Jazz Agenda

Carlo Cammarella

Carlo Cammarella

Francesco Poeti Trio in concerto al Charity Café

Giovedì 29 marzo il jazz torna ancora una volta in scena al Charity Café di vis Panisperna con il trio capitanato da Francesco Poeti completato da Enrico Bracco alla chitarra e Valerio Vantaggio alla batteria. Un incontro fra tre musicisti che si conoscono da tempo e che hanno già condiviso diverse esperienze artistiche in diversi palcoscenici. In questo caso, però, il concerto è organizzato da Francesco Poeti, col suo basso a sei corde customizzato, che proporrà alcune sue composizioni originali.

Sarà l’occasione per ascoltare una musica priva di etichette che, tuttavia, potrebbe essere catalogata nel solco del jazz contemporaneo. Nonostante questo progetto sia stato originariamente pensato per una formazione più ampia, il trio esprime un’atmosfera cameristica e conferisce una maggiore libertà.

Charity Café

Via Panisperna 68

Inizio concerto ore 22:00

Ingresso con prima consumazione 8 euro

 

Line-up

Francesco Poeti, Chitarra Basso

Enrico Bracco, Chitarra

Valerio Vantaggio, Batteria

 

Stefano Carbonelli racconta il disco Morphé: “un percorso personale di ricerca, passione e studio”

Pubblicato dall’etichetta Cam Jazz Morphé è il secondo album che porta la firma del chitarrista Stefano Carbonelli. Un progetto trasversale che unisce la musica da camera, con momenti carichi di groove che spesso si miscelano con il rock, altre volte danno vita a momenti di improvvisazione pure. Completano la formazione Daniele Tittarelli al sax, Riccardo Gambatesa alla batteria e Matteo Bortone al basso. Stefano Carbonelli ci ha raccontato questa avventura:

Morphé - ci spiega - è un album di note scritte e qualche improvvisazione. La musica è stata composta o riadattata per la formazione del quartetto a mio nome, che in questo disco fa uso di sax contralto, chitarra elettrica e classica, basso elettrico e semiacustico, contrabbasso e batteria. Secondo disco per il gruppo, prima uscita insieme alla casa discografica CAM JAZZ che ci ha prodotto. Se si vuole incanalare l’opera in un genere bisogna notare che coesistono, a mio giudizio in modo riuscito, momenti contrappuntistici o da camera (in un certo senso in scia con Bach, Hindemith, Bartok…) con altri più groovosi e all’estremo molto rock, anche metal. Accomunano tutte le composizioni, compresa quella di Matteo, un’incessante metamorfosi delle stesse, che non raggiungono mai un delineamento compiuto. Questo è il manifesto nella prima traccia, la Title Track, mutevole e densa di idee in meno di due minuti. Da lì si parte per un percorso di brani i cui nomi omaggiano le personalità di Gould, Kafka, Gnap, “Car A V…” e Bongard (il cui consigliato libro “Pattern Recognition” di 100 indovinelli illustrati è particolarmente in tema con la ricerca e il senso della forma).”

Un percorso interiore e personale e tanto lavoro con la band. Stefano Carbonelli ci spiega anche il percorso che ha portato alla nascita del disco:

 “C’è alla base un percorso personale di ricerca, passione, studio analitico della musica. D’altra parte senza l’impegno dei miei colleghi il disco sarebbe rimasto sulla carta, anzi alcuni brani non sarebbero stati proprio composti. Il gruppo esiste stabile dal 2014, anno in cui abbiamo registrato il primo album ‘Ravens like Desks’. Da allora l’affiatamento è stato crescente e ho subito avuto come obiettivo una seconda uscita. Per il repertorio ho unito i due brani vecchi inediti ‘Morphé’ e ‘Kafka’ al recente ‘Stalattiti’, terminato di scrivere per l’occasione i due brani ‘Arrgh’ e ‘Gnap’ e composto dal principio ‘Glenn’. Il lavoro di scrittura è quello che ha caratterizzato di più il lavoro finito: c’è un’alta percentuale di musica scritta per un disco di jazz e le improvvisazioni sono spesso intese come parti non fondamentali del disegno complessivo. Durante le numerose prove iniziate nella primavera 2016 si è aggiunto il brano e ‘Bongard #101’ – presente in due tracce separate chiamate L e R –  e ‘Car A Vudge Joe’ di Matteo. Di lì a quasi un anno abbiamo avuto la fortuna di essere portati in studio dalla CAM JAZZ, nel marzo 2017 a Udine, dove abbiamo finalmente inciso Morphé.”

Cosa rappresenta invece Morphé per Stefano Carbonelli? Rispondendo a questa domanda il chitarrista ci mostra anche la sua visione della musica…

Non so per gli altri ma penso di poter rispondere che la musica di Morphé non è descrittiva e non ha l’intenzione neppure nascosta di rappresentare un’esperienza, un evento o un oggetto. Il mio parere è che ci si possa disinteressare di usare la musica come metalinguaggio, senza che questa manchi dell’elemento per il quale viene percepita come una cosa bella e funzionante. Detto altrimenti se la musica è piacevole lo è di per sé e non perché rappresenta una cosa: indirettamente l’ascolto delle note richiama delle sensazioni – soggettive – e questo è sufficiente. A mio parere, ipotizzo universalmente, l’ispirazione nella composizione o nell’improvvisazione nasce da meccanismi inconsci (che permettono la ‘spontaneità’) per cui reputo una forzatura cercare di descrivere altro con la musica: non che mi opponga all’uso ma potrebbe anche darsi che quello che si voleva descrivere (se non reso esplicito) non venga minimamente colto e tuttavia ciò non implicherebbe che la musica appaia deficiente. Il punto è che c’è una differenza abissale con un testo scritto o una raffigurazione, infatti la musica senza parole funziona lo stesso ed appassiona una percentuale di persone – non è rilevante quante persone se ne accorgano bensì il loro grado di appassionamento. Lascio al pubblico nove tracce a cui abbandonarsi e in cui scovare forme da analizzare in base ai criteri che preferisce ma sapendo che secondo l’autore la musica rappresenta se stessa.”

Marco Acquarelli Quartet presenta il disco Drops al teatro il Cantiere

Giovedì 15 febbraio presso il Teatro il Cantiere Marco Acquarelli presenta Drops, un progetto moderno, caratterizzato da sperimentazione ritmica, strutture armoniche asimmetriche e linee melodiche semplici e dirette. Pubblicato da Filibusta Records, il disco è il terzo che porta la firma di Acquarelli, mentre la formazione è nata nel 2015 dalla partecipazione alle attività dell’Agus Collective di Roma. La completano Daniele Tittarelli al sax, Fabio Sasso alla batteria e Francesco Ponticelli al contrabbasso. Il repertorio del disco è costituito interamente da brani originali assai diversi da quel jazz mainstream che per certi versi aveva caratterizzato le produzioni precedenti.

Le composizioni del disco sono spesso contraddistinte dalla presenza di tempi dispari che si contrappongono a melodie nitide, dirette, spesso tracciate dal sassofono di Daniele Tittarelli, altre volte dalla chitarra di Acquarelli sempre al servizio della composizione. Un aspetto che sottolinea l’interplay della band e un approccio verso una musica concepita come “musica d’insieme” e non come semplice estro del singolo. Non è casuale, infatti, che l’influenza di linguaggi alternativi al jazz sia ben presente nell’esperienza di tutti i membri del gruppo (e dello stesso compositore) e che sia ben percepibile all’interno di un disco dove in due brani non manca l’utilizzo dell’elettronica.

 

Teatro il Cantiere

Via Gustavo Modena 92

Inizio concerto ore 22:30

Ingresso a sottoiscrizione

 

Rino Adamo racconta Electric Life Suite – 14 Violin Solos: “un lungo percorso di studio e ricerca”

Un disco dedicato al violino elettrico dove la musica classica si sposa con l’elettronica e la sperimentazione pura. Si presenta in questo modo Electric Life Suite – 14 Violin Solos, progetto solista che porta la firma di Rino Adamo pubblicato da Filibusta Records. Quest’ultimo ha raccontato a Jazz Agenda questa nuova avventura:

“Electric Life Suite – 14 Violin Solos” è un mio progetto compositivo nato nel 2016 e per la prima volta studiato per essere totalmente in solo. Questa volta ho deciso di utilizzare il violino elettrico e l'elettronica proseguendo lungo un percorso di studio e ricerca che solo cinque anni fa ha acquisito caratteri più costanti e specifici, differenti da quello che resta il mio ultimo disco nel quale utilizzo il violino acustico (Le Forme delle emozioni del 2012 / -ZDM-, con S. Corbini al piano). Già nel titolo voglio evidenziare questa mia svolta elettrica o elettronica, coniugata ad un'idea piuttosto “classica”, quasi sentimentale (visto che nasco come musicista classico) di violinismo e di brani per violino come se fossero una raccolta di “Capricci”, “Fantasie” o ancora “Sonate a Violino Solo”, come nella letteratura di questo strumento. Electric Life Suite è una sorta di esperimento o viaggio timbrico e formale in un racconto molto personale articolato in 14 quadri differenti racchiusi nei due brani (piuttosto speculari) di apertura e chiusura; una similitudine con quello che avevo già fatto nel mio precedente lavoro in quartetto con un Prologo e un Epilogo “a specchio” che contenevano l'intero lavoro (“Variazioni su un Tema” del 2003 / - Splasc (h) - con L. Dequidt, M. Gargano, F. Accardi).”

Rino Adamo ci racconta anche il percorso che ha portato alla nascita del disco:

L'idea di un mio disco in solo era un mio antico “pallino”. Nel corso degli anni ho suonato in vari tipi di organici: da giovane come orchestrale in ambito sinfonico e operistico, poi in quartetto, trio, duo, nonetto, quintetto e orchestra jazz. Col passare del tempo avvertivo sempre più l’idea di dover fare l'esperienza, vivere l'avventura, prendermi la responsabilità (da un lato) e la libertà (dall'altro) di un progetto di cui fossi stato unicamente ideatore e realizzatore. Per ritornare alla genesi del disco, il primo lavoro nel quale utilizzo totalmente il violino elettrico e l'elettronica “live” è “Almost Modern 3”, progetto in trio con M. Di Nunzio e S. Marra pubblicato nel 2014 da Mardin. E' questo il disco che inaugura questa mia fase elettrica proseguita poi con “Episteme of a Dream” uscito per Filibusta nel 2016 e registrato quasi un anno prima in quintetto con C. Riggio, A. Giachero, G. Sardina, F. Manni). A ben guardare, però, si trova qualche traccia o qualche lievissimo indizio “elettrico”, già nell'omaggio a Eric Dolphy del 2004 intitolato “Playing with Eric” uscito per l’etichetta Splasc(h) e con la partecipazione di S. Corbini e G. Maier. L'elettrico ha rappresentato per me e per lunghi anni una sorta di frattello minore in quanto viveva, esclusivamente per ragioni pratiche e funzionali, all'ombra del violino “acustico” con il quale ho attraversato tutte le mie esperienze di studio, musicali e professionali nell'arco della mia carriera. La ricerca del “suono ideale” e le possibilità espressive ed acustiche potenzialmente offerte dall'elettronica costituiscono una vasta ricerca a sé stante che negli ultimi anni è divenuta sempre più intensa e totalizzante. Ora come ora, invece, il “fratello minore” è diventato “maggiore”.

Ma cosa rappresenta il disco per Rino Adamo? Un punto di partenza o un punto di arrivo?

Nel disco – prosegue - utilizzo l'elettronica soprattutto come estensione dell'idea di base dei pezzi, poche volte come condizione di partenza e sempre con una certa parsimonia. In alcuni altri invece utilizzo delle sovrapposizioni in modalità che rimandano ad una dimensione compositiva più “armonica”. In altri con degli effetti più marcati e caratterizzati da differenziazioni timbriche e stilistiche. “Electric Life Suite – 14 Violin Solos” rappresenta una sorta di compendio (parziale e solo in parte dispiegato) del mio attuale rapporto con i suoni. Inizialmente mi è sembrato senz'altro un punto di arrivo, una tappa cruciale sintesi di tutte le mie esperienze precedenti. Ma questa “sensazione”, in parte vera, si è rapidamente trasformata in nuovo punto di partenza, scalo per altre future destinazioni e mondi possibili. Tra queste ci potrebbe essere un altro lavoro in solo, al quale credo che tra non molto avrò voglia di accingermi. Spero di continuare a fare sempre lavori molto diversi tra loro e viaggiare nella musica come una specie di vascello o astronave dalle destinazioni sempre sorprendenti e nuove.

Alter & Go in concerto all'Elegance Café

Martedì 30 gennaio presso l’Elegance Café Jazz Club andrà in scena Alter & Go, formazione capitanata da Roberto Bottalico al sax tenore e Augusto Creni alla chitarra e completata da Massimo di Cristofaro alla batteria e Alessandro del Signore al contrabbasso. Un quartetto rispettoso della tradizione, che parte dall’amore per il jazz degli anni ’50  e ‘60 senza disdegnare un’improvvisazione frizzante, moderna e al passo con i tempi.

