Jazz Agenda

Dado Moroni e Max Ionata dal vivo all'Elegance Cafè, sax e piano per Ellington e Wonder

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Venerdì 5 gennaio presso l'Elegance Café di scena un omaggio a due grandi nomi della musica jazz e soul-pop, Duke Ellington e Stevie Wonder, con il duo composto da Dado Moroni al pianoforte e Max Ionata al sax, con il progetto “Two For You”. Il duo tornato insieme dopo i grandi successi discografici “Two For Duke”, omaggio a Duke Ellington, e “Two For Stevie”, omaggio a Stevie Wonder. “Two for you” è una sorta di “the best” dei due precedenti: una miscela esplosiva che parte dal repertorio di due straordinari artisti che hanno fatto la storia della musica per rivisitarlo in chiave decisamente originale. Il tributo di Moroni e Ionata si basa su un continuo scambio di ruoli tra i due.

I musicisti partono sempre presentando il tema di ogni brano, anche il più celebre, in modo cristallino, per poi trascinare gli ascoltatori in evoluzioni riccamente energiche. Se a presentare il tema è il sax ecco che  il pianoforte, con il tocco esplosivo e tutt’altro che minimalista di Moroni, ha la funzione di sezione ritmica. Se invece è il pianoforte ad introdurre il brano Ionata, che oltre ad essere dotato di grande lirismo sa anche ottenere dal suo strumento molte voci differenti, lo sottolinea con un impulso ritmico-armonico, swing allo stato puro.

Alternandosi nell’improvvisazione, i due jazzisti giocano con melodie e ritmo, ricamandoci sopra evoluzioni appassionatamente creative. Uno straordinario lavoro di rilettura dei due musicisti che si esprime in un dialogo personale su tempi e strutture, un’interpretazione dove entrambi gli strumenti sono protagonisti alla pari. Ionata e Moroni esprimono sul palco la conoscenza e il profondo amore per la musica che li lega artisticamente. Un sodalizio umano, oltre e ancor prima che artistico, dove i due artisti si cercano, si inseguono e sanno mettersi da parte quando è il momento di dare spazio esclusivo allo strumento dell’altro. Un’occasione davvero rara di assistere ad un concerto imperdibile.

Sul palco Dado Moroni (piano) e Max Ionata (sax).

 

venerdì 5 e sabato 6 gennaio

ore 22.30

Elegance Cafè Jazz Club

Via Francesco Carletti, 5 - Roma

Euro 28 (concerto e prima consumazione)

Infoline 0657284458

 

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Dado Moroni "Piano Solo and Talks" in concerto all'Elegance Café

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Giovedì 8 ottobre l'appuntamento da non perdere è all'Elegance Café con Dado Moroni che salirà sul palcoscenico del jazz club di via Vittorio Veneto con il suo spettacolo Piano Solo and Talks. Una delle principali caratteristiche del pianista genovese è la spontaneità. Un incontro con lui rappresenta infatti un viaggio nel tempo, lungo ben nove decadi jazzistiche, attraverso il racconto in musica di aneddoti ascoltati direttamente dalla voce di musicisti quali Benny Waters (ex sassofonista della Band di Jelly Roll Morton), Dizzy Gillespie, Henry Edison e Buddy Tate (dell’Orchestra di Count Basie), Clark Terry e Jimmy Woode (membri della band di Duke Ellington), fino ad arrivare ai contemporanei Joe Henderson, Bob Mintzer , Wynton Marsalis, Alvin Queen, Joe Locke, Ira Coleman.

In campo extra jazzistico Dado Moroni ha collaborato con artisti del calibro di Lucio Dalla, Tiziano Ferro ed Eros Ramazzotti.Nel concerto piano solo Dado racconta i diversi linguaggi della storia del jazz in costante interazione con il pubblico, esegue composizioni originali e arrangiamenti unici, riuscendo sempre a creare un atmosfera coinvolgente. Special set with Pietro Ciancaglini contrabbasso e Roberto Pistolesi alla batteria.

