Jazz Agenda

Carlo Cammarella

Carlo Cammarella

Giovanni Falzone & Organik3 in concerto al 28divino Jazz Club

Il geniale trombettista e compositore Giovanni Falzone,  uno dei protagonisti del jazz italiano ed europeo, sarà sul palco del 28divino jazz club il 9 ed il 10 dicembre per due sere consecutive con una delle formazioni più interessanti della scena jazz contemporanea italiana, gli ORGANIK3.

Forti di un consenso sempre più ampio e di una indiscutibile maturazione artistica, gli Organik3 si preparano alle registrazioni del loro primo lavoro discografico.

In anteprima per il nuovo tour il trio presenterà nuove composizioni arricchiti  della nuova e preziosa collaborazione con il trombettista Giovanni Falzone nella ricerca costante soprattutto di quel sound inconfondibile che supera la tradizione e apre nuove strade alle possibilità espressive di un organ trio.

 

28Divino Jazz - Via irandola, 21 - 00182 Roma - tel 340 8249 718 - info www.28divino.com

Ingresso live

Ven 9 Dicembre:   12,00 euro con prima consumazione inclusa

Sab 10 Dicembre: 15,00 euro con prima consumazione inclusa

VENERDI 9 e SABATO 10 DICEMBRE

ore 22.00

GIOVANNI FALZONE & ORGANIK3

Giovanni Falzone, trumpet

Alex Milella, guitar

Donatello D’Attoma, organ & synth

Lello Patruno, drums

 

Christianne Neves incontra Stefania Patanè al Bebop Jazz Club

La pianista brasiliana di São Paulo Christianne Neves, in occasione della sua imminente nuova tournée in Italia, venerdì 2 dicembre presenta un concerto live dedicato alla Musica Popular Brasileira, insieme alla vocalist siciliana Stefania Patanè, da anni vicina al mondo della bossa nova.

Il quartetto, completato da Daniele Basirico ed Alessandro Marzi, presenterà una rivisitazione di alcune tra le grandi composizioni di autori come Antonio Carlos Jobim, Chico Buarque, Milton Nascimento, Djavan, Ivan Lins e molti altri, rivivendo le emozioni uniche della grande arte compositiva musicale brasiliana.

 

Bebop Jazz Club

Via Giuseppe Giulietti
14 - Roma (Zona Testaccio - Piramide)

 

Formazione:
Stefania Patanè voce
Christianne Neves pianoforte
Daniele Basirico basso
Alessandro Marzi batteria

Francesco Mascio in "Volo 108" feat. Paolo Innarella in concerto al B Folk per la rassegna Jo Jazz

Giovedì 1 dicembre l’appuntamento con la rassegna JO-JAZZ del B-FOLK prosegue con il duo Francesco Mascio in "Volo 108" feat. Paolo Innarella. Un progetto dal sapore sperimentale in cui il jazz si fonde con la cultura indiana creando un ponte tra tradizioni differenti e culture lontane. La Musica è infatti un viaggio continuo e ciclico di mente cuore ed anima. Ed è con questo intento che Francesco Mascio ha composto negli anni i brani che caratterizzano questo singolare progetto.

Musiche originali che portano l'ascoltatore in un viaggio che partendo da New York approda in Egitto e arriva fino in India passando per il deserto del Thar, per poi rinfrescarsi sulle rive del Gange, circondati dagli odori tipici delle spezie come il curry, vivendo esperienze curiose e appassionanti come assistere alla fuga di un Elefante o ai “giochi” intriganti dei fachiri, fagocitati da musiche ipnotiche ispirate da grandi maestri come Ravi Shankar; sensazioni talmente coinvolgenti che inducono fantasie erotiche persino in cucina. Un concerto, dunque, che rappresenta un percorso e un vero e proprio incontro tra tradizioni apparentemente lontane che, unite insieme, fanno scaturire forti emozioni.

Line - Up

Paolo Innarella - Flute,Bansuri & Sax

Francesco Mascio - Guitar & Electronics

 

B-Folk

Inizio concerto ore 21:30

Via dei Faggi 129 A1, 00172 Roma

Ingresso con tessera arci (8 euro) + 5 contributo musica

Alevtina Polyakova feat. Domenico Sanna in concerto al Gregory's Jazz Club

Alevtina Polyakova, una delle più interessanti musiciste jazz della scena internazionale sarà di scena al Gregory's Jazz Club mercoledì 16 novembre e salirà sul palcoscenico insieme a Domenico Sanna al piano, Giuseppe Bassi al contrabbasso e Gegè Munari alla batteria. La Polyakova ha fatto la sua prima apparizione su un grande palcoscenico come solista invitata dalla Banda Accademica diretta dal famoso musicista russo Anatoly Kroll. Nel 2009 si è esibita con successo al prestigioso Montreux Jazz Festival con il progetto musicale di Emil Ibrahim Mamedov.
 
