Jazz Agenda

Ermanno Novali racconta Passacaglia: “penso al mio trio come ad un laboratorio di idee”

Pubblicato da Emme Record Label, Passacaglia è il disco d’esordio del pianista bergamasco Ermanno Novali. Un progetto variegato, dove il jazz incontra la musica contemporanea e linguaggi alternativi come quello del rock. Compagni di viaggio di questa avventura sono Luca Pissavini al contrabbasso e Matteo Milesi alla batteria. Ermanno Novali ci ha raccontato in prima persona questa nuova avventura.

“Questo disco è l’esordio del mio trio con Luca Pissavini al contrabbasso e Matteo Milesi alla batteria, ed è il frutto del lavoro di tutti e tre a partire dalla scrittura, in buona parte mia, dei brani. Mi piace pensare al trio come ad un laboratorio di idee che, nel lavoro costante durante l’anno, elabora i brani e, spesso, dà alla musica delle svolte imprevedibili. E’ accaduto per più di un brano che, improvvisando e suonando insieme, si arrivasse a un risultato diverso o ad una lettura alternativa del brano proposto. Questo grazie ai miei compagni di viaggio che sono musicisti straordinari e persone con cui è davvero un piacere creare musica. Amo molto poi la dimensione live del trio, in cui sento una grande comunicazione sul palco ed in cui ci piace sorprenderci e speriamo di trasmettere questa energia al pubblico. Il trio è già al lavoro su nuovo materiale che presenteremo nei concerti e, quando sarà maturo, farà parte probabilmente del prossimo disco.”

Nonostante Ermanno Novali sia il leader di questo trio, i musicisti che vi prendono parte hanno influito nella composizione: a proposito Ermanno Novali ci racconta il percorso che ha portato alla nascita del disco:

“Inizialmente ho scritto alcun brani per la formazione del trio classico che, in parte, sono confluiti proprio nell’album “Passacaglia” e sono cresciuti attraverso il lavoro in studio e dal vivo. Per la maggior parte i brani sono miei, con le eccezioni del bellissimo Torpedine” di Matteo e delle riletture di “The Boxer” di Simon e Garfunkel e del brano prima tradizionale e poi standard “Dear Old Stockholm”. I brani hanno comunque subito l’influenza di tutti e tre e mi piace pensarli come il risultato di un lavoro corale. Inizialmente la scelta era di registrare solo brani originali ma il brano di Simon e Garfunkel era molto toccante e, per me, di grande significato, così abbiamo deciso di registrarlo insieme a “Dear Old Stockholm” in cui Matteo ha occasione per uno splendido solo. Siamo arrivati a registrare il disco negli studi di Indiehub Milano dopo un lungo percorso e quando abbiamo sentito che i brani erano maturi per fissarli su disco. Abbiamo scelto di registrare i brani come un concerto dal vivo, quindi di registrare una lunga session e poi scegliere le take secondo noi migliori, e spero che questo si senta nell’ascolto di “Passacaglia” e che comunichi l’energia e la comunicazione che sentiamo tra di noi quando suoniamo la nostra musica.”

Un’occasione, dunque, per nuovi confronti e per sperimentare nuove idee. A proposito Novali conclude dicendo che:

“Per noi è un disco speciale perché è l’esordio di un progetto a cui tutti teniamo molto, ciascuno anche per ragioni diverse. Ad esempio, per Luca è stata l’occasione di confrontarsi con un materiale e un mondo musicale diverso da altri progetti in cui è coinvolto e per Matteo la possibilità di sperimentare con la scrittura e di lavorare intensamente su musica originale. Questo in generale riguardo al lavoro in trio e in particolare riascoltando il risultato delle registrazioni. Per me, personalmente, il disco rappresenta anche la gioia di ascoltare musica che ho pensato e, grazie al contributo fondamentale degli altri musicisti, ha preso una nuova forma e nuova luce. Siamo molto felici anche della fiducia dell’etichetta Emme Record che ci sta supportando e promuovendo con attenzione. In generale siamo molto soddisfatti del risultato del disco, in cui ci riconosciamo, e, ogni volta che lo presentiamo dal vivo, vogliamo ricreare la musica con una nuova energia e, in questo senso, “Passacaglia” rappresenta un punto d’arrivo per documentare il lavoro del trio ma anche, e soprattutto, un punto di partenza per una musica sempre in divenire.”

 

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