Jazz Agenda

La batterista Cecilia Sanchietti presenta “La terza via - The third side of the coin” all'Elegance Café

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La batterista Cecilia Sanchietti in concerto all’Elegance Cafè Jazz Club di Roma, sabato 5 maggio 2018 alle ore 21.30,per presentare il nuovo album La terza via - The third side of the coin, uscito a gennaio 2018 per l’etichetta di ChicagoBluJazz. Cecilia Sanchietti, impegnata in un tour europeo, è accompagnata sul palco dal pianoforte di PierpaoloPrincipato e dal basso elettrico di Marco SiniscalcoLa terza via è il secondo album di Cecilia Sanchietti, come band leader e compositrice. Se nel precedente Circle Timedel 2015, le composizioni avevano la propria ragion d’essere nel desiderio di un’interazione concreta fra i musicisti, inLa terza via Cecilia Sanchietti affida la sua ispirazione alla visione complessiva che ha della musica e del jazz.

Philly Jo Jones aveva ragione quando diceva “Man, you tell a story” - racconta Cecilia Sanchietti. Che questa citazione sia rivolta a un uomo o a una donna poco importa. La musica è il volto di una storia, la voce di un racconto, l’espressione tangibile di un sentimento. Questo disco parte da qui, dal desiderio di raccontare e rappresentare un percorso, in cui il tema del coraggio ne è il protagonista.

Cresciuta ascoltando Sting, Stewart Copeland, Pat Metheny, ma anche cantautori italiani come De André e De Gregori, Cecilia Sanchietti ha portato da sempre avanti la musica, sebbene solo il jazz abbia rappresentato, in seguito, la vera chiave di volta per la sua rivoluzione professionale. Già con importanti collaborazioni in tour con Carmen Consoli e in orchestra con Javier Girotto, Rita Marcotulli e Nada, in passato, Cecilia affiancava la professione di musicista a quella di educatrice nelle periferie romane o cooperatrice internazionale in contesti di emergenza sociale in Ruanda, Senegal, Congo, Kossovo, Albania e Chiapas in Messico.

Dopo questo battesimo di vita, è emerso con più urgenza il coraggio di una donna di seguire la musica e la chiara decisione di viverla in maniera totale. Lo sguardo consapevole a quel “terzo lato della medaglia” che, negli ultimi anni, ha portato la batterista romana a pubblicare due album come leader e a seguire, parallelamente, numerose collaborazioni e progetti, tra cui la direzione artistica di WInJazz - Women in Jazz, il festival internazionale interamente dedicato alle donne e compositrici, nato con l’obiettivo di dare spazio e supporto a musiciste leader di progetti originali e di qualità.

Anche Ron Savage del Berklee College of Music, dopo il primo incontro a Umbria Jazz, nelle note di copertina dell’album, racconta: ho notato subito Cecilia tra gli altri per la serietà, l'impegno e la passione che metteva nell'imparare e migliorare artisticamente. Era chiaro che questa giovane percussionista sarebbe presto diventata un'artista e si percepiva già la sua vocazione per la musica. Aveva qualcosa da dire, una storia da raccontare e l'ha raccontata in questo bellissimo album "La terza via".

In La terza via - The third side of the coin, la batterista di origini romane firma, infatti, gran parte delle composizioni originali, dando vita a un progetto dal suono riflessivo, caratterizzato dall’apertura ad altri generi e dallo spazio lasciato all’improvvisazione e all’interplayCecilia Sanchietti rompe, così, gli schemi e le chiusure per aprire nuove opportunità, facendo del proprio percorso umano e professionale la spinta propulsiva per il cambiamento. 