Elegance Café

Via Vittorio Veneto, 93

Consumazione obbligatoria 25 euro

Inizio concerto ore 23:00

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Narni Black Festival: di scena Max Ionata e Dado Moroni in “2 for Duke”

Mercoledì 28 agosto proseguono gli appuntamenti con il Narni Black Festival che questa volta vedrà di scena all’Auditorium S. Domenico Dado Moroni e Max Ionata. con un omaggio a Duke Ellington intitolato “2 for Duke. Prodotto da Jando Music, in collaborazione con Via Veneto Jazz, questo disco è lo specchio della passione che Dado e Max hanno da sempre per la musica del “Duca” che li ha fortemente influenzati nel corso della loro carriera musicale. Nel raffinato dialogo a due tra piano e sax c’è tutta la passione, l’amore e l’ammirazione per l’eredità musicale che il genio del grande jazzista americano ha lasciato al mondo. Dado Moroni, tra l’altro, ha collaborato a lungo con  Jimmy Woode e Sam Woodyard, contrabbassista e batterista storici di Duke Ellington, consentendogli di immergersi a pieno nelle sonorità originali di colui che, da molti, è considerato il più grande compositore jazz di tutti i tempi. Sonorità che ritroviamo in “2 for Duke” anche grazie alle straordinarie capacità interpretative del sax di Max Ionata.

NARNI BLACK FESTIVAL

dal 27  al 31 agosto 2013

NARNI(Terni)

Martedì 27 Agosto ore 21,00
Teatro Comunale di Narni
ingresso 30  €

GINO PAOLI /DANILO REA

“Due come noi”

Mercoledì 28 Agosto ore 21,00
Auditorium S. Domenico
ingresso 12 €

DADO MORONI / MAX IONATA

“Two for Duke”

Giovedì 29 Agosto ore 21,00
Auditorium S. Domenico
ingresso 12 €

ENZO PIETROPAOLI QUARTET

“Yatra 2”

Venerdì 30 Agosto ore 21,00
piazza dei Priori
ingresso 23 € – poltrone 30 €

NINA ZILLI/ FABRIZIO BOSSO

“We love you”

Sabato 31 agosto ore 21,00
piazza dei Priori

ingresso 23 € – poltrone 30 €

EARTH,WIND & FIRE EXPERIENCE

featuring Al McKay Allstars

Giovedì 29 agosto – ore 24,00
PARCO GRAMACCIOLI – VIGNE DI NARNI

ingresso € 20, 15 in prevendita
BLACK NIGHT
con

RALF F.T.G. b2b FABRIZIO BATTAZZI

LCDOT & CHECK-TS
MAX-P

28,29,30 agosto il concorso musicale Cool Movement

…e inoltre:

TAVERNE – DEGUSTAZIONI – MOSTRE – VISITE GUIDATE

INFO

tel/fax +30 0744 726362

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www.narniblackfestival.it

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Riparte a Villa Carpegna “Una striscia di terra feconda”

Il festival “Odio l’Estate” di Villa Carpegna ospita dal 26 al 30 luglio la rassegna franco-italiana “Una striscia di terra feconda”, che quest’anno giungerà alla quattordicesima edizione, consolidando progetti comuni e ricerche di altri confini nel jazz e nelle musiche improvvisate di matrice europea. Sin dalla prima edizione del 1998, la manifestazione ha voluto dare spazio ai musicisti italiani e francesi più conosciuti a livello europeo (Gianluigi Trovesi, Paolo Fresu, Didier Lockwood Paolo Damiani, Louis Sclavis, Michel Portal, Aldo Romano, Marc Ducret, Joelle Leandre, Bruno Chevillon, Enrico Rava, Daniel Humair, Bruno Tommaso, Italian Instabile Orchestra), ad ensemble che in Italia non si erano mai esibiti (Le Workshop de Lyon, La Campagnie des Musiques a Ouir, Laurent Dehors trio, Strasax ), dando anche vita a produzioni originali, come la grande orchestra italo-francese « Assemblage » con un repertorio scritto appositamente per il festival, il progetto di Stefano Benni e Paolo Damiani « Voyage » inseme all’Orchestra d’archi del Conservatorio di Grenoble, il trio di Javier Girotto Paul Rogers e Christophe Marguet, Gianluigi Trovesi e Sylvain Kassap fino ad arrivare a bizzarri ed inediti incontri come i Quintorigo e l’eclettico trombettista francese Mederic Collignon.