La formazione che nel marzo 2017 ha pubblicato il disco omonimo con l’etichetta Filibusta Record, si cimenta tra brani inediti scritti dal sassofonista Roberto Bottalico e alcuni standard il cui riarrangiamento dimostra ancora una volta che il jazz, per sua natura, è una musica mutante, in continua evoluzione, sempre pronta ad accogliere nuovi stimoli e contaminazioni.

In questo caso il suono prende ispirazione dall’hard bop, movimento jazz nato tra gli anni Cinquanta e i Sessanta del secolo scorso, che vanta esponenti di grandissimo talento come Wayne Shorter, Horace Silver, Art Blakey e il gigante John Coltrane. Pur mantenendo una forma tradizionale di jazz, il quartetto esprime anche un lavoro di ricerca verso il moderno, strizzando l’occhio alle infinte possibilità del suono e cercando di legare il tutto con una propria concezione musicale e una grande sensibilità artistica.

 

Elegance Café

Via Francesco Carletti, 5 – 00154 Roma

Inizio concerto ore 22:30

Ingresso 5 euro con consumazione

 

Alter & Go

Bottalico/Creni/Ciancaglini/Fumagalli, band:

Roberto Bottalico - sax tenore

Augusto Creni - chitarra

Alessandro del Signore, contrabbasso

Massimo di Cristofaro, batteria 

Domenico Sanna Quartet in concerto al Charity Café

Giovedì 4 gennaio 2018 sul palcoscenico del Charity Café andrà in scena il Quartetto capitanato dal pianista Domenico Sanna completato da Daniele Tittarelli al sax, Daniele Sorrentino al contrabbasso ed Enrico Morello alla batteria. Uno dei pianisti più raffinati del panorama jazzistico italiano, appartenente alla giovane generazione degli artisti del jazz capaci di fare la differenza, capaci di arditezze inedite senza necessariamente l’utilizzo del virtuosismo tenico. 

Domenico Sanna si esprime rivelando il suo indomito desiderio di ricerca attraverso le radici della cultura del jazz godendo del consenso e degli apprezzamenti di molti grandi con cui ha diviso i palchi : Peter Bernstein, Steve Grossman, Rick Margitza, Bill Stewart, Larry Grenadier, Joe Lovano, George Garzone, Mat Penman, Francisco Mela, Eddie Gomez, Ameen Saleem, Dana Hawkins, JD Allen, Logan Richardson, Jeff Ballard, Joe Magnarelli, Scott Hamilton, Gregory Hutchinson, Dave Liebman, Lage Lund, Michael Rosen, Gegè Telesforo, Roberto Gatto, Maurizio Giammarco, Stefano Di Battista, Flavio Boltro, Max Ionata, Dario Deidda e molti altri.

 

Charity Cafè

Via Panisperna, 68 - Rione Monti – Roma

Inizio concerto ore 22:00

 

Domenico Sanna, Piano

Daniele Tittarelli, Sax

La Jam Session del Riverside: a cura di Dario Esposito

Mercoledì 20 dicembre arriva il 5° appuntamento del Riverside Jam! Un bel modo per farci gli auguri di buone feste suonando e condividendo buona musica. Questa volta la line up sarà formata da Fabiana Testa alla chitarra, Damir Rapone al basso e Dario Esposito batteria.

Avremo come Special Guests della serata, la chitarra di Filippo Marcheggiani del Banco del Mutuo Soccorso e di Effemmee le bellissime voci di tre incredibili cantanti: Frank Polucci, Lucio Avitabile & Federica Baioni! Vi aspettiamo numerosi al Riverside "Food Sounds Good" per l'ultima Jam el
2017 armati di strumento e non. Vi aspettiamo!