 

Formazione:

Cecilia Sanchietti, batteria

Pierpaolo Principato, pianoforte

Marco Siniscalco, basso elettrico

 

Sabato 5 maggio 2018, ore 21.30

Elegance Cafè Jazz Club

Via Francesco Carletti, 5, 00100 Roma

Info e prenotazioni: 06 57284458

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Cecilia Sanchietti "La terza via" in concerto al Caffè Fondi

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Venerdì 12 maggio sul palcoscenico del Caffè Fondi di via Milazzo Cecilia Sanchietti andrà in scena con il suo nuovo progetto “La terza via”, trio completato da Pierpaolo Principato al pianoforte e Marco Siniscalco al basso elettrico. Il trio offrirà al pubblico un jazz delle mille sfaccettature che apre la strada al funky, che strizza l’occhio alla musica pop e che non disdegna rapide incursioni verso suggestioni even eights, verso struggenti ballade e composizioni dalle sonorità più articolate. Un progetto in trio, dunque, dal sapore moderno che esula dal tradizionale sound tipico del cool jazz per contaminarsi con altri generi musicali grazie ad una brillante vena improvvisativa ed una spiccata padronanza dell’interplay. Non a caso molte delle composizioni originali, per la gran parte firmate da Cecilia Sanchietti, si ispirano a quella che viene definita “La terza via”, la via più scomoda, quella più difficile e tortuosa, spesso rivoluzionaria, orientata sempre e comunque alla ricerca della verità e all’affermazione della qualità. La terza via è quella del coraggio in tutte le sue sfumature, quella che dà forza di guardare la realtà in tutti i campi, da quello personale a quello professionale, e che permette di operare scelte rifiutando soluzioni superficiali.

E’ la via più profonda e personale che rispecchia il proprio valore e il proprio sentire e allo stesso tempo l’unica strada che permette di restare in piedi ed essere felici. Da questo punto di partenza prendono vita i brani di questo progetto: tra questi Circus, i cui i tempi sincopati della batteria, contraddistinti da un orientamento funky contaminato da richiami etnici, ben si sposano con il virtuosismo pianistico di Pierpaolo Principato, generando una piacevole commistione di stili. Diverso l’approccio nel brano La Terza Via, composizione che dà il nome al progetto, in cui si percepisce un approccio Even Eights e in cui è l’interplay dei tre musicisti a fare la differenza e a generale la giusta commistione di suoni. Sweet & bitter, invece, altro brano che porta la firma di Cecilia Sanchietti, è caratterizzato da una musica struggente e malinconica che si sostituisce al groove per disegnare una cornice melodica diretta e dai tratti pop. Oltre alle composizioni originali non mancano anche alcuni omaggi a grandi autori quali Carlaq Bley, Keith Jarrett e Michelle Petrucciani o altri artisti di riferimento tra cui Jan Garbareck, Jon Christensen e Steve Gadd.

Caffè Fondi

Via Milazzo 12

Roma

Inizio concerto ore 22:00

 

La Terza Via

Line Up

Cecilia Sanchietti, batteria

Pierpaolo Principato, pianoforte

Marco Siniscalco, basso elettrico

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Cecilia Sanchietti in concerto presso il Bebop Jazz Club

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Venerdì 7 aprile sul palcoscenico del Bebop Jazz Club Cecilia Sanchietti andrà in scena con il suo nuovo progetto “La terza via”, trio completato da Pierpaolo Principato al pianoforte e Marco Siniscalco al basso elettrico. Il trio offrirà al pubblico un jazz delle mille sfaccettature che apre la strada al funky, che strizza l’occhio alla musica  pop e che non disdegna rapide incursioni verso suggestioni even eights, verso struggenti ballade e composizioni dalle sonorità più articolate. Un progetto in trio, dunque, dal sapore moderno che esula dal tradizionale sound tipico del cool jazz per contaminarsi con altri generi musicali grazie ad una brillante vena improvvisativa ed una spiccata padronanza dell’interplay. Non a caso molte delle composizioni originali, per la gran parte firmate da Cecilia Sanchietti, si ispirano a quella che viene definita “La terza via”, la via più scomoda, quella più difficile e tortuosa, spesso rivoluzionaria, orientata sempre e comunque alla ricerca della verità e all’affermazione della qualità. La terza via è quella del coraggio in tutte le sue sfumature, quella che dà forza di guardare la realtà in tutti i campi, da quello personale a quello professionale, e che permette di operare scelte rifiutando soluzioni superficiali. 