Dal 2009 al 2014 Alevtina si è esibita con la Jazz Orchestra sotto la direzione di uno dei più famosi musicisti jazz russi, Igor Butman. Come membro dell'orchestra si è esibita nei maggiori festival e club di tutto il mondo. Ha, inoltre, collaborato con Herbei Hancock Wayne Shorter, Terence Blanchard, Vinnie Colaiuta, Keiko Matsui, Terry Lyne Carrington, James Genus, John Beasley, Ben Williams. Domenico Sanna - giovane e talentuoso pianista - ha ormai raggiunto una maturità artistica che lo ha portato ha mettere al centro delle sue scelte stilistiche il "beat", la pulsazione che caratterizza il mondo musicale del quale si è nutrito negli ultimi anni. ("Domenico Sanna is a beautiful and elegant pianist. Great touch, great ideas." Kenny Werner).
 
Gegè Munari è uno dei padri della batteria jazz in Italia e uno dei maggiori punti di riferimento per i giovani musicisti della scena nazionale. Nella sua lunga carriera si è esibito in club e festival di tutto il mondo al fianco di artisti quali Milt Jackson, Percy Heath; Dexter Gordon, Earl Hines. Giuseppe Bassi, di base a New York, dove ha avuto modo di studiare e suonare ocn personaggi quali Ray Brown, Dave Holland e Christian McBride, è uno dei più richiesti bassisti a livello internazioanle e leader di numerosi progetti presentati nei festivl e nei club più noti al mondo.
 
Mercoledì 16 novembre 2016
ALEVTINA POLIAKOVA 4tet feat. Domenico Sanna
al Gregory's Jazz Club
 
Alevtina Poliakova - Trombone
Domenico Sanna - Pianoforte
Giuseppe Bassi - Contrabbasso
Gegè Munari - Batteria
 
Cena à la carte a partire dalle 19.30
 
Inizio concerto ore 22.00
€ 20,00 inclusa la prima consumazione
per assistere al solo concerto
 
Via Gregoriana 54/a - Roma

Denise King 4tet in concerto al Bebop Jazz Club

Sabato 5 novembre appuntamento da non perdere al Bebop Jazz Club con la vocalist Denise King che sarà alla testa di un quartetto tuitto italiano completato da Daniele Cordisco alla chitarra, Antonio Caps all'organo hammond ed Elio Coppola alla batteria. I concerti della King sono una full immersion di sonorita’ jazz, rhythm & blues, soul e gospel. La sua voce armonica, raffinata, elegante su tutte le note, produce un’intensa energia musicale carica di un feeling travolgente e capace di fondere stili diversi in perfetta tradizione afroamericana.

Scoperta da Dexter Wansel, produttore, arrangiatore e regista della Philadelphia Internationale Records, Denise King, ha conquistato il grande pubblico con quattro album di successo e magistrali live-show nei piu’ prestigiosi jazz club, festival e teatri di Philadelphia, Atlantic City e New York. Tra i tanti progetti e collaborazioni ci sono musicisti internazionali come: Bobby Durham, Archie Shepp, Mickey Roker, Roy Hargrove, Christian McBride, Orrin Evans, Uri Caine, McCoy Tyner e le grandi star del blues Ruth Brown e Koko Taylor, fino alle pop star del calibro di Billy Paul e CelineDion.

Denise ama lo swing ed e’ capace di coinvolgere il pubblico con la sua musica, in particolar modo quano canta le ballad. L’ultimo progetto a cui sta lavorando e’ un tributo alla cantante che piu’ l’ha ispirata, Sarah Vaughan.
Ad accompagnare la splendida voce di Denise ci saranno alcuni tra i musicisti più apprezzati e richiesti in Italia ed all’estero: il chitarrista Daniele Cordisco (Jerry Weldon, Ronnie Cuber, Danilo Rea, Fabrizio Bosso) l’hammondista Antonio Caps (Flavio Boltro, Greg Hutchinson, Stefano di Battista) ed il batterista Elio Coppola (Joey De Francesco, Benny Golson, Peter Bernstein, George Cables, Shawnn Monteiro, Dado Moroni, Tony Monaco).
Il quartetto propone un progetto molto particolare col quale ripercorre alcuni dei brani più belli della musica americana per un concerto all’insegna dello swing dal forte impatto sonoro rivolto ad un pubblico colto e ad appassionati del jazz e della musica in generale.

Via Giuseppe Giulietti
14 - Roma (Zona Testaccio - Piramide)

 

Formazione

Denise King, voice
Daniele Cordisco, guitar
Antonio Caps, hammond
Elio Coppola, drums

Primitive Field in concerto all'enoteca Giansanti di Roma

GIANSANTI JAM NIGHT è felice di ospitare i PRIMITIVE FIELD sabato 15 ottobre: Christian Muela (Didjeridoo/Electronica), Ivan Macera (percussioni/Oggetti sonori) con la partecipazione di Roberto Bellatalla (Contrabbasso). Ivan Macera e Christian Muela si sperimentano in un linguaggio nato dall'unione di ritmica e espressività invocando atmosfere tribali. Primitive Field è un duo di recente formazione, nato dall’esigenza di contaminazione sonora, improvvisazione e dialogo tra le percussioni di Ivan Macera e il didjeridoo di Christian Muela. 

Primitive Field è il “luogo” in cui questi due Suoni si incontrano e generano antiche e inconsapevoli energie attraverso il “drone” percussivo del didjeridoo e la libera eleganza espressiva dei tamburi. Un linguaggio nato dall'unione di ritmica e espressività che invoca atmosfere tribali, non tralasciando forti richiami jazzistici, fino alle più moderne sperimentazioni sonore. E' la ricerca del suono attraverso linguaggi musicali, cioè una musica non semplicemente ordinata nel tempo, ma emozionalmente vissuta. 

Primitive Field è il campo dove si riscoprono arcaici legami con gli impulsi terrestri, le energie che muovono il suono. Musica tribale, musica della terra. In questa particolare occasione Primive Field avrà il grande piacere di interagire con il contrabbassista, improvvisatore e ricercatore del suono Roberto Bellatalla.

Ingresso gratuito

Sabato 15 ore 21.00
GIANSANTI JAM NIGHT
PRIMITIVE FIELD

È possibile prenotare un tavolo per cenare accompagnati dalla musica live.
Per informazioni e prenotazioni:
06 5746768 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
www.enotecagiansanti.com

Parco della Musica records presenta Franco D'Andrea "Piano Trio"

La Parco della Musica Records pubblica venerdì 16 settembre il secondo volume del progetto discografico Trio Music dedicato a Franco D’Andrea in occasione del suo settantacinquesimo compleanno e della consegna di un Riconoscimento alla Carriera per il suo straordinario percorso artistico e il profondo legame umano e professionale che lo unisce alla Fondazione Musica per Roma. Dopo il primo volume Electric Tree con dj Rocca & Andrea Ayassot, è la volta di Piano Trio con Aldo Mella & Zeno De Rossi. Con questo trio Franco D'Andrea si avventura in un nuovo interplay su composizioni originali. Cambiano gli equilibri, la timbrica e i dialoghi con un baricentro generale spostato verso il pianoforte al fine di creare sonorità non identificabili in un semplice suono a tre. L'intento, quindi, è quello di allargare lo spettro sonoro facendo percepire all'ascoltatore una più ampia gamma timbrica. Per fare questo, Franco D'Andrea ha chiamato a sé, come sempre, musicisti straordinari e innovativi.

Aldo Mella al contrabbasso e Zeno De Rossi alla batteria, per la prima volta in trio con Franco ma già presenti nel suo quartetto e sestetto, giocano in questa nuova formazione un ruolo fondamentale. Dove De Rossi può lavorare maggiormente dal punto di vista timbrico e ritmico, Mella riesce con il contrabbasso, e l'uso talvolta anche dell'archetto, a concentrarsi maggiormente sull'effettistica delle sonorità del trio. È nella natura di D'Andrea spostare gli elementi per cambiare gli effetti e i ruoli dei musicisti. L'assenza di strumenti a fiato, sempre presenti nelle altre formazioni, denota ancora una volta la volontà di Franco D'Andrea di mettersi sempre in gioco. Avventurandosi con Mella e De Rossi in un nuovo spazio bianco e giocando con il trasformismo degli strumenti, Franco D'Andrea disegna nuove linee e orizzonti sonori.

