Jazz Agenda

Emanuele Urso Quintet al Gregory’s

dsc_7119-1
dsc_7129_3-1
dsc_7133_2
dsc_7142_3
dsc_7143_2
dsc_7197_2
dsc_7202_3
dsc_7235_2
dsc_7251_1
dsc_7285_1-1
immagine-fissa
01/11 
start stop bwd fwd

Si rinnova come ogni venerdì al Gregory’s l’appuntamento con il “ Re dello swing “ e la sua band,Emanuele Urso Quintet : ottima performance, professionalità rigorosa, vibrazioni accattivanti, mood swing perfettamente amalgamati e regalati al pubblico dello storico jazz club romano. Venerdì scorso eravamo proprio lì ad ascoltarli con il nostro orecchio profano e la voglia di divertirci tra molti esperti e cultori del genere. Due ore di spettacolo divise in due set musicali e “Buona la prima”, come si dice!

Il quintetto composto da Emanuele Urso al clarinetto/batteria, Antonio Pierri al vibrafono,Adriano Urso al piano, Osvaldo Mazzei alla batteria e Alessio Urso al contrabbasso ha soddisfatto ogni livello musicale. La formazione, infatti, si lancia da subito in vivaci e funamboliche esperienze musicali in Italia e in Europa a fianco dei maggiori esponenti del panorama jazzistico quali Christian Meyer, Frank Vignola, Bucky Pizzarelli. Nel 2006 si esibisce assieme ad un suo grande estimatore Renzo Arbore, nella trasmissione Matrix.

Insomma, quello che ci siamo trovati di fronte, e tutta la sacrosanta Musica che abbiamo ascoltato, proveniva da collaborazioni di alto livello e da un lavoro svolto negli anni con profondo impegno. Emanuele è un animale da palcoscenico oltre che un batterista e un clarinettista acclarato. Incita i suoi musicisti sul palco nei loro slanci improvvisativi, li sostiene con le note e con lo spirito di un carismatico frontman.


Foto by Valentino Lulli

Nel loro repertorio rigorosamente swing anni 30-40, rientrano i più famosi brani di Benny Goodman, Glen Miller, Lionel Hampton riarrangiati e presentati al pubblico nel vecchio e sempre nuovo dixieland mood. Una breve e particolare considerazione va ad Antonio Pierri che ha offerto vibrazioni speciali con un ritmo incalzante che inseguiva piano e batteria catturando attenzione ed orecchi dentro e fuori i suoi soli. Dunque, una serata che è stata condotta e allietata con il prestigio di standard originali e giri armonici in perfetto stile dixieland. Omaggio ad una New Orleans ormai lontana, a quelle piste da ballo che non ci hanno visto danzare sotto un ritmo costantemente incalzante della batteria, a quelle melodie divenute il fraseggio di un’Era, a quelle polifonie complesse e virtuose.

Un grazie alla band e ai suoi maestri, ai loro studi, alla loro Passione che li ha guidati e che ci ha coinvolti e travolti per tutto il tempo. Un grazie speciale ad Emanuele o “ Re dello swing “ che dir si voglia per il tempo concessoci  per una breve intervista in cui ci ha illuminato non solo sui suoi passi da musicista, attraverso scorci sulla storia del jazz , ma anche sul “senso” musicale che negli anni lo ha sostenuto e ha sorretto il suo impegno portandolo assieme alle sue formazioni ad essere, così giovane, uno dei più riconosciuti jazzisti a livello internazionale. Un concerto che potrete seguire ancora  il 22 e il 29 di ottobre sempre al Gregory’s a cui vi consigliamo di non mancare.

Veronica Paniccia

 

Foto di Valentino Lulli

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS