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Rosanna Fedele racconta la genesi del nuovo disco ‘Sogni Diversi’

Si intitola Sogni Diversi il nuovo disco che porta la firma di Rosanna Fedele, pubblicato per Beta Produzioni, che vede la partecipazione di Paolo Bernardi, arrangiatore di alcuni brani e autore di alcune musiche. Un progetto che dopo l’uscita del primo album “What is it for”, vede la talentuosa vocalist impegnarsi nella realizzazione di un album in italiano con sonorità jazzistiche. Rosanna Fedele ha raccontato a Jazz Agenda la genesi di questo nuovo progetto…

Rosanna, per cominciare parlaci del tuo nuovo lavoro discografico “Sogni Diversi” uscito a Dicembre 2015 per l’etichetta discografica Beta Produzioni…

“Innanzi tutto ciao e grazie per l’invito a parlarvi di questo mio nuovo CD. Sogni Diversi  nasce dal bisogno di espressione, di comunicazione, di condivisione. Ho cominciato a scrivere i brani subito dopo l’uscita del mio primo album, “What is it for”: ma questa volta ho sentito il bisogno di esprimermi in italiano. La realizzazione di un album in italiano, con sonorità decisamente jazz, era da tempo anche il desiderio di Paolo Bernardi che ha arrangiato i brani e scritto alcune delle musiche. Per questo abbiamo deciso di produrre questo disco insieme: Paolo ha una capacità creativa molto spiccata, è pieno d’idee, ed è risoluto, veloce, non perde tempo: io sono lo stesso e credo che sia stato fondamentale affinché il progetto procedesse velocemente.”

Sogni diversi si apre a differenti mondi sonori, ad esempio il brano “Questo jazz” è caratterizzato da un nerboruto sound modale, “Vado via” invece è personalizzata da una disinvolta andatura swing, fino ad arrivare all’impalpabile e malinconico dondolio, di sapore impressionistico in“ Vento e Pioggia”. Sonorità dal sapore squisitamente jazz, ma non solo. Qual è lo stile che senti più tuo?

“Io sono una sentimentale, mi piacciono i brani lenti, di respiro, romantici. I brani dove anche la musica può prendersi i suoi spazi e lasciare all’ascoltatore il tempo di pensare, riflettere, immaginare. Del jazz mi piace il dialogo che si crea con gli strumenti, fra gli strumenti. E’ come l’incontro con un buon amico al quale non vedi l’ora di raccontare i tuoi segreti.  Ho cercato che ogni brano avesse un po’ di questo, pertanto anche se al primo ascolto sembrano molto diversi tra loro, per me sono tutti legati da un sottile filo che ne caratterizza lo stile.”

Un disco che possiamo definire a tinte bianche e nere, nuovo ma classico al tempo stesso. Quanto ti rappresenta?

“Sogni diversi” è nato e cresciuto con me ed è inevitabilmente uno specchio nel quale oggi mi vedo riflessa. Ma come tutti i prodotti è destinato a rappresentare un qualcosa di già successo, mentre io continuerò ad evolvere, cambiare, crescere. Ed avrò altre storie da raccontare.”

Tre brani che hanno cambiato la tua vita?

“Che domanda difficile! Di vita ne è trascorsa molta e tre brani per una persona alla quale piace ascoltare la musica sono davvero pochi. I primi che mi vengono in mente? A Night in Tunisia cantata da Ella Fitzgerald che ho cantato e ricantato con lei centinaia di volte fino a conoscerne tutti i respiri; Distance di Norma Winston, brano malinconico, intensissimo, perfetto da ascoltare con le cuffie, guardando in treno il panorama che scorre via; e infine We’ll Be Together Again, cantata da Nancy King, ma questo l’abbiamo ascoltato in pochissimi, ce lo ha cantato alla fine di un seminario, un regalo per salutarci: lì ho capito che l’interpretazione nel jazz è tutto.”

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