Jazz Agenda

Appio Claudio in Jazz: gli appuntamenti della settimana

Ultima settimana di concerti per il festival Appio Claudio in Jazz che ci ha tenuto compagnia nel corso dell’estate. A partire da questa sera, lunedì 10 settembre, l’appuntamento è con il GOF trio, formazione composta da Ettore Fioravanti alla batteria, Angelo Olivieri alla tromba, Riccardo Gola al contrabbasso. Trio di recente formazione (primissima al 28Divino jazz club nel giugno 2012) che si avvale dell’esperienza e della classe del batterista Ettore Fioravanti, affiancato al contrabbasso da uno dei migliori talenti della nuova scena jazz quale è Riccardo Gola. Il trombettista Angelo Olivieri interpreta il ruolo del front-man in maniera completamente atipica, duettando con basso e batteria in maniera continua, alla ricerca di un nuovo modo di interpretare il suo strumento. Presentano un concerto basato su una libera rilettura della musica di Kurt Weill. Martedì 11 settembre, invece, appuntamento con il trio di Andrea Gomellini, che proporrà un repertorio di standard composti da autori considerati capisaldi del jazz moderno insieme ad alcune composizioni originali. Andrea Gaomelini sarà affiancato da un ottima ritmica composta da Jacopo Ferrazza al contrabbasso ( premio Jimmy Woods ) e dal batterista Pier Paolo Pozzi trasferitosi a Parigi da alcuni anni. Un’occasione da non perdere per godervi l’intenso “interplay” di questo trio.

La rassegna Appio Claudio in Jazz proseguirà mercoledì 12 settembre con il trio di Marcello Rosa, trombonista, compositore, arrangiatore, scrittore di testi, ideatore e conduttore di programmi radiotelevisivi! La sua lunghissima carrieraè densa di avvenimenti positivi. Il suo stile profondamente ispirato al jazz tradizionale spazia verso concezioni originali che gli hanno valsa l’ammirazione di tanti illustri colleghi, contribuendo in maniera decisiva alla diffusione del jazz in Italia. Ha fatto parte della Roman New Orleans Jazz Band e della “Seconda Roman”. Ha suonato con Trummy Young, Peanuts Hucko, Earl Hines, Albert Nicholas, Bill Coleman, Milton Jackson, Lionel Hampton, Slide Hampton e molti altri. Marcello Rosa non disdegna nel realizzare progetti a proprio nome o con ensemble dalle più svariate caratteristiche e dimensioni, sempre con musicisti di livello assoluto. Come questa sera con Paolo Tombolesi alle tastiere e Stefano Catanrano al contrabbasso. Concludiamo gli appuntamenti del Festival con il concerto di venerdì 14 con i Low Bud Jazz Trio e sabato 15 con un fantastico appuntamento con “Yes or Nine Ensemble”, formazione composta da 9 elementi (diretta da Stefano Rotondi) che vi faranno divertire a ritmo di Swinging and Blues.

 

Appio Claudio in Jazz
Largo Appio Claudio, 346
(Metro A – G.Agricola. – Sub Augusta)
Gratis in Piazza
Per info e prenotazioni: 06.71 58 48 07 Presso “Giuda Ballerino”

LUNEDI’ 10 SETTEMBRE
1° SET: ORE 19.45
2° SET: ORE 22.15
GOF trio – LA MUSICA di KURT WEILL
Ettore Fioravanti, batteria
Angelo Olivieri, tromba
Riccardo Gola, c.basso

MARTEDI’ 11 SETTEMBRE
1° SET: ORE 19.45
2° SET: ORE 22.15
ANDREA GOMELLINI TRIO
Andrea Gomellini, chitarra
Jacopo Ferrazza, contrabbasso, basso
Pier Paolo Pozzi, batteria

MERCOLEDI’ 12 SETTEBRE
1° SET: ORE 19.45
2° SET: ORE 22.15
MARCELLO ROSA in Trio
Marcello Rosa, trombone
Paolo Tombolesi, piano
Stefano Cantarano, contrabbasso

VENERDI’ 14 SETTEMBRE
1° SET: ORE 19.45
2° SET: ORE 22.15
LOW BUD JAZZ trio
Gaia Possenti, piano
Fabrizio Cecca, c.basso
Massimo Carrano, batteria

SABATO 15 SETTEMBRE
1° SET: ORE 19.45
2° SET: ORE 22.15
YES or NINE Ensemble
9 Musicisti sul palco a tutto Swinging & blues !
Direzione Stefano Rotondi

Antonello Sorrentino, tromba
Tomoe Yamamoto,sax alto
Stefano Rotondi, sax tenore
Davide Di Pasquale, trombone
Gian Domenico Murdolo, sax baritono
Feliciano Zacchia, piano
Luca Costantini , chitarra
Fabio Fochesato, contrabbasso
Cecilia Sanchietti, batteria

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Un’estate in rosa per Villa Celimontana