Con 18 premi Top Jazz vinti nella sua carriera, di cui 10 nella categoria “Musicista italiano dell’anno”, Franco D’Andrea è ormai considerato uno dei migliori pianisti contemporanei e rappresenta l’eccellenza che il jazz italiano ha saputo partorire negli ultimi 50 anni. Un’unicità la sua, testimoniata da più di duecento brani composti, autorevoli riconoscimenti accademici, centinaia di collaborazioni con musicisti di tutto il mondo, masterclass tenute in diverse scuole e accademie. Fino, ovviamente, alle tante formazioni che ha saputo incendiare con il suo sconfinato talento. Franco D’Andrea ha tracciato con i suoi dischi, i suoi concerti e la sua attività didattica un percorso tutto personale nel jazz, portando avanti una ricerca profonda nell’ambito della musica afroamericana, dando vita a progetti ambiziosi che vanno dal solo ai grandi ensemble, sempre mantenendo una cifra estetica e poetica estremamente originale.

Franco D’Andrea “Piano Trio”

Trio Music Vol.II

In uscita venerdì 16 settembre 2016

 

Franco D’Andrea - piano

Aldo Mella, contrabbasso

Zeno De Rossi, batteria

 

Una produzione Parco della Musica Records

Esce L’elogio dell’errore: un disco di Manlio Maresca & Manual For Errors

L’esaltazione dell’errore è all’origine del nuovo album di Manlio Maresca. Un elogio di raffinate scorrettezze musicali dal titolo Hardcore Chamber Music, uscito il 7 ottobre per l’etichetta Auand. Il chitarrista Maresca, leader delgruppo Manual for Errors, composto da Francesco Lento (tromba), Daniele Tittarelli (alto sax), Roberto Tarenzi (piano), Matteo Bortone (contrabbasso), Enrico Morello (batteria) e Domenico Sanna (rhodes & bass synth), opera in uno spazio compositivo puro, in cui il margine di errore concesso diviene la base di una scoperta creativa quasi rivoluzionaria. Ispirazioni musicali estemporanee governano una ricerca accurata di una condizione “scorretta”, di uno “sbaglio sonoro”, all’interno di una definita struttura jazz. I suoni, atomi sparsi nel sistema musicale, creano dissonanze e distorsioni insistite, determinando lucide connessioni di significato.

Il disco di Maresca nasce all’interno di una dimensione stabilita a priori, alterata da una componente di casualità. Nel mezzo c’è la composizione, costituita da un equilibrio stabilito da una serie di regole e restrizioni, afferma Maresca -che però non impediscono all’imprevedibile logica del caso di avventurarsi in territori per così dire “proibiti”. Il quadro compositivo tende a cambiare nel momento in cui nuove aperture, spazi sonori incontaminati, si inseriscono liberamente in un tessuto musicale inconsueto e radicale. Essendo stato adolescente negli anni ’90, mi hanno influenzato enormemente i Primus, gli Shellac, gli Einstürzende Neubauten, i Kraftwerk. Gruppi che insieme ad altri hanno rivoluzionato lo scenario musicale in quel periodo. La loro musica, infatti, è costituita soprattutto da quella materia che normalmente è considerata scarto, la dissonanza acquista un’emancipazione, i feedback e i rumori di fondo diventano parte dell’arrangiamento, tanto da metterli in connessione con le stralunate atmosfere di Monk, di Jaki Byard e del Miles degli anni ’60.

Lo stesso discorso vale per l’aspetto ritmico, un tempo dispari e irregolare è considerato un 4/4 inesatto: l’effetto di una versione apparentemente “sbagliata” è lo stesso che produce un vinile o un cd graffiato. La maniera di saltare sistematicamente sempre nello stesso punto – dichiara ancora Maresca - ci fa memorizzare la canzone in una determinata maniera. Una volta che poi capita di ascoltarla com’è realmente, si rimane sorpresi, perché questa ormai è per noi la versione “sbagliata”.

“Hardcore Chamber Music” ha in sé un substrato cromatico considerato “materiale di scarto”, in cui le dissonanze acquisiscono una ragione d’essere, e le “scorrettezze di musica da camera”, insieme alle macchie sonore e ai rumori di fondo, divengono parte integrante di un arrangiamento originale. Il titolo prende spunto dalla natura delle composizioni. Nel dispiegarsi di ogni singolo brano, si ha la sensazione di seguire un’invisibile e delirante trama, che ci porta verso sonorità senza alcuna risoluzione. Come in un percorso apparentemente disarmonico, l’equilibrio della musica “sporca” di Manlio Maresca trova un proprio spazio d’azione nel gioco atonale e poliritmico generato dalla musica stessa. 