Dal 1999 fino al 2005 la manifestazione ha ospitato la sezione italiana del più prestigioso premio europeo nel campo del jazz, il « Django d’Or »: una giuria comprendente 35 fra i più importanti critici italiani ha assegnato ogni anno 3 premi al miglior giovane talento, al musicista affermato e il premio alla carriera che poteva riguardare non soltanto un musicista ma anche chi a vario titolo si fosse distinto nella promozione e valorizzazione del jazz. Il festival ha sempre valorizzato i nuovi talenti, ad esempio ospitando i vincitori di “Jazz migration”, concorso francese che premia i giovani migliori promuovendone la carriera con dischi e concerti all’estero.

Quest’anno il festival ospiterà per la parte francese tutte prime assolute per l’Italia: il nuovo progetto diChristophe Monniot “Vivaldi Universel”, che riscrive dopo 300 anni le Quattro Stagioni tenendo presente la musica di Stravinsky, Parker, Zappa, Ravel e altri; il trio vincitore della selezione “Jazzmigration” Sidony Box: tre giovani musicisti (età media 23 anni!) che hanno focalizzato la loro musica su improvvisazione ed energia. Senza dimenticare il nuovo gruppo dell’eccellente sassofonistaFrancois Corneloup.  La sezione italiana vedrà esibirsi alcuni fra i vincitori del referendum Top Jazz (che comprende 60 fra i più illustri critici italiani), promosso dal prestigioso mensile Musica Jazz: l’omaggio alla tradizione italiana con Danilo Rea (miglior pianista) e il versatile Antonello Salis; il nuovo progetto di Paolo Damiani (compositore dell’anno) accompagnato da 5 giovani talenti. Inoltre la contrabbassista Silvia Bolognesi (miglior nuovo talento) e per finire il piano solo di Dado Moroni. Per maggiori informazioni consultare il sito del festival.

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Vicenza Jazz guarda a New York – Il 6 maggio parte la XVI edizione

Il programma della sedicesima edizione del festival New Conversations – Vicenza Jazz, che si terrà dal 6 al 14 maggio (con un prologo il 2 maggio e un epilogo il 18), conferma l’originalità ideativa di uno dei festival più prestigiosi del panorama nazionale. Nel cartellone delle New Conversations vicentine nomi storici della musica afro-americana trovano spazio al fianco delle istanze più attuali della musica improvvisata, le proposte d’alto profilo culturale convivono con quelle di ampio richiamo popolare, in una kermesse che in una decina di giorni offrirà un numero sorprendentemente elevato di concerti (il programma completo sfiora il centinaio di spettacoli) che coinvolgerà la città nella sua interezza, dalle sedi teatrali ufficiali (lo splendido Teatro Olimpico del Palladio e il Teatro Comunale) alle piazze e le vie del centro, i palazzi storici, le chiese, il Conservatorio “Pedrollo”, i locali notturni.

Ancora una volta le scelte di programma del direttore artistico Riccardo Brazzale si distinguono per la capacità di ideare produzioni originali di grande impatto (come l’incontro tra la stupefacente virtuosa del pianoforte Hiromi Uehara e l’Orchestra del Teatro Olimpico nel segno delle musiche di Gershwin: 11 maggio), di riportare in Italia artisti di spicco da tempo assenti dalle nostre scene (è il caso del sassofonista Steve Coleman: 9 maggio) o progetti che hanno segnato la storia del jazz moderno (il “Mahler Re-visited” proposto dall’Ensemble del pianista Uri Caine: 8 maggio). A dare splendore al programma contribuiranno numerosi altri nomi di punta della scena internazionale, come i trombettistiArturo Sandoval (con Chico Freeman: 10 maggio) e Paolo Fresu (con Daniele di Bonaventurae il coro A Filetta: 14 maggio). Assai rilevante sarà poi la presenza di artisti trasversali, capaci di attrarre ampie fasce di pubblico non solo jazzistico: Roy Paci (7 maggio) e Vinicio Capossela, che arriverà a Vicenza per l’unica data veneta del tour “Marinai, Profeti e Balene” che fa seguito alla pubblicazione del suo nuovo album (prologo del 2 maggio).

