Jazz Agenda

Salvatore Russo Gipsy Jazz Trio in concerto al Fara Music Festival

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Sabato 22 luglio l'appuntamento è al Fara Music Festival con il Gipsy Jazz Trio di Salvatore Russo. Il progetto si presenta come un viaggio nella tradizione manouche, verso un passato ricco di suoni, colori e suggestioni dalle mille sfumature. Il disco rappresenta la naturale prosecuzione del disco La Touche Manouche registrato in collaborazione con il grande chitarrista sinti olandese Stochelo Rosenberg.

A differenza del precedente lavoro, però, la band è formata da un trio che per l’occasione è composto da Tony Miolla alla chitarra ritmica e Camillo Pace al contrabbasso, la pregevole sezione ritmica dell’ ormai affiatato Salvatore Russo Gypsy Jazz Trio. Una ensamble, dunque, che consente di sviluppare un linguaggio vicino allo swing e che permette a Salvatore Russo di utilizzare alla perfezione il fraseggio chitarristico e l’abilità nell’improvvisazione.

 

Fara Music Festival, 21/30 Luglio, XI Edizione

Inizio concerti ore 21:30, ingresso Gratuito

Piazzale Roma, parco antistante la pineta di Fara in Sabina

 

Line - Up

Salvatore Russo (chitarra solista)

Tony Miolla (chitarra ritmica)

Camillo Pace (contrabbasso)

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Anteprima Fara Music Festival: Salvatore Russo Gipsy Jazz Trio in concerto a Poggio Mirteto

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Un viaggio nella tradizione manouche, verso un passato ricco di suoni, colori e suggestioni dalle mille sfumature. Si presenta così Gipsy Jazz Trio, quarto progetto che porta la firma del chitarrista Salvatore Russo, dall’etichetta Emme Record Label. Il trio composto da Tony Miolla alla chitarra ritmica e Camillo Pace al contrabbasso sarà in concerto sabato 2 luglio presso Poggio Mirteto come anteprima del Fara Music Festival e all'interno della rassegna "Il Grande Cinema Italiano".

Una sinergia, dunque, tra due rassegne importanti ben radicate nel territorio della Sabina che nel corso del tempo hanno consolidato il proprio successo. Il trio capitanato dal talentuoso chitarrista tarantino porterà in scena quel linguaggio vicino allo swing tipico del Manouche che permetterà di utilizzare alla perfezione il fraseggio chitarristico e l’abilità nell’improvvisazione.

Il disco, composto da 15 tracks, comprende 6 composizioni originali che portano la firma di Salvatore Russo, brani della tradizione manouche e alcuni grandi successi degli anni ’40. Tra le composizioni originali del noto chitarrista italiano spicca senza dubbio Azul, brano in cui escono fuori in maniera dirompente i ritmi della tradizione gypsy andalusa, colori questi apportati dalla chitarra ritmica suonata dall’unico ospite musicale del cd, il chitarrista flamenco Ivan Romanazzi che nel brano suona in aggiunta al trio.

Più melodioso, invece, l’approccio chitarristico nel brano Tarantodove la chitarra acustica manouche si fonde con la tradizione della chitarra Jazz tradizionale che senza dubbio fa parte del variegato bagaglio culturale di Salvatore Russo. Tra gli altri brani originali composti dall’estro del musicista pugliese anche Wegenpicks valse, Swinging with Sal, Out of Focus e Blues Junior.

C’è tempo, però, anche per un tuffo nel jazz più tradizionale con alcune rivisitazioni di celebri successi dell’epoca swing: tra questi Lady Be Good, brano diventato famoso perché colonna sonora dell’omonimo film del 1941, che riporta con la mente all’epoca del vinile, del bianco e nero, quando lo swing era senza dubbio la musica più ascoltata dal grande pubblico.

A questi aggiungiamo anche altri brani come Embaraceble You, scritto da George Gershwin, o come Misty, scritto da Erroll Garner, resi famosi entrambi dall’incredibile voce di Ella Fitgerard. Grazie all’estro di Salvatore Russo, che ha arrangiato questi grandi successi con una nuova chiave di lettura, questi brani acquistano una nuova luce e si colorano di manouche. E in un contesto del genere non poteva mancare un omaggio al grande Django Reinhard, con Django Tiger, brano che non a caso apre il lavoro a rappresentare la congiunzione tra un passato ricco di storia, musica e colori e un presente ancora legato a delle tradizioni intramontabili.