L’ensemble “Manual for Errors” suona composizioni originali di Maresca, trame sonore che considerano l’inesattezza musicale fonte di imprevedibili cambi di scena, senza mai trascurare le tradizioni del jazz, ormai radicate nella loro sensibilità. Nel brano Craving rag, Maresca fa appello al jazz primordiale degli anni ’20 del Novecento, estremizzando, come in una sorta di desiderio compulsivo, la ricerca sonora. Esercizi di memoria, invece, dà spazio alla capacità costruttiva dell’artista di memorizzare una pavimentazione ritmica e armonica poco comoda. Nell’iterazione ossessiva di Domosynth, una specie di jingle pubblicitario, si intrecciano sonorità e si alternano fasi che rivoluzionano l’assetto formale del brano. La sintesi musicale di Maresca si definisce all’interno di un immaginario estetico-musicale composto da materiali sonori in costante movimento, che scontrandosi tra loro determinano sensazioni di sconcerto iniziale e di curiosità un istante dopo.

Manlio Maresca, classe 1977, fonda nel 2001 i “Neo” e successivamente gli “Squartet”, con i quali si esibisce in tutta Europa. Nel 2010 intraprende un tour negli Stati Uniti, insieme ai “Neo”, durante il quale registra Neoclassico, nell’Electrical Audio Studio con il sound engineer Steve Albini (Shellac, Pixies, Nirvana, The Ex) a Chicago. Nel 2006 collabora con Steve Piccolo e dal 2008 al 2015 con Joe Lally. Nel 2012 fonda il trio Andymusic, che esordisce accompagnando il poeta, attore e scrittore Remo Remotti. Con Andymusic, nel 2016, si esibisce al Torino Jazz Festival Fringe, al Fano Jazz by the Sea e ad Urbino Jazz Festival. Nel 2013 entra a far parte dell’Orchestra Operaia di Massimo Nunzi, collaborando a fianco di ospiti del calibro di Gabriele Coen, Fabrizio Bosso, Javier Girotto, Niccolò Fabi, Paolo Fresu, Greg Hutchinson, e suonando sul palco del Primo Maggio. Nel 2016, sempre insieme all’Orchestra Operaia, registra il disco omonimo, uscito il 30 marzo per la collana “Jazz Italiano Live”, in collaborazione con la Casa del Jazz di Roma, edizioni l’Espresso. Sempre per la stessa raccolta registra l’album tributo ai Nirvana con il gruppo "Giovani Leoni” composto da Francesco Diodati, Fulvio Sigurtà, Beppe Scardino, Enrico Bracco, Gabriele Evangelista e Federico Scettri. Nel 2016 suona con il contrabbassista Ameen Saleem, leader del progetto “The Groove Lab”. 

 

Cd digital:

http://auand.com/au9063/

 

“Hardcore chamber music”

Etichetta Auand

Distribuzione: Goodfellas

 

Tracklist

01 Craving Rag (M.Maresca) 4.47

02 Esercizi di Memoria (M.Maresca) 6.02

03 Hardcore Chamber Music (M.Maresca) 4.00

04 Domosinth (M.Maresca) 4.18

05 Una Bella Voce (M.Maresca) 6.53

06 Authing Out (M.Maresca) 2.58

07 If I Were a Bello (M.Maresca) 5.47

08 Speedball (M.Maresca) 4.51

09 Nodo in Gola (M.Maresca) 8.13

10 Isc (M.Maresca) 8.35

11 Esercizi di Memoria (summer version) (M.Maresca) 2.51

 

Formazione

Francesco Lento tromba

Daniele Tittarelli alto sax

Manlio Maresca chitarra

Roberto Tarenzi pianoforte

Matteo Bortone contrabbasso

Enrico Morello batteria

Domenico Sanna rhodes & bass synth (Esercizi di memoria – summer version)

L'Alexanderplatz ospita la rassegna "Israel Week – The Sound of Middle East”

L’Alexanderplatz Jazz Club, lo storico locale di Roma considerato uno dei 100 migliori locali jazz al mondo, ospiterà nella prima settimana di ottobre la rassegna “Israel Week – The Sound of Middle East” in collaborazione con l’Ambasciata di Israele. Aprirà la rassegna il 4 ottobre la percussionista Liron Meyuhas: ritmo, groove, melodie orientali e spiritualità. Percussionista, cantante e cantautrice, da quando ha scoperto la musica, la usa come chiave per comprendere ed esprimere le sue emozioni.  Quasi ogni luogo in cui ha viaggiato – Oriente e Occidente, Mediterraneo e Medio Oriente - è rappresentato nella sua musica. Il suo ultimo progetto – La Gitana – contiene materiali originali e tributi ai musicisti che l’hanno ispirata lungo il suo percorso. Suona lo hang drum, uno strumento a percussioni in metallo dalle sonorità evocative.