Numerose sono le traiettorie culturali e i percorsi musicali di Vicenza Jazz 2011, a partire dal tema principale che dà titolo a questa sedicesima edizione del festival: New York New York, ovvero lo stato delle cose del jazz statunitense. La rotta newyorkese del festival sarà ampiamente esplorata nel programma di concerti che il Panic Jazz Café Trivellato proporrà nello spazio del Teatro Astra; ma testimoni d’eccezione della newyorkesità jazzistica saranno Uri Caine e Steve Coleman, nonché la giapponese Hiromi Uehara impegnata in un omaggio a George Gershwin, il musicista di New York che più di ogni altro ha saldato in maniera intensa e duratura la musica colta e quella popolare, incluso l’allora nascente jazz, dal quale trasse ampia ispirazione e sul quale esercitò una indelebile influenza con la sua produzione di canzoni.

Oltre che nel concerto gershwiniano di Hiromi, il rapporto del jazz con la musica colta troverà due altre importanti realizzazioni concertistiche nell’ambito di Vicenza Jazz: nel già citato omaggio di Uri Caine a Gustav Mahler (del quale nel 2011 cade il centenario della morte) e negli Omaggi a Nino Rota (del quale invece nel 2011 ricorre il centenario della nascita) proposti dal trombonista Gianluca Petrella con l’I-Jazz Ensemble 2011 e dall’Orchestra del Teatro Olimpico diretta da Giancarlo De Lorenzo (6 maggio).

A fianco dell’ampia rappresentanza del jazz statunitense, Vicenza Jazz offrirà come sua abitudine un ampio e significativo spaccato del jazz italiano, con la presenza di artisti del livello del sassofonistaRosario Giuliani e il pianista Dado Moroni (con il vibrafono di Joe Locke: 9 maggio), la cantanteMaria Pia De Vito (12 maggio), lo specialista dell’elettronica Martux_m con il progetto davisiano “About A Silent Way” (13 maggio), oltre ai già citati Paolo Fresu e Gianluca Petrella (con Giovanni Guidi).

Sarà come sempre altisonante anche la programmazione che Luca Berton del Panic Jazz Club di Marostica ha preparato per le serate ai Chiostri di Santa Corona, che si trasformeranno in “Panic Jazz Café Trivellato”, il jazz club after hours del festival. I nomi annunciati sono tali da suscitare una grande attesa: da star del calibro di Christian McBride (11 maggio, in quintetto) e Joshua Redman (il 18, in quartetto) a una serie di nomi che percorreranno le più attuali sfumature del jazz newyorkese:Ambrose Akinmusire (il 6), Rachel Z con Omar Hakim e Solomon Dorsey (il 7), Rudresh Mahanthappa (l’8), Martin Wind in un quartetto con Joe La Barbera (il 9), Julian Lage (il 12). E poi ancora il quartetto di Alessandro Lanzoni e Francesco Diodati (il 10) e i ritmi afro dei Dajaloo(il 14).

Molte iniziative collaterali amplieranno l’approfondimento del tema newyorkese del festival: una mostra fotografica dedicata agli scatti di Robert Otter (dal 5 al 15 maggio al ViArt); numerose proiezioni cinematografiche; una serie di duetti italo-americani al conservatorio “Pedrollo”. Oppure creeranno nuovi percorsi tematici, come nel caso del convegno internazionale “L’improvvisazione musicale e la musicoterapia”, a cura del Centro Studi Musicoterapia Alto Vicentino (12 maggio), delle messe musicali, degli appuntamenti alle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari e al conservatorio “Pedrollo”.

