Jazz Agenda

Lucia Ianniello, KEEP LELT And Go Straight South: ‘Un lavoro senza filtri e compromessi’

Pubblicato dall’etichetta Filibusta Records KEEP LELT And Go Straight South è il terzo disco come bandleader della trombettista e compositrice campana, Lucia Ianniello. Un progetto composto interamente da brani originali in cui per la prima volta l’artista è anche autrice di alcuni testi, in qualità di cantante, oltre che di strumentista. Questo album è anche la rappresentazione sonora di un profondo cambiamento, sia musicale che interiore. Hanno partecipato alla realizzazione di questo lavoro il pianista, compositore e didatta Paolo Tombolesi, il chitarrista Roberto Cervi e Alessandro Forte, batterista, presente in quattro dei nove brani. Ecco il racconto di Lucia Ianniello.

Per cominciare l'intervista parliamo subito del disco: ti va di descriverlo brevemente ai lettori di Jazz Agenda?

È un lavoro composto interamente da brani originali, nove tracce che indicano più che un percorso, una direzione coerente d’intenti, condivisa insieme ai musicisti che hanno reso possibile questo disco: Paolo Tombolesi  pianoforte e tastiere, Roberto Cervi chitarre e Alessandro Forte batteria. E la direzione è quella di un utopico Sud, come scrive Filippo La Porta nelle note di copertina, soprattutto di un mito culturale e civile.

Raccontaci adesso la tua storia: come è nato questo progetto, come si è evoluto nel tempo e in cosa si differenzia dai progetti precedenti?

È cominciato tutto in trio; infatti, la batteria di Alessandro si è aggiunta solo in quattro brani ma poi ho deciso che la dimensione del quartetto fosse più congeniale per il live e aumentasse il grado di espressività e i colori della nostra musica. I primi due dischi pubblicati nel 2015 e 2017 con SLAM Production, rispettivamente Maintenant in quartettoe Live at Acuto Jazz in quintetto, sono strettamente collegati tra loro perché buona parte del repertorio è dedicato alla musica della Pan Afrikan Peoples Arkestra e all’opera e alla visione di Horace Tapscott. Poi c’è stato nel 2022 My one and only Planet (Freely Records) realizzato in quintetto con musica interamente improvvisata.

KEEP LEFT and go straight South appena pubblicato con Filibusta Records non è stato un progetto ragionato, pur contenendo anche brani molto strutturati, ha preso forma nelle lunghe passeggiate lungo il mare. Spesso ho canticchiato motivi e testi che, sul momento, ho registrato col cellulare e poi riportato sulla tastiera del pianoforte. Rispetto ai precedenti lavori la componente compositiva è più presente, a parte un brano firmato da Paolo Tombolesi, tre sono scritti a quattro mani (di cui uno con il chitarrista Roberto Cervi) e tutti gli altri sono mie composizioni."

Questo disco rappresenta per te un cambiamento musicale e interiore. Ce ne vuoi parlare?

Penso che questo lavoro contenga in sé una schiettezza e una semplicità che, pur essendo caratteristiche del mio carattere, ho tenuto celate nei precedenti dischi e che qui si sono manifestate naturalmente attraverso l’uso della lingua napoletana e la scrittura di tre brevi testi. Sono sicura che procederò mantenendo questa nuova direzione perché comporre la propria musica ed essere autrice dei testi che canto, non da cantante, tengo a precisarlo, ma essendo una strumentista, è molto appagante. Non ho certo scoperto l’acqua calda ma è quello che oggi motiva la mia urgenza espressiva, perché riduce la distanza dal pubblico e mi consente di veicolare messaggi, pensieri, non soggetti a fraintendimenti.

Un disco per una band o per un artista può sintetizzare diverse cose: una fotografia del momento, un punto di arrivo o di partenza: per te cosa rappresenta?

