Jazz Agenda

Jazz Evidence presenta Maria Pia de Vito e Rita Marcotulli in concerto al Monk Club

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Jazz Evidence presenta due delle jazziste più importanti che l’Italia abbia mai avuto, Maria Pia de Vito e Rita Marcotulli. Due donne di grandissima classe e con doti tecniche ed interpretative uniche che andranno in scena giovedì 25 febbraio. “Ladies in Jazz” italiane che non temono alcun confronto. Da oltre trent’anni sono il cuore pulsante della voce e del pianismo jazz (non solo) femminile.

Due straordinarie musiciste, con un curriculum impressionante che va da Joe Zawinul, Kenny Wheeler, Michael Brecker, Cameron Brown, Art Ensamble of Chicago, Uri Caine, Miroslav VitousJohn Taylor, Paolo Fresu, Norma Winstone, Steve Swallow, Gianluigi Trovesi, Enrico Pieranunzi, Enrico Rava, Giorgio Gaslini, Ralph Towner (la De Vito), a Chet Baker, Jon Christensen, Palle Danielsson, Peter Erskine, Steve Grossman, Joe Henderson,  Joe Lovano, Charlie Mariano, Pat Metheny, Sal Nistico, Michel Portal, Dewey Redman, Aldo Romano, Kenny Wheeler, Norma Winstone, Pino Daniele (la Marcotulli).

Una re-union di eccezione dunque. Dopo qualche anno di pausa, ritornano  a suonare insieme, nella loro consueta formula del duo, queste due musiciste che hanno prodotto in molti anni di collaborazione lavori basati sulla ricerca di un suono "naturale", un suono di radici e al tempo stesso alla ricerca del nuovo; Progetti come Nauplia, Triboh, Fore Paese.

Nei loro concerti è evidente il rapporto con il ritmo in tutte le sue declinazioni:  i tamburi a  cornice del mediterraneo e i canti armeni, il comune amore per il Brasile , per le danze e  per le sue ricchezze melodico-armoniche e per il nordeuropa, l’elettronica live e  le forme strutturali e  improvvisative derivate dalla musica indiana o dal flamenco. 

Un rapporto musicale decennale che ha valicato più volte i confini internazionali, e torna a procedere nella sua attitudine di ricerca e allo stesso tempo di comunicazione emotiva, presentando nuove composizioni originali di entrambe, con lo sguardo sempre aperto alla contemporaneità.

 

MONK

Circolo Arci

Via Giuseppe Mirri 35

Tel 06 6485 0987

 

JAZZ EVIDENCE 2016

GIOVEDI’ 25 FEBBRAIO

MARIA PIA DE VITO & RITA MARCOTULLI

 

Ingresso riservato ai soci Arci + Biglietto 10 Euro+dp – concerto ore 22,00 

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Maria Pia de Vito, Huw Warren e Gabriele Mirabassi in concerto a “Casa del Jazz Festival”

Comincia nel migliore dei modi una settimana ricca di jazz che a partire da lunedì 9 luglio vedrà sul palco della Casa del Jazz Maria Pia de Vito, Huw Warren e Gabriele Mirabassi Un incontro musicale straordinario quello tra la vocalist e il pianista e compositore inglese, che ha portato alla realizzazione di “O Pata Pata”, album che segue il fortunato album d’esordio “Diálektos”. In occasione di questo concerto insieme a loro ci sarà Gabriele Mirabassi uno dei più virtuosi esponenti contemporanei del clarinetto a livello internazionale. Dunque, dopo il primo lavoro che abbiamo appena citato il duo ritorna a registrare il nuovo attesissimo disco “’O Pata Pata”.
La tracklist dell’album contiene brani originali con testi in napoletano di Maria Pia De Vito e le musiche di Rita Marcotulli, Ralph Towner, José Miguel Soares, Wisnik Hermeto Pascoal, Bojan Zulfikarpasic; Chico Buarque de Hollanda, Vinicius De Moraes, Antonio Carlos Jobim Angelo Nelson, Lacerda Benedito, Alfredo da Rocha Vianna Junior. Il disco testimonia la durata della grande intesa artistica tra due musicisti con una forte personalità e con il desiderio di intraprendere percorsi musicali inediti. E per l’occasione spicca anche la presenza di Gabriele Mirabassi, sicuramente un valore aggiunto per il duo. Un appuntamento da non perdere!