E’ la via più profonda e personale che rispecchia il proprio valore e il proprio sentire e allo stesso tempo l’unica strada che permette di restare in piedi ed essere felici.  Da questo punto di partenza prendono vita i brani di questo progetto: tra questi Circus, i cui i tempi sincopati della batteria, contraddistinti da un orientamento funky contaminato da richiami etnici, ben si sposano con il virtuosismo pianistico di Pierpaolo Principato, generando una piacevole commistione di stili. Diverso l’approccio nel brano La Terza Via, composizione che dà il nome al progetto, in cui si percepisce un approccio Even Eights e in cui è l’interplay dei tre musicisti a fare la differenza e a generale la giusta commistione di suoni. Sweet & bitter, invece, altro brano che porta la firma di Cecilia Sanchietti, è caratterizzato da una musica struggente e malinconica che si sostituisce al groove per disegnare una cornice melodica diretta e dai tratti pop. Oltre alle composizioni originali non mancano anche alcuni omaggi a grandi autori quali Carlaq Bley, Keith Jarrett e Michelle Petrucciani o altri artisti di riferimento tra cui Jan Garbareck, Jon Christensen e Steve Gadd.

Bebop Jazz Club

Via Giuseppe Giulietti 14

Roma

Inizio concerto ore 22:30

 

La Terza Via

Line Up

Cecilia Sanchietti, batteria

Pierpaolo Principato, pianoforte

Marco Siniscalco, basso elettrico

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Cecilia Sanchietti Trio in concerto al 28divino Jazz Club

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Venerdì 31 marzo sul palcoscenico del 28divino Jazz Club Cecilia Sanchietti andrà in scena con il suo nuovo progetto “La terza via”, trio completato da Pierpaolo Principato al pianoforte e Marco Siniscalco al basso elettrico. Il trio offrirà al pubblico di via Panisperna un jazz delle mille sfaccettature che apre la strada al funky, che strizza l’occhio alla musica  pop e che non disdegna rapide incursioni verso suggestioni even eights, verso struggenti ballade e composizioni dalle sonorità più articolate. Un progetto in trio, dunque, dal sapore moderno che esula dal tradizionale sound tipico del cool jazz per contaminarsi con altri generi musicali grazie ad una brillante vena improvvisativa ed una spiccata padronanza dell’interplay. Non a caso molte delle composizioni originali, per la gran parte firmate da Cecilia Sanchietti, si ispirano a quella che viene definita “La terza via”, la via più scomoda, quella più difficile e tortuosa, spesso rivoluzionaria, orientata sempre e comunque alla ricerca della verità e all’affermazione della qualità. La terza via è quella del coraggio in tutte le sue sfumature, quella che dà forza di guardare la realtà in tutti i campi, da quello personale a quello professionale, e che permette di operare scelte rifiutando soluzioni superficiali. 

E’ la via più profonda e personale che rispecchia il proprio valore e il proprio sentire e allo stesso tempo l’unica strada che permette di restare in piedi ed essere felici.  Da questo punto di partenza prendono vita i brani di questo progetto: tra questi Circus, i cui i tempi sincopati della batteria, contraddistinti da un orientamento funky contaminato da richiami etnici, ben si sposano con il virtuosismo pianistico di Pierpaolo Principato, generando una piacevole commistione di stili. Diverso l’approccio nel brano La Terza Via, composizione che dà il nome al progetto, in cui si percepisce un approccio Even Eights e in cui è l’interplay dei tre musicisti a fare la differenza e a generale la giusta commistione di suoni. Sweet & bitter, invece, altro brano che porta la firma di Cecilia Sanchietti, è caratterizzato da una musica struggente e malinconica che si sostituisce al groove per disegnare una cornice melodica diretta e dai tratti pop. Oltre alle composizioni originali non mancano anche alcuni omaggi a grandi autori quali Carlaq Bley, Keith Jarrett e Michelle Petrucciani o altri artisti di riferimento tra cui Jan Garbareck, Jon Christensen e Steve Gadd.

