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“Viaggiare stando fermi”: Enrico Zanella racconta la sua ultima opera, Mappamondo

Un viaggio tra il jazz, la world music, il manouche e la musica classica. Si presenta in questo modo Mappamondo, ultimo disco a firma del chitarrista Enrico Zanella che il 9 giugno verrà presentato in anteprima presso la Cooperativa Nazareno di Carpi. Il progetto, che verrà pubblicato dall’etichetta Emme Record Label, di presenta. Dunque, come una piacevole commistione di stili ed è una prova tangibile di come le distanze, al giorno d’oggi, si siano assottigliate sempre di più. Ecco come Enrico Zanella ha presentato a Jazz Agenda il suo disco

Mappamondo - ci spiega - è il titolo del mio ultimo lavoro ed ha visto il contributo di molti amici e colleghi tanto che l'EZ Quartet è diventato l' Enrico Zanella Group (prodotto dalla Emme Record Label) e in uscita  il 27 Maggio prossimo.  Il disco conta 7 composizioni originali che vogliono raccontare questa società sempre più multietnica che ha ridotto le distanze e i confini. "Gianni" il brano di apertura è dedicato a mio padre che tanto ha rappresentato per la mia carriera musicale. "Lontano da dove?" è l'essenza del disco: oggi da cosa siamo veramente lontani? "Il volo": è un brano dal sapore pop che esprime un po' questa mia anima. "Mappamondo" è il manifesto del disco: viaggiare stando fermi "III Sides of a Life": l'emblema della fusione di timbri e ritmi diversi che è un po' la metafora della società sempre più multietnica. "Save's tango": un mio personale omaggio al tango. "Il volo" (bonus track): una seconda versione in stile di colonna sonora

Come spesso accade, però, la nascita di un disco non avviene in un momento soltanto e anche in questo caso, come ci spiega Enrico Zanella, le idee sono maturate piano piano con una buona dose di pazienza. A proposito il chitarrista prosegue dicendo che:

Per scrivere questo nuovo disco mi sono preso del tempo. All'inizio erano solo alcune idee e poco più: poi, col passare dei mesi, sono cresciute e alla fine hanno addirittura preso la forma di  un oggetto che tutti noi conosciamo: il Mappamondo. Mentre lo osservavamo e lo facevamo girare, io e mio figlio, fantasticavamo sul dove ci sarebbe piaciuto andare. E così con un mezzo giro di palla ci si trovava in India, poi in Australia o magari in qualche isoletta sperduta nel Pacifico. Il disco vuole ricreare questa magia: ci viene chiesto di chiudere gli occhi e di viaggiare da un capo all'altro del mondo in pochissimo tempo. Per cercare di ottenere questo risultato l'organico di base doveva essere articolato: due chitarre manouche; un contrabbasso; batteria, percussioni, quartetto di sax , fino all'episodio sinfonico di III Sides of a lIfe dove - per definizione - timbri  e ritmi diversi si incontrano. L'obiettivo del disco non era quello di proporre una serie di stili bensì di utilizzare le mie varie esperienze musicali amalgamate secondo un filo conduttore; il mio stile.”

Oltre ad essere un disco pieno di esperienze musicali Mappamondo è anche un concept album. Ogni brano, infatti, ogni singola nota ed inciso fanno parte dello stesso filo conduttore. Enrico Zanella, infatti, conclude l’intervista dicendoci che:

Mappamondo, che arriva a 3 anni dall'ultimo disco I bambini non sanno, è semplicemente il racconto di una nuova storia. Come il precedente anche questo disco è un concept album. Non riesco a concepire diversamente la musica che compongo soprattutto quando è per un disco che avrà un titolo. Non può essere solo per ragioni esteticamente effimere. Ogni brano deve essere collegato e  deve esserci un filo conduttore, almeno questo è il mio pensiero. Il disco, quindi, rappresenta un altro passo in avanti, una nuova riflessione sulla la realtà che ci circonda ed essendo un musicista ho cercato di farlo nel modo per me più naturale e spontaneo: scrivere con le note le storie che vivo.”

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