Rappresenta quello che sono in questa fase, o meglio che sono stata, perché è già esperienza passata, non è né partenza, né arrivo, solo verità di rapporto e di vita vissuta appieno e in armonia con me stessa e con gli altri musicisti. Questo lavoro non è passato attraverso alcun filtro, mi riferisco ad eventuali compromessi a cui ci si sottopone, a volte, per rendere più appetibile un prodotto musicale composito. È un punto di vista musicale libero e ha il pregio, secondo me, di far riflettere su argomenti non propriamente leggeri come le diseguaglianze sociali, il razzismo, i movimenti migratori, con garbo e solarità.

Se parliamo dei tuoi riferimenti musicali cosa ti viene in mente? Ci sono degli artisti, noti o anche meno noti, che per te sono stati davvero importanti?

Devo confessare che ascolto di tutto da sempre, dalla musica popolare a quella pop, dalla classica al jazz, alla musica sperimentale contemporanea. Tra i trombettisti, per esempio, ha avuto un certo ascendente su di me la britannica Alison Balsom, musicista classica, almeno per quel che riguarda il suono e la naturalezza dell’emissione. Stilisticamente punto di riferimento sono stati: Miles Davis, Jon Hassell, Nils Petter Molvær e Arve Henriksen. E comunque, ripeto, ascolto e apprezzo molti musicisti ma la lista sarebbe troppo lunga.

Come vedi il tuo progetto nel futuro? In sintesi, quali potrebbero essere le evoluzioni legate alla tua musica?

Evito di rispondere. Non amo vivere proiettata nel futuro, la mia musica è quello che sono mentre vivo con i musicisti con cui mi accompagno al momento. E da cosa nasce cosa, sull’onda delle emozioni e dei sentimenti.

Chiudiamo con un ulteriore sguardo al futuro: hai qualche concerto in cantiere o qualche nuova registrazione da portare avanti?

La prima presentazione del CD è prevista il 31 maggio ad Atina (FR) come anteprima del Festival Atina Jazz 2024, poi saremo a Lucca Jazz, a Terracina Jazz Festival, a luglio in Germania nell’ambito del Fliedner Musiktage, un festival innovativo rivolto a pazienti psichiatrici ma aperto anche al pubblico. Con la riapertura, dopo l’estate, presenteremo il CD alla Casa del Jazz di Roma, etc.

In cantiere, più che una nuova registrazione c’è la pubblicazione di un libro… ma questa è un’altra storia.

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Lucia Ianniello Quartet in concerto al 28divino Jazz Club

  • Pubblicato in Pagina News

Lucia Ianniello sarà di scena al 28divino jazz club venerdì 11 marzo accompagnata dal suo quartetto completato da Danielle Di Majo, Paolo Tombolesi e Cristina Patrizi. La formazione si presenta al pubblico con un repertorio di brani originali e composizioni estemporanee, ampie aree dedicate all’improvvisazione collettiva nelle quali la sensibilità umana prende il sopravvento e regala a chi ascolta melodie contrappuntistiche delicate ed architetture coraggiose ed eleganti.

“Red Apple” è un omaggio alla donna, alla Grande Creatrice, come miti e leggende di diverse culture ed età ci presentano da sempre il frutto del melo. Le mele di Cézanne nei suoi dipinti al punto da dire: “Voglio stupire Parigi con una mela”. O ancora la mela che ha in mano Paolina Bonaparte come Venere Vincitrice, famosa scultura di Canova, quale simbolo legato all’amore, alla seduzione e alla fecondità.Chi ricorda la maga Morgana, grande sacerdotessa della mitica isola delle mele, Avalon, dove si era rifugiato Re Artù? 

28DIVINO JAZZ - via Mirandola, 21

Tel 3408249718
Ingresso Live 5,00 euro + cons

VENERDI' 11 MARZO - ore 22.30
LUCIA IANNIELLO QUARTET
"RED APPLE"
Lucia Ianniello tromba, effetti
Danielle Di Majo sassofoni
Paolo Tombolesi tastiere
Cristina Patrizi basso elettrico

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