Ingresso Live: 12 euro con prima consumazione inclusa.

28Divino Jazz - Via Mirandola, 21 - Roma - Info/Prenotazioni: 340 8249 718 - www.28divino.com

Per chi desidera cenare, venite prima che non si cena davanti alla musica, ma con calma sopra

Prenotazione: 340 82 49 718 - Attenzione si cena prima del live

Per chi cena prima, agevolazione live 5€ per la musica

 

Qui invece il Menu e Sapori

http://www.28divino.com/?page_id=20

Sopra ingresso libero - Non vedete il live, ma lo ascoltate e potete chiacchierare ad alta voce .

La Terza Via

Line Up

Cecilia Sanchietti, batteria

Pierpaolo Principato, pianoforte

Marco Siniscalco, basso elettrico

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Cecilia Sanchietti Trio in concerto al Charity Café

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Venerdì 3 marzo sul palcoscenico del Charity Café Cecilia Sanchietti andrà in scena con il suo nuovo progetto “La terza via”, trio completato da Pierpaolo Principato al pianoforte e Marco Siniscalco al basso elettrico. Il trio offrirà al pubblico di via Panisperna un jazz delle mille sfaccettature che apre la strada al funky, che strizza l’occhio alla musica pop e che non disdegna rapide incursioni verso suggestioni even eights, verso struggenti ballade e composizioni dalle sonorità più articolate. Un progetto in trio, dunque, dal sapore moderno che esula dal tradizionale sound tipico del cool jazz per contaminarsi con altri generi musicali grazie ad una brillante vena improvvisativa ed una spiccata padronanza dell’interplay.

Non a caso molte delle composizioni originali, per la gran parte firmate da Cecilia Sanchietti, si ispirano a quella che viene definita “La terza via”, la via più scomoda, quella più difficile e tortuosa, spesso rivoluzionaria, orientata sempre e comunque alla ricerca della verità e all’affermazione della qualità. La terza via è quella del coraggio in tutte le sue sfumature, quella che dà forza di guardare la realtà in tutti i campi, da quello personale a quello professionale, e che permette di operare scelte rifiutando soluzioni superficiali.

E’ la via più profonda e personale che rispecchia il proprio valore e il proprio sentire e allo stesso tempo l’unica strada che permette di restare in piedi ed essere felici. Da questo punto di partenza prendono vita i brani di questo progetto: tra questi Circus, i cui i tempi sincopati della batteria, contraddistinti da un orientamento funky contaminato da richiami etnici, ben si sposano con il virtuosismo pianistico di Pierpaolo Principato, generando una piacevole commistione di stili.

Diverso l’approccio nel brano La Terza Via, composizione che dà il nome al progetto, in cui si percepisce un approccio Even Eights e in cui è l’interplay dei tre musicisti a fare la differenza e a generale la giusta commistione di suoni. Sweet & bitter, invece, altro brano che porta la firma di Cecilia Sanchietti, è caratterizzato da una musica struggente e malinconica che si sostituisce al groove per disegnare una cornice melodica diretta e dai tratti pop. Oltre alle composizioni originali non mancano anche alcuni omaggi a grandi autori quali Carlaq Bley, Keith Jarrett e Michelle Petrucciani o altri artisti di riferimento tra cui Jan Garbareck, Jon Christensen e Steve Gadd.