 

CASA del JAZZ FESTIVAL 2012

Parco della Casa del Jazz

lunedì 9 luglio ore 21

MARIA PIA DE VITO/HUW WARREN/GABRIELE MIRABASSI

“O Pata Pata”

Maria Pia De Vito voce

Huw Warren pianoforte

Gabriele Mirabassi clarinetto

Ingresso euro 10

Casa del Jazz: viale di Porta Ardeatina, 55

Info: 06/704731

www.casajazz.it

ingresso 10 euro

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Vicenza Jazz guarda a New York – Il 6 maggio parte la XVI edizione

Il programma della sedicesima edizione del festival New Conversations – Vicenza Jazz, che si terrà dal 6 al 14 maggio (con un prologo il 2 maggio e un epilogo il 18), conferma l’originalità ideativa di uno dei festival più prestigiosi del panorama nazionale. Nel cartellone delle New Conversations vicentine nomi storici della musica afro-americana trovano spazio al fianco delle istanze più attuali della musica improvvisata, le proposte d’alto profilo culturale convivono con quelle di ampio richiamo popolare, in una kermesse che in una decina di giorni offrirà un numero sorprendentemente elevato di concerti (il programma completo sfiora il centinaio di spettacoli) che coinvolgerà la città nella sua interezza, dalle sedi teatrali ufficiali (lo splendido Teatro Olimpico del Palladio e il Teatro Comunale) alle piazze e le vie del centro, i palazzi storici, le chiese, il Conservatorio “Pedrollo”, i locali notturni.

Ancora una volta le scelte di programma del direttore artistico Riccardo Brazzale si distinguono per la capacità di ideare produzioni originali di grande impatto (come l’incontro tra la stupefacente virtuosa del pianoforte Hiromi Uehara e l’Orchestra del Teatro Olimpico nel segno delle musiche di Gershwin: 11 maggio), di riportare in Italia artisti di spicco da tempo assenti dalle nostre scene (è il caso del sassofonista Steve Coleman: 9 maggio) o progetti che hanno segnato la storia del jazz moderno (il “Mahler Re-visited” proposto dall’Ensemble del pianista Uri Caine: 8 maggio). A dare splendore al programma contribuiranno numerosi altri nomi di punta della scena internazionale, come i trombettistiArturo Sandoval (con Chico Freeman: 10 maggio) e Paolo Fresu (con Daniele di Bonaventurae il coro A Filetta: 14 maggio). Assai rilevante sarà poi la presenza di artisti trasversali, capaci di attrarre ampie fasce di pubblico non solo jazzistico: Roy Paci (7 maggio) e Vinicio Capossela, che arriverà a Vicenza per l’unica data veneta del tour “Marinai, Profeti e Balene” che fa seguito alla pubblicazione del suo nuovo album (prologo del 2 maggio).

Numerose sono le traiettorie culturali e i percorsi musicali di Vicenza Jazz 2011, a partire dal tema principale che dà titolo a questa sedicesima edizione del festival: New York New York, ovvero lo stato delle cose del jazz statunitense. La rotta newyorkese del festival sarà ampiamente esplorata nel programma di concerti che il Panic Jazz Café Trivellato proporrà nello spazio del Teatro Astra; ma testimoni d’eccezione della newyorkesità jazzistica saranno Uri Caine e Steve Coleman, nonché la giapponese Hiromi Uehara impegnata in un omaggio a George Gershwin, il musicista di New York che più di ogni altro ha saldato in maniera intensa e duratura la musica colta e quella popolare, incluso l’allora nascente jazz, dal quale trasse ampia ispirazione e sul quale esercitò una indelebile influenza con la sua produzione di canzoni.

Oltre che nel concerto gershwiniano di Hiromi, il rapporto del jazz con la musica colta troverà due altre importanti realizzazioni concertistiche nell’ambito di Vicenza Jazz: nel già citato omaggio di Uri Caine a Gustav Mahler (del quale nel 2011 cade il centenario della morte) e negli Omaggi a Nino Rota (del quale invece nel 2011 ricorre il centenario della nascita) proposti dal trombonista Gianluca Petrella con l’I-Jazz Ensemble 2011 e dall’Orchestra del Teatro Olimpico diretta da Giancarlo De Lorenzo (6 maggio).

