Jazz Agenda

Pierluigi Villani Group – Tempus Transit – una recensione

Scrive Maria Pia De Vito sulle note di copertina di questo album: “E’ una botta di vento, una trama aerea apparentemente aperta all’infinito, che rivela dopo un po’ le maglie larghe della composizione. Ecco, l’attitudine al rischio di Pierluigi… la destrezza e la precisione di chi ha una multiforme esperienza alle spalle”. In effetti, ciò che colpisce a un primo ascolto di “Tempus Transit” uscito nel 2009 per l’etichetta Emarcy, è l’onestà intellettuale di Pierluigi Villani – batterista, compositore, arrangiatore; e dei suoi validi musicisti. La band suona sette pezzi originali sui dieci contenuti nell’album, mettendosi continuamente in gioco con una varietà di situazioni che sempre però, riportano a un minimo denominatore comune: la cantabilità che sgorga da ritmi e armonizzazioni mai invadenti, né inutilmente aggressivi. Particolarmente felice nel tessere questa trama sembra al pianoforte Francesco Villani, per inciso fratello di Pierluigi. Ma insomma tutti fanno la loro parte. Dei pezzi non originali, 29 settembre di Lucio Battisti incanta per la vertigine dell’ostinato di fondo, sopra cui sax alto sax tenore e piano si rincorrono negli assoli, prima di lasciare il passo al drumming solitario – ad libitum – di Pierluigi.        

Claudio Censi

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