Charity Café

Via Panisperna 68

Roma

Inizio concerto ore 22:00

 

La Terza Via

Line Up

Cecilia Sanchietti, batteria

Pierpaolo Principato, pianoforte

Marco Siniscalco, basso elettrico

Ufficio Stampa e Management

 

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Cecilia Sanchietti presenta il progetto "La Terza Via" alle Rane di Testaccio

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Venerdì 13 gennaio sul palcoscenico delle Rane di Testaccio Cecilia Sanchietti andrà in scena con il suo nuovo progetto “La terza via”, trio completato da Pierpaolo Principato al pianoforte e Marco Siniscalco al basso elettrico. Una formazione in trio che per l’occasione sarà impreziosita dalla presenza della vocalist Federica Zammarchi presente in qualità di special guest. Quello proposto dalla band capitanata dalla batterista romana è un jazz delle mille sfaccettature che apre la strada al funky, che strizza l’occhio alla musica  pop e che non disdegna rapide incursioni verso suggestioni even eights, verso struggenti ballade e composizioni dalle sonorità più articolate. Un progetto in trio, dunque, dal sapore moderno che esula dal tradizionale sound tipico del cool jazz per contaminarsi con altri generi musicali grazie ad una brillante vena improvvisativa ed una spiccata padronanza dell’interplay. Non a caso molte delle composizioni originali, per la gran parte firmate da Cecilia Sanchietti, si ispirano a quella che viene definita “La terza via”, la via più scomoda, quella più difficile e tortuosa, spesso rivoluzionaria, orientata sempre e comunque alla ricerca della verità e all’affermazione della qualità. La terza via è quella del coraggio in tutte le sue sfumature, quella che dà forza di guardare la realtà in tutti i campi, da quello personale a quello professionale, e che permette di operare scelte rifiutando soluzioni superficiali. 

E’ la via più profonda e personale che rispecchia il proprio valore e il proprio sentire e allo stesso tempo l’unica strada che permette di restare in piedi ed essere felici.  Da questo punto di partenza prendono vita i brani di questo progetto: tra questi Circus, i cui i tempi sincopati della batteria, contraddistinti da un orientamento funky contaminato da richiami etnici, ben si sposano con il virtuosismo pianistico di Pierpaolo Principato, generando una piacevole commistione di stili. Diverso l’approccio nel brano La Terza Via, composizione che dà il nome al progetto, in cui si percepisce un approccio Even Eights e in cui è l’interplay dei tre musicisti a fare la differenza e a generale la giusta commistione di suoni. Sweet & bitter, invece, altro brano che porta la firma di Cecilia Sanchietti, è caratterizzato da una musica struggente e malinconica che si sostituisce al groove per disegnare una cornice melodica diretta e dai tratti pop. Oltre alle composizioni originali non mancano anche alcuni omaggi a grandi autori quali Carlaq Bley, Keith Jarrett e Michelle Petrucciani o altri artisti di riferimento tra cui Jan Garbareck, Jon Christensen e Steve Gadd.

Le Rane di Testaccio

Via Galvani, 29, 00153 Roma

Inizio concerto ore 21:30

Ingresso con tessera Arci +

10 euro ingresso con drink

Buffet 5 euro

 

 

La Terza Via

Line Up

Cecilia Sanchietti, batteria

Pierpaolo Principato, pianoforte

Marco Siniscalco, basso elettrico

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Cecilia Sanchietti racconta Circle Time: “Un viaggio tra stili che tocca e trascende il jazz”

Si intitola Circle Time ed è l’ultimo disco che porta la firma di Cecilia Sanchietti pubblicato da Alfa Music. Completano la formazione Gaia Possenti al pianoforte, Davide Grottelli sassofoni, Stefano Napoli contrabbasso e lo special guest David Boato tromba e flicorno. Un progetto che rappresenta un vero e proprio viaggio nel presente, che prende spunto da diverse culture e dove non mancano le contaminazione stilistiche.