A fianco dell’ampia rappresentanza del jazz statunitense, Vicenza Jazz offrirà come sua abitudine un ampio e significativo spaccato del jazz italiano, con la presenza di artisti del livello del sassofonistaRosario Giuliani e il pianista Dado Moroni (con il vibrafono di Joe Locke: 9 maggio), la cantanteMaria Pia De Vito (12 maggio), lo specialista dell’elettronica Martux_m con il progetto davisiano “About A Silent Way” (13 maggio), oltre ai già citati Paolo Fresu e Gianluca Petrella (con Giovanni Guidi).

Sarà come sempre altisonante anche la programmazione che Luca Berton del Panic Jazz Club di Marostica ha preparato per le serate ai Chiostri di Santa Corona, che si trasformeranno in “Panic Jazz Café Trivellato”, il jazz club after hours del festival. I nomi annunciati sono tali da suscitare una grande attesa: da star del calibro di Christian McBride (11 maggio, in quintetto) e Joshua Redman (il 18, in quartetto) a una serie di nomi che percorreranno le più attuali sfumature del jazz newyorkese:Ambrose Akinmusire (il 6), Rachel Z con Omar Hakim e Solomon Dorsey (il 7), Rudresh Mahanthappa (l’8), Martin Wind in un quartetto con Joe La Barbera (il 9), Julian Lage (il 12). E poi ancora il quartetto di Alessandro Lanzoni e Francesco Diodati (il 10) e i ritmi afro dei Dajaloo(il 14).

Molte iniziative collaterali amplieranno l’approfondimento del tema newyorkese del festival: una mostra fotografica dedicata agli scatti di Robert Otter (dal 5 al 15 maggio al ViArt); numerose proiezioni cinematografiche; una serie di duetti italo-americani al conservatorio “Pedrollo”. Oppure creeranno nuovi percorsi tematici, come nel caso del convegno internazionale “L’improvvisazione musicale e la musicoterapia”, a cura del Centro Studi Musicoterapia Alto Vicentino (12 maggio), delle messe musicali, degli appuntamenti alle Gallerie di Palazzo Leoni Montanari e al conservatorio “Pedrollo”.

Il festival New Conversations – Vicenza Jazz 2011 è organizzato dall’assessorato alla cultura del Comune di Vicenza, in collaborazione con Aim Vicenza, Trivellato Mercedes Benz e con l’associazione Panic JazzClub, con il contributo della Regione Veneto e del Ministero per i beni e le attività culturali, oltre che con il sostegno di Intesa Sanpaolo, Confcommercio Vicenza, Confindustria Vicenza e molti altri sponsor.

Per il programma completo cliccate qui.

Per il sito della manifestazione con tutte le informazioni cliccate qui.

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Pierluigi Villani Group – Tempus Transit – una recensione

Scrive Maria Pia De Vito sulle note di copertina di questo album: “E’ una botta di vento, una trama aerea apparentemente aperta all’infinito, che rivela dopo un po’ le maglie larghe della composizione. Ecco, l’attitudine al rischio di Pierluigi… la destrezza e la precisione di chi ha una multiforme esperienza alle spalle”. In effetti, ciò che colpisce a un primo ascolto di “Tempus Transit” uscito nel 2009 per l’etichetta Emarcy, è l’onestà intellettuale di Pierluigi Villani – batterista, compositore, arrangiatore; e dei suoi validi musicisti. La band suona sette pezzi originali sui dieci contenuti nell’album, mettendosi continuamente in gioco con una varietà di situazioni che sempre però, riportano a un minimo denominatore comune: la cantabilità che sgorga da ritmi e armonizzazioni mai invadenti, né inutilmente aggressivi. Particolarmente felice nel tessere questa trama sembra al pianoforte Francesco Villani, per inciso fratello di Pierluigi. Ma insomma tutti fanno la loro parte. Dei pezzi non originali, 29 settembre di Lucio Battisti incanta per la vertigine dell’ostinato di fondo, sopra cui sax alto sax tenore e piano si rincorrono negli assoli, prima di lasciare il passo al drumming solitario – ad libitum – di Pierluigi.        

Claudio Censi

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