Il festival New Conversations – Vicenza Jazz 2011 è organizzato dall’assessorato alla cultura del Comune di Vicenza, in collaborazione con Aim Vicenza, Trivellato Mercedes Benz e con l’associazione Panic JazzClub, con il contributo della Regione Veneto e del Ministero per i beni e le attività culturali, oltre che con il sostegno di Intesa Sanpaolo, Confcommercio Vicenza, Confindustria Vicenza e molti altri sponsor.

Per il programma completo cliccate qui.

Per il sito della manifestazione con tutte le informazioni cliccate qui.

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“Summertime” alla Casa del Jazz

Ritorna, come ogni estate, da domenica 27 giugno, Summertime, la rassegna di concerti all’aperto nello splendido parco della Casa del Jazz. “Nel segno che contraddistingue la programmazione della Casa del Jazz ci saranno autentiche star – spiega il direttore artistico Luciano Linzi presentando la manifestazione – protagonisti storici del Jazz mondiale come il trombettista Tom Harrel ed il sassofonista Steve Grossman, il contrabbassista Eddie Gomez, il batterista Joe La Barbera; i nuovi protagonisti del Jazz contemporaneo come il trio Fly (Mark Turner/Larry Grenadier/Jeff Ballard) o il trio del pianista Vijay Iyer (per la prima volta a Roma); alcuni dei migliori musicisti italiani come il sassofonista Rosario Giuliani e i batteristi Roberto Gatto e Lorenzo Tucci, il pianistaDado Moroni. Ma molto spazio verrà dedicato anche ai giovani:per il secondo anno consecutivo daremo vita ad una 2 giorni dedicata ai“Giovani Leoni Europei” in collaborazione con le Ambasciate svedesi ed olandesi ed all’Istituto Culturale Tedesco Goethe. In questo ambito,quest’anno daremo vita ad una vera e propria produzione originale con un workshop che creerà una band con elementi provenienti da tutti i Paesi coinvolti. E inoltre presenteremo il giovane gruppo rivelazione dell’anno in Inghilterra il Portico Quartet, presente quest’estate nei più importanti jazz festival europei. E particolare attenzione alle cosiddette “contaminazioni” con la presenza dei migliori musicisti norvegesi, come il chitarrista Eivind Aarset ed il sassofonista Hakon  Kornstad, del duo afro/francese di Ballake Sissoko e Vincent Segal o del progetto Omparty di Leon Pantarei. Il via alla manifestazione verrà dato il 27 giugno da un evento speciale il Franco Ferguson Improring Day: sotto questo pseudonimo vive il fermento di un collettivo d’improvvisazione totale che riunisce alcuni dei più importanti musicisti di quest’area. Un vero happening che avverrà dislocato in vari punti del Parco. Il tutto si concluderà ad agosto con l’ormai tradizionale Roman Classic Jazz Festival”.

Aprirà l’edizione 2010 di “Summertime” Franco Ferguson, un collettivo formato da musicisti/e che condividono un approccio critico, creativo e non ortodosso al jazz ed alle musiche ad esso correlate. Un vero happening che avverrà dislocato in vari punti del Parco dalle ore 18 alle 24.

Mercoledi 30 e giovedì 1 luglio, spazio ai “Giovani Leoni Europei” in collaborazione con le Ambasciate svedesi ed olandesi ed all’Istituto Culturale Tedesco Goethe. In questo ambito, quest’anno si darà vita ad una vera e propria produzione originale con un workshop che creerà una band con elementi provenienti da tutti i Paesi coinvolti. “Giovani Leoni Europei” presenterà:  mercoledì 30 giugno, tre concerti; ad aprire le danze il Piero Bianculli Trio(Olanda), a seguire Elin Larsson Group (Svezia), in chiusura di serata la rappresentanza italiana, conFrancesco Diodati Neko Quartet (Italia).