Circle Time – ci spiega Cecilia Sanchietti - è un progetto di musica jazz originale ricco di contaminazioni etniche/afro/popolari, ma anche interazioni con altri stili e modi di conduzione vicini all’even 8th, al pop e al funk. Brani ritmici e più articolati lasciano il posto ad altri più morbidi e pieni di colori e atmosfere. Il concetto di fondo è proprio quello dell’interazione e di un viaggio tra stili che tocchi e al tempo stesso trascenda il jazz e le sue contaminazioni, senza mai identificarsi in maniera definitiva con nessuna di esse. Da qui il termine stesso “Circle Time” che significa letteralmente “tempo del cerchio” e deriva dalla psicologia umanistica. E’ una metodologia  per condurre discussioni di gruppo in modo interattivo e paritario. I partecipanti si dispongono in cerchio e il setting diventa uno spazio di scoperta, di confronto e costruzione, libero dall’idea del giudizio e dell’errore. Questo disco è quindi “Circle Time” non solo perché riproduce lo stesso setting in quanto attraverso l’interplay e l’improvvisazione jazzistica il gruppo propone, stimola e contiene l’espressione di ciascun artista, ma anche perché il risultato è un percorso e un continuo richiamo e scambio tra stili. Il disco, uscito lo scorso marzo e presentato presso il “Ventotto di Vino Jazz Club” e  “Il Cantiere “ di Roma con l’etichetta Alfa Music, propone brani composti prevalentemente da me e Federica Zammarchi. Vede inoltre la partecipazione come autori di Davide Grottelli e Stefano Scatozza, mio direttore all’interno dell’Orchestra del 41esimo Parallelo.”

Dietro ogni disco c’è sempre un pensiero. E così anche dietro Circle Time si nasconde un’idea, un viaggio che a quanto pare Cecilia ha compiuto nel presente tra musiche, tradizioni e culture differenti. A proposito la batterista romana ci spiega che:

Il principale motivo del disco era il desiderio di fare una fotografia del presente, del mio importante momento storico, musicale ma anche personale, che paradossalmente rappresenta più un inizio, un punto da cui cominciare, che non un punto di arrivo. Voleva essere un modo per fermare un progetto che ho reputato di qualità, pieno di ottima musica, ottimi musicisti e un bellissimo suono, cercando di dargli un senso che non fosse solo esecutivo, ma anche culturale e sociale. Volevo fare un disco che fosse non solo per me, ma anche e sopratutto per la gente, pieno di proposte accessibili  a tutti, anche ai non esperti di musica jazz, piacevole, passionale. Tra le altre cose, vedendolo a ritroso, credo di aver voluto anche dar voce, involontariamente, a ciò che mi ha condotto qui oggi senza esserne consapevole, alle tante esperienze umane del mio passato non musicale, ma di educatrice e volontaria. Grazie a queste esperienze e alle storie che ho avuto il privilegio di conoscere, avevo tanto di cui parlare in questo disco. Bosnia, Kossovo, Senegal, Chiapas, Repubblica Democratica del Congo, Rwanda e alcuni tra i territori più periferici dell’Italia, sono tutti in questo disco e tra le mie dediche. Il disco vuole essere quindi un progetto di qualità pieno di bella musica che recupera il senso sociale della stessa. Come scrive Dario Zigiotto nelle note di copertina, l’album è “una splendida intuizione progettuale e artistica, perché dietro c’è un’idea e, cosa ancor più importante, un sentimento aperto: un’espressione di umanità dove la libertà del jazz attrae i legami sociali e accoglie le diverse identità”.

