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Rosario Bonaccorso - A Beautiful Story - una recensione

Non tutte le storie vengono narrate attraverso i libri. A volte gli strumenti utilizzati per raccontarle possono essere i più impensabili ed i più originali. E’ questo il caso di A Beautiful Story, ultimo lavoro che porta la firma di Rosario Bonaccorso, pubblicato nel 2017 dall’etichetta Jando Music. In questo disco il contrabbassista di origini siciliane, dopo il successo ottenuto con Viaggiando, traccia uno spaccato della propria vita raccontando storie, frammenti e vari momenti della propria esistenza. Grazie alla partecipazione di tre giovani talenti del jazz italiano, ovvero Enrico Zanisi al pianoforte, Dino Rubino al flicorno e Alessandro Paternesi alla batteria Bonaccorso, disegna un percorso sonoro dove spiccano cantabilità, lirismo e quel pizzico di malinconia che fanno pensare ad una pacata riflessione sulla vita e sulla musica in senso lato.

Il disco si apre con A Beautiful Story, title track dell’album che si presenta con un intenso dialogo tra pianoforte e flicorno caratterizzati da una melodia dai tratti quasi onirici. Come l’acqua tra le dita e Der Walfish disegnano invece melodie semplici e distese, mentre in Duciddu il ritmo si fa più incalzante per lasciare più spazio all’esplosività del flicorno. In My Italian Art of Jazz è ancora evidente l’approccio stilistico di Bonaccorso che mette in mostra tutto il suo lirismo e uno stile compositivo semplice e minimalista. Tra gli altri brani che spiccano per cantabilità c’è senza dubbio Storia di una farfalla dove una melodia triste e malinconica è disegnata da un elegante intreccio sonoro tra flicorno e contrabbasso.

C’è spazio anche per una buona dose di improvvisazione bel brano Minus One dove Enrico Zanisi dà prova di tutto il suo talento espressivo, anticipando un walking bass che diventa il giusto tappeto per i fraseggi del flicorno di Rubino. Freddie, penultima composizione del disco, spicca invece per interplay e dinamismo ed è senza dubbio il brano che si avvicina maggiormente ad una musica più afro e contaminata. You me and Nobody Else rappresenta i l’ultima riflessione in musica del disco: un brano dai tratti cinematografici che ci è sembrato l’ultima degna colonna sonora di un percorso di vita raccontato in dodici tracce. Un’ultima testimonianza del fatto che, nonostante i 40 anni di carriera, Rosario Bonaccorso possiede ancora inventiva, freschezza e una buona dose di entusiasmo!

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