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Simona Bencini – Spreading Love – una recensione In evidenza

Spreading love è la title-track dell’ultimo lavoro di Simona Bencini (Groove Master Editions, Egea Records 2011). Estremo. Vivace. Coloratissimo. Con lei il LastMinuteGig Quartet: Mario Rosini (piano, vocals, choirs),Gaetano Partipilo (alto sax), Giuseppe Bassi (double bass) e Mimmo Campanale(drums, percussions). Voce performante, incisiva e carata dalla limpidezza di un dettato sempre scandito splendidamente, la Bencini abbaglia, vantando un timbro esplosivo, incontenibile. Superspinta e iperbolica nelle altezze e nei volumi, non dà tregua. La sua è una sensualità diretta, padroneggiata con disinvoltura, senza troppe allusioni. Pochi colori, anche quando il ritmo incalzante si presterebbe, cedendo al sentimentalismo languido di un tempo lento.

L’album scorre tra gli inediti a firma Bencini-Rosini-Ferrante e le variazioni audaci di Gershwin ed Ellington, superriffate. Si gustano gli assoli di Bassi e Partipilo che soffrono non poco l’artificialità di un ambiente ingessato. Campanale cavalca sul beat, senza escursioni. E la sua è una stabilità che fa star bene la musica e aggancia il vamp di Bassi. Un groove facile, immediato, che poppetta e resta in testa. Rosini c’è, discreto e morbido, col suo piano di seconda linea; trattiene nei duo, ruvido, ma non rende il contrasto e tiene insipido lo scat. Solitude tenta lo swing che manca al resto. Una costruzione di testa, calibrata in uno spazio sintetico, controllata e sostanzialmente ferma nella narrazione. Poco jazz. Spreading love è un album d’intrattenimento di lusso, glamour, patinato, che non racconta molto di più di quel che dice, e forse per alcune orecchie può funzionare bene anche per questo. Accattivante l’artwork del booklet, a firma Pino Oliva.

Eliana Augusti

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