Parte oggi, con l’esibizione del trio del contrabbassista Ares Tavolazzi, accompagnato da Danilo Rea al piano edEllade Bandini dietro le pelli, la diciassettesima edizione del Villa Celimontana Jazz Festival, che ci terrà compagnia fino al prossimo 4 settembre con un calendario di appuntamenti, al solito, variegato e di qualità. E’ il colore rosa a dominare la locandina del festival, in onore del trombonista Marcello Rosa, che il 20 agosto festeggerà nel migliore dei modi, cioè on stage, i suoi settantacinque anni, e, soprattutto, delle “Donne di Jazz” che animeranno una rassegna a loro dedicata che ospiterà nomi del calibro diStefania Tallini, Rossana Casale e Antonella Vitale. Altre rassegne da non perdere saranno “Piano Players From Usa”, che partirà il 3 agosto con il l’esibizione del trio diAaron Goldberg, e “Django Jazz”, omaggio all’indimenticabile Reinhardt. Anche quest’anno ce n’è davvero per tutti i gusti. Si va da colonne del genere  come Javier Girotto e Roberto Gatto a star internazionali come Toquinho e Mike Stern, dai toni pop della giovane rivelazione Malika Ayane alle sonorità blues di Roberto Ciotti e del quartetto capitanato da Mario Donatone e Federico Zampaglione, leader dei Tiromancino, al quale è affidata la chiusura della manifestazione.

Il programma completo lo potete consultare qua.

Ciccio Russo

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Jazztales al 28divino – fra musica e letteratura

Jazztales è un progetto nato dalla collaborazione fra Marcello Rosa, uno dei maestri del trombone jazz in Italia, e Filippo La Porta, critico letterario, giornalista e saggista. Uno spettacolo che aggancia la musica alla letteratura e in cui i due linguaggi si fondono per raccontare un mondo fatto di cultura e tradizioni. Dunque, si tratta di un racconto irregolare sul Jazz, una storia fatta anche di aneddoti e di contrasti, in cui Filippo La Porta, oltre a fare da collante tra un brano e un altro, suona anche le percussioni (il resto della formazione è composto da Caterina Palazzi al contrabbasso e da Paolo Tombolesi al piano). Lo scorso sabato questo spettacolo è andato in scena al 28divino e noi, per approfondire il discorso, abbiamo raggiunto Marcello Rosa e Filippo La Porta.

Quale è stato il punto di partenza di questo progetto “Jazztales”?

Marcello Rosa: “Diciamo che io e Filippo ci conosciamo da decenni, ma la nostra collaborazione è partita un paio di anni fa a Villa Celimontana, quando ci siamo incontrati durante l’anniversario dello sbarco lunare. Nel ’69, in occasione dell’allunaggio, avevo suonato nel parco delle Naiadi a Pescara, il concerto finì all’una e lo sbarco avvenne intorno alle cinque. Durante quella sera c’erano jazzisti venuti da tutto il mondo e anche tanti televisori che trasmettevano l’evento. Quindi, dopo quaranta anni Rubei ha voluto farmi ricreare a Villa Celimontana quell’atmosfera e proprio durante l’anniversario Filippo fece un discorso introduttivo. Diciamo che il progetto è nato da questo punto di partenza, è venuto fuori in modo naturale e ognuno ci ha messo del suo. Inoltre Filippo è un appassionato e, avendo sotto mano anche gli scritti del Jazz, abbiamo parlato e deciso di fare questa avventura, è stata una cosa spontanea, un po’ diversa del solito, con una formazione al minimo”.

Quindi, questi scritti sul Jazz fanno da collante a questo spettacolo?

Filippo La Porta: “Questi scritti fanno da collante cronologicamente. Infatti, fra gli autori citati ci sono Scott Fitzgerald con i racconti dell’ “Età del jazz” degli anni 20, poi si fa un percorso nel blues degli Stati Uniti, poi c’è Marinetti e il futurismo che esaltava la musica sincopata, c’è Boris Vian autore di “Sputerò sulle nostre tombe” che scriveva gialli americani, ci sono Céline, Gregory Corso, c’è Kerouac autore di “Sulla strada”, c’è anche Ginsberg e infine faccio una puntata in America Latina con Julio Cortàzar che ha scritto “Il Persecutore”, un libro su Charlie Parker”.

In cosa consiste, allora, la letteratura Jazz?

Filippo La Porta: “L’obiettivo è proprio quello di capire quale è la letteratura Jazz, che non è tanto quella che parla dei jazzisti, ma quella che assume in sé l’elemento che caratterizza il genere, cioè il rischio, l’improvvisazione, l’imprevedibilità. Tutto parte da una frase di Marcello Rosa che dice: “Noi  sappiamo come comincia un brano ma non sappiamo mai come finisce”. Cito anche Raffaele la Capria che ha associato la letteratura ai salti mortali. Scrivere un romanzo è come un salto e bisogna farlo bene, c’è un elemento di rischio e di imprevedibilità.

E come avete sviluppato questo spettacolo?

Marcello Rosa: “Diciamo che questa cronologia è venuta spontaneamente, ma non è la cosa più importante perché si tratta di curiosità. Per esempio Kerouac, un grande scrittore d’avanguardia,  era un grande appassionato di Jazz tradizionale, mentre nessuno immagina che un pittore all’avanguardia come Pollock amasse il Jazz del Passato. Vengono fuori questi apparenti contrasti, sono curiosità che fanno riflettere e l’ascoltatore esce da questo spettacolo imparando qualcosa. Non c’è niente di artefatto, né di stantio perché io suono i brani che mi piacciono, non mi interessa seguire un filone e se alcune melodie possono essere agganciate al jazz sono molto contento. Poi se a questo discorso si può agganciare anche la letteratura è tanto di guadagnato.

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