Come spesso accade, però, il percorso musicale di un musicista è denso di ostacoli. Anche per Cecilia Sanchietti compiere questo cammino non è stato facile, ma forse più alte sono le difficoltà, maggiore è la soddisfazionefinale  . A proposito prosegue dicendo che:

Ho iniziato a studiare la batteria all’età di 18 anni, non piccolissima, dopo aver studiato per 5 anni pianoforte. Per me non è stato facile, quando ero adolescente non era così “scontato” e favorito dalla famiglia e dal contesto sociale il fatto di voler fare il musicista e in particolare batterista. Nel tempo mi sono sentita sempre più appoggiata, ma è stato un lungo processo e devo molto ai miei principali maestri, che mi hanno supportato umanamente e musicalmente, primi tra tutti Mimmo Antonini e il mio Maestro, Emanuele Smimmo. Gli ultimi anni ho studiato jazz con Fabrizio Sferra, da cui ho appreso cosa voglia dire essere un batterista musicista e da cui, come spero di aver saputo esprimere sul disco, ho capito il senso del “comporre” melodie anche con uno strumento ritmico come il nostro. Ho frequentato i principali seminari in ambito jazz, dalle Clinics della Berklee a Perugia, al Tuscia in Jazz, con Ron Savage e Francisco Mela e seguito lezioni di percussioni con Massimo Carrano alla Percento Musica. Nel 2009 ho ricevuto l’attestato “Outstanding musician-ship” dai docenti della Berklee.”

E per quanto riguarda il percorso professionale invece? 

“Il mio percorso professionale - conclude Cecilia - si è sviluppato nel corso degli anni passando dal pop, al funk, per approdare al jazz e in particolare alla musica etnica e al cantautorato circa una decina di anni fa. Non sono una jazzista purista, anzi, per me il jazz è stata una piacevole scoperta, da un punto di vista professionale, intorno al 2007. Devo molto a Giorgio Cuscito, sassofonista e pianista jazz, che mi ha introdotto in questo mondo da cui non ne sono più uscita. Il jazz per me ha coinciso con il passaggio alla professionalità, ho iniziato con lo swing e il jazz tradizionale, per arrivare poi a “scoprire” la musica etnica e le sue contaminazioni, le modalità di conduzione afro e popolari, di cui mi sono innamorata e infine l’even 8th. Solo ora, dove aver suonato svariati stili, mi accorgo di quanto per me questo sia stato importante e non, come spesso si può credere, un deterrente per suonare jazz.”

Carlo Cammarella 

 

 

 

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Cecilia Sanchietti presenta Circle Time al 28divino Jazz Club

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Venerdì 5 giugno al 28divino Jazz Club Cecilia Sanchietti presenterà Circle Time, il disco uscito a fine Marzo per Alfa Music, primo da leader della batterista romana e compositrice con il suo Jazz Project, di cui sono componenti il sassofonista Davide Grottelli, la pianista Gaia Possenti, il contrabbassista Stefano Napoli e, special guest, il trombettista David Boato.

Registrato lo scorso gennaio e edito dall'etichetta discografica Alfa Music, sarà ri-presentato Venerdi 5 Giugno con Flavia Ostini al contrabbasso e una guest vocalsit d'eccezzione, Federica Zammarchi . Nell'album, tutta l'esperienza musicale di Cecilia che negli anni si è  esibita su importanti palchi in compagnia di grandi artisti e formazioni tra  cui l'Orchestra del 41° parallelo, Rita Marcotulli, Javier Girotto, Cristina Comencini, Lunetta Savino, Fabio Abate, Carmen Consoli, Luca Madonia, Stefano Scatozza, Raffaella Misiti, Lucilla Galeazzi, Giovanna Marini, Andrea Satta, Isabella Mangani, Giorgio Cuscito, Federica Zammarchi, Paolo Tombolesi, Melvin Brown, Marco Rea.


28Divino Jazz - via Mirandola, 21 - Roma

Tel 340 8249718 - all info: www.28divino.com

CECILIA SANCHIETTI JAZZ PROJECT Presenta "CIRCLE TIME" -

VENERDI 5 GIUGNO

ore 22.30

Cecilia Sanchietti, batteria, composizioni

Davide Grottelli, sassofoni

Gaia Possenti, piano

Flavia Ostini, c.basso

Special Guest: La vocalist Federica Zammarchi

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