ci circonda quotidianamente nella nostra vita che ci piace o incuriosisce. Ci sono talmente tante cose belle (musicalmente e non) che sarebbe un peccato chiudersi in una ed escludere tutte le altre, “Jumble Up” cerca di fare un po’ questo… un miscuglio della nostra contemporaneità nel jazz, ovviamente com’è vista e vissuta da noi!”

Nel primo album hai scelto di ospitare il sax di Rosario Giuliani. In “Jumble UP”, invece, il trio è l’unico protagonista, lasciando emergere la forte coesione che vi lega.

“Si, ho sempre amato il trio acustico e aver una band con due persone e musicisti come Davide e Ruben è fantastico. Poter condividere non solo la musica, ma anche l’amicizia all’interno di una formazione che assorbe quasi quotidianamente le proprie giornate non è cosa da poco, credo che anche questo si senta e emerga quando suoniamo insieme.”

Come è avvenuta la nascita di un trio con il quale far prendere vita alla tua musica?

“Con Ruben ci conoscevamo già da diversi anni e avevamo suonato diverse volte in situazioni più o meno sporadiche, successivamente abbiamo cominciato a frequentarci e a formare un trio con un altro bassista; per puro caso ci siamo trovati a suonare in un gruppo messo su da Diego Borotti (sax) e abbiamo conosciuto personalmente Davide, sapevamo chi era ma non ci eravamo mai incontrati. Di lì al trio definitivo il passaggio è stato breve, dopo un paio di mesi mi sono ritrovato a vincere il premio Urbani e il Chicco Bettinardi, lì si è presentata l’occasione di una serie di concerti e di registrare un disco (“Introducing Myself”) così l’ho coinvolto, lui ha accettato e siamo andati avanti… parecchio!”

Presentaci gli altri due componenti.

“Davide suona il contrabbasso a 5 corde, arriva dal punk, è patito di S. La Faro e di E. Gomez ed ha un suono ed una tecnica super personale…è unico nel suo genere, inoltre nonostante sia un autodidatta (a parte alcuni anni in Conservatorio con F. Di Castri) musicalmente è il più preparato di tutti e tre! Ruben è un rockettaro di nascita, suona F. Zappa da quando ha 5 anni, ha studiato percussioni in Conservatorio ed è arrivato al jazz successivamente studiando per diversi mesi a New York… anche lui ha un suono super-definito ed originale, e insieme a Davide crea un spinta ritmica pazzesca!”

Con questa formazione hai già realizzato molti concerti e vi aspetta un lungo tour di presentazione per l’album.

“Abbiamo realizzato circa un centinaio di concerti in questi anni e ho intenzione di incrementare il più possibile il numero! I prossimi concerti ci vedono impegnati ovviamente qua a Torino e un po’ in tutto il resto d’Italia da Milano a Verona, da Genova a Firenze, fino a Roma (a marzo e anche a maggio) e Napoli nei prossimi mesi; a fine febbraio inoltre siamo stati invitati al Petrof Jazz Piano Festival di Praga (Repubblica Ceca) e a maggio saremo in Romania!”

Tra le varie opportunità offerte dalla rete (Spotify, Souncloud, YouTube, Facebook, etc.) come hai scelto di gestire la condivisione della tua musica?

“Sono/siamo presenti su tutti i social network: Facebook, Twitter, Youtube, Soundcloud… e li tengo costantemente aggiornati, credo che sia fondamentale avere un’ottima presenza sulla rete se si vuole dare visibilità ai propri progetti!”

Lasciaci tutte le coordinate per rimanere aggiornati sulla tua musica e sul tour di presentazione!

“Sul mio sito http://www.fabiogiachino.com potete trovare costantemente tutte le info sui concerti e sulla musica, potete ascoltare e anche leggere novità mentre siamo “on the road” per chi fosse interessato! Ovviamente anche sulla mia pagina Facebook FabioGiachinoMusicPage e sul mio profilo Twitter “FabioGiachino” trovate tutte le informazioni riguardo la nostra attività e la nostra musica. Se qualcuno fosse interessato maggiormente a noi e avesse domande, quesiti, curiosità o volesse semplicemente lasciare commenti può scrivermi alla mia mail che trova sul mio sito, oppure anche su tutti i canali social citati sopra!”

Grazie a tutti e vi aspettiamo ai LIVE!

F.G.

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