Sabato 2 Luglio, alle 21.00 Italia-Germania
A seguire. Salvatore Russo Gypsy Jazz Trio in Concerto.
All'aperto, nel bellissimo Parco S. Paolo di Poggio Mirteto, in occasione dell'Anteprima del Fara Music Festival all'interno della Rassegna "Il Grande Cinema Italiano".
INGRESSO GRATUITO!!!

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Salvatore Russo featuring Stochelo Rosenberg – La Touche Manouche – una recensione

Suona Gipsy, un abito gitano per questo disco, puro per i puristi, sfizioso per i profani. Nella foto di copertina un uomo stringe un’arma pericolosa quanto affabile: è una chitarra gitana dalla larga cassa e dal suono concentrato nella sua ampia pancia. Intorno granaglie e sassi, immersi in una luce che non appartiene a nessuna stagione. Salvatore Russo e la terra da cui sembra cercare richiamo e ispirazione ci schiudono l’immaginario. Diamo il benvenuto ad uno dei migliori dischi ascoltati fino ad ora “La Touche Manouche” di Salvatore Russo in collaborazione a Stochelo Rosenberg, chitarrista olandese e colonna dello stile Gipsy sulle orme del buon vecchio e saggio – zingaro Django Reinhardt. Abbiamo avuto il piacere di porgere orecchio ad un lavoro che a parer nostro lascerà il segno. Due chitarristi che ripercorrono le orme del Genio sinti, alternando proprie composizioni in linea con la tradizione gitana.

Esemplare la scelta di Salvatore Russo, chitarrista pugliese dal talento caldo e caloroso, che duetta con Rosenberg ( cultore e gigantesco interprete dello stile Reinhardtiano ) in un gipsy jazz che rincorre un tempo secco ed inflessibile. Pubblicato dalla Saint Louis Jazz Collection, questo meraviglioso sodalizio mette in luce due eccellenti chitarristi in una performance di memorabile esecuzione. Russo con la sua esperienza ventennale ed un tocco rispettosamente spavaldo si affianca ad una colonna del genere come Rosenberg, seguendo una linea melodica che dal padre indiscusso del Mood gitano arriva sino ad oggi e la conduce, “uguale a sé stessa” , incontaminata. Un’ esecuzione complessa, un approccio tecnico inflessibile che lascia poco spazio all’errore, una perfezione stilistica che l’intenzione stessa impone. Insomma, “La Touche Manouche” fiorisce tra due Lead Guitar che non perdonano nessun orecchio profano.

Buona la ritmica data dalla chitarra di Franco Speciale nelle tracce in cui prende voce “Made in Italy”, “Bossa Med’’ e la dolce “Anouman” di Reinhardt. Indispensabile  il sostegno del contrabbasso di Marco Bardoscia e della batteria di Alessandro Napolitano in “Minor Swing” e “Made for Isaac”. Semplicemente suggestivo e sublime il tocco del Cajon di Ovidio Venturoso in “Bossa Med”. Ascoltando cogliamo passaggi di tempo e variazioni che vanno dal Gipsy Jazz al Blues alla sanguigna Musica Popolare. E ritrovare tutto questo mondo di voci storiche profuse in un solo disco, è qualcosa che ci fa rendere conto di quanto ci si possa ancora meravigliare con la Musica, che le cose Belle davvero restano quasi sempre le stesse e che, se molto è stato già detto, tutto sta nel “Come” è ancora possibile dirlo; che il linguaggio usato è un’appendice e allo stesso tempo l’orizzonte di comprensione che scegliamo di dare alle nostre emozioni;  che il senso, infine, della nostra vita possiamo chiuderlo in un semplice palmo come fa Russo e regalarlo a voi a noi, nel silenzio che ognuno deve fare dentro di sé per coglierlo. Buona Strada a Russo, a Rosenberg e a tutti i musicisti che hanno scelto di percorrere questo viaggio nella Storia e nella Vita.

Veronica Paniccia

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