Giovedì 1 luglio, JazzPottery (Germania), a seguire, Christoph Spangenberg Trio + Heiko Fischer (Germania), a chiudere la serata una vera e propria produzione originale, International Jazz Workshop Band, un gruppo con elementi provenienti da tutti i Paesi coinvolti.

Lunedi 5 luglio, per la prima volta a Roma, il trio del compositore e pianista tra i più innovativi della scena jazz attuale,Vijay Iyer, al quale le più importanti riviste specializzate di jazz come Down Beat e Musica Jazz, hanno recentemente dedicato la copertina. Nato in America da immigrati indiani si forma negli ambienti jazz americani collaborando con musicisti dalle più svariate origini e tradizioni, come il sassofonista Steve Coleman che a metà degli anni ’90 gli offrirà il posto di pianista nella sua band. La musica di Iyer accoglie in effetti una vasta gamma di influenze che provengono sia dall’oriente che dalla tradizione afro-americana.

Il suo ultimo progetto discografico, osannato dalla critica, si intitola Historicity ed è il suo album d’esordio per la prestigiosa etichetta tedesca Act. Un album in trio che presenta fra altri una serie di cover di Stevie Wonder, Leonard Bernstein, Andrew Hill, che ridefinisce in maniera sublime le nozioni classiche del trio jazz alla maniera molto personale dell’artista. Nella sua musica tutta la tradizione jazz e le più nuove influenze d’avanguardia sono filtrate attraverso le proprie radici indiane.

Venerdi 9 luglio, Rosario Giuliani Quartet, che presenterà il nuovo disco”Lennies Pennies”, pubblicato dall’etichetta francese Dreyfus Jazz; uscito a fine marzo.Il disco ha ottenuto straordinari consensi dalla critica. Disco del mese su Musica Jazz e accolto entusiasticamente dal francese Jazz Magazine. A conferma dello status internazionale di questo grande musicista romano. Con lui saliranno sul palco musicisti d’eccezione come il pianista Dado Moroni, premiato all’ultimo Top Jazz come miglior pianista dell’anno, il leggendario batterista di Bill Evans, che raramente è possibile ascoltare in Italia, Joe la Barbera e il contrabbassistaDarryl Hall.

Lunedi 12 luglio Il gruppo Fly, un collettivo che vede riuniti tre fra i più creativi e avanzati jazzisti della scena jazzistica attuale, il sassofonista Mark Turner, il bassista Larry Grenadier e il batterista Jeff Ballard, in una sintesi riuscita e pienamente compiuta tra totale conoscenza del linguaggi improvvisativi, tecnica sopraffina, interazione perfetta tra le rispettive intenzioni musicali di ogni musicista e l’esito espressivo del gruppo nella sua interezza, che risulta caratterizzato da intensità, carisma e rigore inusuali. A dieci anni dai suoi esordi Fly è uno dei progetti musicali più intensamente creativi e rigorosi della scena jazzistica mondiale, capace di dare vita a esiti di valore assoluto continuando a distinguersi per integrità e profondità dalla classe cristallina. Il loro ultimo album su etichetta ECM e’ stato accolto con enorme favore critico nel mondo.

Martedì 13 luglio, Lorenzo Tucci presenta «Touch Three», il suo nuovo progetto che coinvolge anche il tastierista Luca Mannutza e il sassofonista Paolo Recchia. Capace di spaziare da un genere all’altro, Tucci si trova a suo agio sia quando reinterpreta gli standard dei grandi del jazz che quando affronta sonorità latine o repertori più sperimentali. Il concerto alla Casa del Jazz è l’occasione per ascoltare la sua musica e in particolare i brani tratti dall’ultimo album del batterista che propone un variopinto mondo musicale in cui tutto è possibile ed ecco che il jazz degli anni ’60 va a braccetto con il pop e con lo swing senza dimenticare groove gonfi di ritmo.