La rassegna continua il 5 ottobre con Gabriele Cohen, sassofonista, clarinettista e compositore  romano che presenta una raccolta dei suoi lavori ispirati dalla musica klezmer, la tradizione musicale popolare ebraica della quale è tra i massimi divulgatori in Europa. Gabriele Coen propone un inedito e personale incontro tra il jazz e la world music, compiendo un viaggio a 360 gradi nella fusione tra le diverse tradizioni musicali ebraica, mediterranea, balcanica e il jazz contemporaneo, affiancando la produzione di composizioni originali alla reinterpetazione di materiale tradizionale.

Il 6 ottobre è in scena Michael Rosen e il suo Trio. Il grande sassofonista newyorkese ormai apprezzatissimo in Italia per le sue collaborazioni con artisti quali Enrico Rava e Roberto Gatto, ma anche Mina, Celentano, Concato, Rossana Casale e Renato Zero.  Michael porta la sua esperienza di ebreo newyorkese, contaminato dalle sonorità mediterranee, nel grande melting pot della musica israeliana.

La rassegna si chiude il 7 e l’8 ottobre con il contrabbassista israeliano Ehud Ettun, una nuova stella emergente nel ricco panorama jazzistico di Israele. E’ stato per diversi anni negli Stati Uniti, dove ha suonato in luoghi che vanno dal Blue Note di New York al Kennedy Center di Washington e alla Boston Symphony Hall e ha collaborato con artisti come George Garzone, Danilo Perez, Fred Hersh, Eli Degibri, Anat Cohen, Ferenc Nemeth, Donny McCaslin, Frank London e altri. Tornato in Israele, Ehud Ettun si è trasferito nel Deserto del Negev dove continua le sue sperimentazioni sonore inseguendo le suggestioni che gli fornisce il contatto con la natura incontaminata.

Alexanderplatz via Ostia 9 - Roma
info tel. 06 83775604 

www.alexanderplatzjazzclub.it
Alexanderplatz dove ogni sera nasce il Jazz
da un’idea di Giampiero Rubei, Direzione Artistica Eugenio Rubei


4 ottobre LIRON MEYUHAS – World music e percussioni
5 ottobre GABRIELE COEN – Klezmer Experience
6 ottobre MICHAEL ROSEN – Quintet 
7 – 8 ottobre  EHUDE ETTUN – New York Trio 

Ajugada Quartet aprono la stagione delle Rane di Testaccio

Dopo una felicissima prima stagione di programmazione, riapre il live club de "Le Rane di Testaccio". Ad avviare la programmazione del Club il 7 ottobre, quattro strumentiste di pregio: Antonella Vitale alla voce, Danielle Di Maio ai sassofoni, Gaia Possenti al pianoforte e Giulia Salsone alla chitarra che formano il quartetto Ajugada Quartet

Il progetto "Il Giro del mondo in 10 canzoni" propone al pubblico un viaggio senza confini. Sul palco delle RANE alcune riletture di brani scelti , tradizionali e moderni , e che rappresentano le  tappe ideali di una esplorazione in alcuni territori geografici e sonori.

Il quartetto punta la "bussola" sul Brasile, l'America del Nord il Giappone, l'Europa e  l'Africa e compiendo un giro esteso e che arriva a toccare l'Armenia e altre mete  sonore inaspettate. A  saldare destinazioni così differenti è il linguaggio del jazz, esperanto dei popoli  con cui si  esprime l' AJUGADA 4TET .

AJUGADA QUARTET

ovvero “Il Giro del Mondo in 10 canzoni

Antonella Vitale (voce), Danielle Di Maio (sax),  Gaia Possenti (pianoforte),  Giulia Salsone (chitarra)

Per info: www.lerane.it



Tessera associativa ARCI: € 8,00

Contributo attività Intero: € 16,00

bibita, buffet e concerto

È possibile prenotare con assegnazione del posto numerato.

Il locale apre al pubblico alle ore 20:00//concerto ore 21:30

www.lerane.it

Via Galvani, 29
00153 ROMA
t. 06 5740240

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