Viale Gottardo 12 (piazza Sempione)
http://www.riverside-rome.com/ Email:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Ingresso a partire  dalle 19.00- inizio concerto ore 22.00
 
Prenotazioni Tel. +39  338-3625343  / +39 06 86 89 07 60
Ingresso gratuito

Marco Acquarelli presenta il disco Drops alla Casa del Jazz

Marco Acquarelli presenta in concerto alla Casa del Jazz di Roma, mercoledì 20 dicembre alle ore 21.00 - con il quartetto formato da Daniele Tittarelli, Francesco Ponticelli e Fabio Sasso - il suo nuovo album “Drops” (Filibusta Records). Formazione nata nel 2015 dalla partecipazione dei quattro musicisti alle attività dell’AGUS COLLECTIVE di Roma. Alla terza esperienza discografica da leader Marco Acquarelli ed il suo gruppo si cimentano con un repertorio costituito interamente di brani originali discostandosi sensibilmente da quello che da molti è oggi definito mainstream jazz e che aveva caratterizzato le produzioni precedenti.

La sperimentazione ritmica, l’utilizzo di forme tematiche e di strutture armoniche asimmetriche, l’influenza di linguaggi alternativi al jazz presenti nell’esperienza di tutti i membri del gruppo e dello stesso compositore e, in ultimo, l’utilizzo dell’elettronica in due degli otto brani del CD, sono gli elementi distintivi di questo progetto, che nonostante questo rimane un gruppo “acustico” nel senso tradizionale del termine, essendo saldamente legato alla dinamica di un gruppo di improvvisatori jazz.

Marco Acquarelli 4et - line up
Marco Acquarelli - guitar, Daniele Tittarelli - alto sax, Francesco Ponticelli - bass, Fabio Sasso - drums

Casa del Jazz - ingresso: 10,00 euro - biglietteria aperta al nei giorni di spettacolo dalle 19:30 alle 22:00.
Prevendita Telefonica TicketOne - Tel. 892.101
(dal lunedì al venerdì dalle 9:00 alle 21:00 e il sabato dalle 9:00 alle 17:30)

'Hardcore chamber music' Manlio Maresca e Manual for Errors live al Ballad Cafè



Un elogio di raffinate scorrettezze musicali di scena al Ballad Café venerdì 15 dicembre.  Il chitarrista Maresca, leader del gruppo Manual for Errors, questa volta composto da Francesco Lento alla tromba, Eddy Cicchetti al contrabbasso e Ivan Liuzzo alla batteria opera in uno spazio compositivo puro, in cui il margine di errore concesso diviene la base di una scoperta creativa quasi rivoluzionaria. Ispirazioni musicali estemporanee governano una ricerca accurata di una condizione “scorretta”, di uno “sbaglio sonoro”, all’interno di una definita struttura jazz. I suoni, atomi sparsi nel sistema musicale, creano dissonanze e distorsioni insistite, determinando lucide connessioni di significato

Ballad Caffè

via di Porta Labicana 52, 00185 Roma


Manlio Maresca, chitarra
Francesco Lento, tromba
Eddy Cicchetti, contrabbasso
Ivan Liuzzo, batteria

Cena alla carta, dalle ore 20,00
(dalle ore 23,00 music charge € 5,00)

Concerto e consumazione €.15,00
Concerto e consumazione ridotto studenti €.8,00

Concerto a partire dalle ore 22,30

Per prenotazioni e informazioni:
tel: 3396334700

In collaborazione con
BRECCE per l'arte contemporanea

La Jam Session del Riverside a cura di Dario Esposito

Ancora più ricca questa terza serata di “Giovedì Jam”, il nuovo appuntamento della stagione artistica 2017/2018 del Riverside. La resident band del Riverside coordinata da Dario Esposito alla batteria con la partecipazione di Fabiana Testa alla chitarra e Martina Bertini al basso darà vita periodicamente a serate di musica sempre diversa senza limite di stile e genere. A loro si uniranno di volta in volta altri musicisti presenti in sala creando sonorità uniche, originali e non ripetibili. 

Possiamo già annunciare che giovedì 23 Novembre la “Giovedì Jam” si avvarrà di ospiti davvero speciali, saliranno sul palco: Filippo Marcheggiani chitarrista dello storico Banco del Mutuo Soccorso e il cantautore Giangrande! Durante le serate potrete proporvi per salire sul palco per una Jam Session memorabile.

 

RIVERSIDE

FOOD SOUNDS GOOD

Viale Gottardo 12 (piazza Sempione)

A partire dalle 19.00

Ingresso 5 Euro

 

Giovedì 23 novembre

GIOVEDI’ JAM

Dario Esposito: batteria

Fabiana Testa: chitarra

Martina Bertini: basso

SPECIAL GUEST : Filippo Marcheggiani (voce, chitarra) Giangrande (voce, chitarra)

Sottoscrivi questo feed RSS