Lunedi 19 luglio,uno dei grandi protagonisti del jazz internazionale:Tom Harrell. Nel corso della sua carriera ha raccolto una messe di premi e riconoscimenti che pochi musicisti oggi viventi possono vantare, sia come trombettista che come compositore classificatosi per ben tre volte come miglior trombettista di jazz dell’anno dalla rivista Downbeat Magazine. Tom Harrell, sebbene affetto da una profonda disabilità psichica svolge la sua carriera sui palcoscenici di tutto il mondo. Prima di dedicarsi alla carriera solista ha registrato e suonato con il gotha del jazz mondiale. Ricordiamo tra gli altri : Stan Kenton’s orchestra, Woody Herman’s big band, Horace Silver Quintet, Lee Konitz Nonet, George Russell, Charlie Haden’s Liberation Orchestra Bill Evans, Dizzy Gillespie, Bob Brookmeyer, Lionel Hampton, Phil Woods Quintet . Ha registrato a proprio nome con le più prestigiose etichette mondiali come Pinnacle, Blackhawk, Criss Cross, SteepleChase, Contemporary Records, Chesky, and RCA. In questo concerto alla Casa del Jazz si presenta col suo quintetto con: Wayne Escoffery al sax, Danny Grissett, al pianoforte, Ugonna Okegwo, al contrabbasso e Johnathan Blake,alla batteria, con cui presenterà il materiale del suo ultimo disco “Roman Nights”, titolo premonitore di questo straordinario concerto.

Martedì 20 luglio un trio stellare con David Kikoski, pianoforte, Eddie Gomez, contrabbasso eRoberto Gatto, batteria. David Kikoski è da molti anni uno dei più completi e efficaci pianisti in attività, e vanta un curriculum impressionante. Il suo stile trae ispirazione da svariate fonti e presenta un distillato sapientemente equilibrato della storia del piano jazz, vista attraverso l’ottica di un musicista che ne vive l’evoluzione costantemente in prima linea da oltre due decenni sulla scena di New York. Tutto ciò, insieme a un bagaglio lessicale jazzistico apparentemente inesauribile, porta David Kikoski a fornire invariabilmente dal vivo un set di grande forza espressiva e peso specifico, che risulta assolutamente convincente. Eddie Gomez è uno dei più brillanti contrabbassisti della storia del jazz. Grande virtuoso del proprio strumento, si è da sempre contraddistinto per il suono altamente personale attraverso il quale sa esprimere una cavata possente e ricca di drive che genera un walking impeccabile, nonché per la ricchezza di idee e l’audacia melodica e armonica di cui riesce a dar prova nelle sortite da solista, il tutto sempre all’insegna di una grande sensibilità musicale e di una classe davvero notevole. Alla batteria l’eccellente Roberto Gatto, brillante ed eclettico musicista da vari decenni attivo ai massimi livelli del jazz italiano, che ha collaborato tra gli altri con Michael Brecker, John Scofield, Bob Berg, Richard Galliano, Paolo Fresu e Enrico Rava.

Lunedi 26 luglio è la volta del Portico Quartet. Chi ama il jazz sognante, la musica classica e quella minimale, meglio se prodiga di citazioni etniche (a confermarlo la passione smodata per le percussioni balinesi), non può non lasciarsi sedurre dal quartetto di South London che, per il secondo album, “Isla”, è approdato alla Real World di Peter Gabriel.

Martedì 27 luglio, Ballakè Sissoko & Vincent Segal. Un incontro straordinario tra due musicisti che, provenendo da esperienze diversissime, quasi opposte, si integrano alla perfezione. La tradizione popolare griot di Sissoko e la formazione colta, classica di Segal dialogano in modo sublime, producendo una sintesi musicale che è nettare per le orecchie. Djelimoussa “Ballake” Sissoko viene dal Mali ed è un custode della tradizione, uno scrigno contenente i tesori della storia e della cultura mandengue. Appartiene infatti ad una famiglia di griot, ed è tra i più̀ grandi interpeti della kora del suo paese. Ballaké Sissoko è figlio di Djelimady Sissoko, grande maestro della kora mandinga, nella cui scuola iniziò a studiare lo strumento fin da bambino; suona nel prestigioso Ensemble Instrumental National du Mali e accompagna vari cantanti maliani, prima di giungere sulla scena internazionale grazie alle collaborazioni con Toumani Diabate in New Ancient String e Taj Mahal nel progetto Kulanjan. Strumentista di straordinario talento, Sissoko si ispira alla tradizione, forgiando uno stile personale ed innovativo sempre aperto a nuove esperienze musicali.

Mercoledi 28 luglio, Eivind Aarset “Sonic Codex”, uno dei protagonisti più creativi e interessanti dell’underground scandinavo. Il norvegese Eivind Aarset, uno dei padri del nu jazz europeo, è fautore di una musica carica di energia ma allo stesso tempo misteriosa e decisamente contemporanea. Eivind Aarset ha anche collaborato a molte registrazioni e con musicisti diversi come Ray Charles, Dee Dee Bridgewater, Ute Lemper, Ketil Bjornstad, Mike Mainieri, Arild Andersen, Abraham Laboriel e Django Bates. Sonic Codex mantiene la cifra stilistica “noir” del leader, ma sembra spingersi maggiormente verso il rock più duro allontanandosi dalla sonorità aurea e visionaria del precedente Connected. La formazione da qualche tempo si è stabilizzata e vede in Audun Erlien (contrabbasso) e Wetle Holte (batterista dei Wibutee, formazione effervescente della scena norvegese) due complici ideali.

Giovedì 29 luglio, Leon Pantarei & Omparty con ospiti Hakon Kornstad e Luca Aquino. Leon Pantarei, multipercussionista calabrese guida il progetto Omparty, che pone all’attenzione del mondo del jazz e “dintorni” una nuova proposta discografica e live che si caratterizza per originalità ed impatto. Il progetto muove da Miles e dalla rilettura del modale, ma, grazie anche all’impianto percussivo di Leon (composto da tabla, bendir, darbouka, doira, bass djembè, tambora tiger e tambora conga, assemblati in un contesto jazzistico originale e, per certi versi, sorprendente), percorre, con assoluta originalità, anche i fascinosi territori del “Folklore immaginario”.Due prestigiosi ospiti del concerto:Håkon Kornstad, sassofonista,una delle figure centrali della scena musicale norvegese,che nel corso della sua carriera ha seguito percorsi diversi operando in un ampio campo di esplorazione ed espressione: dall’elettronica passando per collaborazioni importanti (Pat Metheny, Paal Nilssen-Love, Axel Dörner)e Luca Equino, recente vincitore, come miglior nuovo talento, del Top Jazz, promosso dalla rivista Musica Jazz.

Venerdì 30 luglio Steve Grossman Quartet. Un grandissimo interprete del jazz mondiale, che non ha bisogno di presentazioni, in un concerto imperdibile. Steve Grossmann ha unito le stilistiche diametralmente opposte di John Coltrane e Sonny Rollins in un suono inimitabile.Al fianco di Miles Davis, tuttavia, si dedicò soprattutto al sax soprano. Il grande musicista, infatti, lo volle in formazione appena diciassettenne. Dopo questo folgorante inizio seguì un’esperienza di grande prestigio che prese il nome di “Jazz Machine”. La sua fama è poi divenuta mondiale grazie a decenni di collaborazioni con musicisti del calibro di Chet Baker, Art Taylor, Barry Harris e Michel Petrucciani. Micheal Brecker ha detto di lui : “E’ il migliore di tutti noi”. Sarà accompagnato dal Danilo Memoli trio con cui costituisce una delle migliori sezioni ritmiche d’Europa.

All’interno del programma di Summertime inoltre sono previste alcune serate che vedranno protagonisti i giovani musicisti che partecipano ai concorsi indetti da alcune delle più importanti scuole di musica di Roma: Saint Louis College Of Music e Felt Music School.

Ciccio Russo

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