GleAM Records è orgogliosa di annunciare l’uscita di The Last Question, secondo album dei NUGARA, trio formato da Francesco Negri (piano), Viden Spassov (contrabbasso) e Francesco Parsi (batteria). Ospite nel disco il trombettista Giovanni Falzone. L’album, prodotto da GleAM Records con il contributo di Nuovo IMAIE sarà disponibile in CD e digital download/streaming dal 28 Novembre 2025 e distribuito da IRD International, Galileo Music, Site Music e Believe Digital. L’uscita sarà preceduta dai singoli String Theory (26 Settembre 2025), Three Laws (14 Novembre 2025) e Here We Are (24 Novembre, 2025).

“The Last Question è il secondo album del nostro trio, un lavoro concepito come un viaggio sonoro e immaginifico attraverso alcuni dei temi più affascinanti che il mondo della fantascienza ci ha donato, facendoci ispirare da immagini, idee, concetti presi in prestito dalla letteratura, dal cinema, e dalla realtà contemporanea in cui siamo inseriti. Il disco si presenta come un concept album che esplora l’universo, l’intelligenza artificiale, la natura dell’uomo, la conoscenza, il tempo e la trascendenza.

Il titolo dell’album prende ispirazione dal celebre racconto di Isaac Asimov, The Last Question, incentrato sul problema dell’entropia e sul destino ultimo dell’universo. Una narrazione che attraversa miliardi di anni e accompagna l’evoluzione dell’umanità e della sua intelligenza artificiale, Multivac, fino a un’ultima risposta: quella sulla possibilità di invertire la fine termica dell’universo.

Abbiamo scelto questo titolo perché capace di raccogliere sotto di sé tutti i brani e i temi del disco, fungendo da cornice concettuale e simbolica: ogni traccia rappresenta una tappa di questo viaggio tra lo spazio, il tempo, la materia e la coscienza.

“The Last Question” è il nostro racconto di un universo in continua evoluzione, un’esplorazione sonora che invita alla riflessione e all’immaginazione, preparando l’ascoltatore a un viaggio che speriamo possa stimolare nuove domande e prospettive sul posto dell’umanità nel vasto e affascinante cosmo.

NUGARA TRIO

I Brani: Un Viaggio in Nove Movimenti

1. Echoes Before the Dawn

L’album si apre con un prologo al tempo stesso etereo e misterioso. Un ingresso sommesso al viaggio che attende, evoca il respiro dell’universo prima della creazione—un’eco che precede l’arrivo della luce. Le texture controllate del trio trascinano l’ascoltatore in un’atmosfera di attesa, come se stesse aspettando la prima scintilla dell’esistenza. Un arabesco fluido eseguito dal pianoforte e i colori scintillanti dei piatti mettono in risalto una melodia crepuscolare e impressionista del contrabbasso suonato con l’arco. È il respiro dell’universo prima della prima scintilla di luce.

2. Three Laws

Questo brano energico e strutturalmente complesso trae ispirazione dalle Tre Leggi della Robotica di Asimov e dalla coscienza in evoluzione di Multivac. La musica suggerisce al tempo stesso la precisione della logica meccanica e la trascendenza dello spirito. Ritmi complessi e metri mutevoli rispecchiano la tensione tra ordine e libertà. Il contrabbasso propone motivi angolari, il pianoforte alterna ripetizioni meccaniche ed esplosioni liriche, mentre la batteria frattura il tempo con poliritmie. Ispirato alle Leggi della Robotica di Asimov, il brano mette in scena l’evoluzione della macchina verso lo spirito. Le improvvisazioni convergono in un climax collettivo, suggerendo una trasformazione al confine tra logica e anima.

3. String Theory

Il brano riflette sulla teoria scientifica che immagina dimensioni nascoste e universi paralleli. Linee melodiche intrecciate ricordano corde vibranti, suggerendo realtà infinite oltre la nostra percezione tridimensionale. Qui il trio, insieme al trombettista italiano Giovanni Falzone, dialoga in contrappunto: linee intrecciate creano la sensazione di voci multiple che vibrano simultaneamente, come le corde ipotizzate dalla fisica. Dopo l’assolo di pianoforte su un drive swing, prende avvio una sezione dal ritmo spezzato e incisivo, nella quale la tromba improvvisa, decostruendo l’atmosfera iniziale.

4. Flame of Discovery

Ispirato a Flatlandia, l’allegoria di Edwin A. Abbott sul risveglio dimensionale, questo brano incarna il momento della rivelazione, quando la coscienza compie un salto in un nuovo reame. La musica brilla di luminosità e stupore, catturando la meraviglia della comprensione improvvisa. Strutturato come un crescendo graduale, il brano rappresenta l’ebbrezza della scoperta. Tromba e pianoforte fissano l’atmosfera con motivi ritmici, per poi espandersi progressivamente in armonie luminose. Il contrabbasso arricchisce la trama, mentre la batteria amplia lo spettro sonoro.

5. Here We Are!

Il cuore emotivo dell’album. Una ballad che afferma la presenza: la dichiarazione silenziosa dell’umanità nell’immensità dello spazio. Tempo lento, ampi spazi armonici e frasi liriche creano un clima di speranza riflessiva. Passaggi in rubato piegano il tempo, il contrabbasso intesse contro-linee melodiche, mentre la batteria colora con le spazzole. Vulnerabile e resiliente, è il trio nella sua dimensione più autenticamente umana.

6. Nebula

Esplosivo, caotico e vicino al free jazz. Cluster frammentati del pianoforte, texture di contrabbasso ad arco ed eruzioni di piatti evocano la turbolenza della nascita stellare. I motivi compaiono come costellazioni fugaci, solo per collassare subito dopo nel caos. Il brano resiste alla linearità formale, orbitando invece attorno a centri di energia. È la genesi cosmica tradotta in suono.

7. Eyes Do More Than See

Delicato e contemplativo, questo brano suggerisce una trascendenza oltre la dimensione fisica. Costruito su un ciclo armonico ripetuto, sovrappone variazioni leggere del pianoforte, un contrabbasso cantabile con l’arco e il lavoro discreto delle spazzole che sfuma nel silenzio. Le improvvisazioni privilegiano timbro e spazio più che l’esibizione virtuosistica. È una meditazione su verità invisibili: l’amore e la bellezza come forze capaci di sopravvivere persino all’entropia.

8. The Time Traveler

Un omaggio giocoso al primo jazz, rifratto attraverso una sensibilità contemporanea. Una linea di contrabbasso sostiene il groove, mentre l’armonia si spinge oltre le convenzioni diatoniche, con inserimenti cromatici e deviazioni modali. Il pianoforte evoca New Orleans pur sovvertendo le aspettative armoniche. La batteria swingeggia ma inserisce sottili spostamenti metrici, ricordandoci che non si tratta di un semplice pastiche, ma di una reinvenzione. Spiritoso, ritmico e ironico: il musicista jazz come viaggiatore nel tempo, capace di reinterpretare passato e futuro nel presente.

9. Let There Be Light…

Il brano conclusivo è ciclico e ipnotico. Costruito su un ostinato ripetuto, accumula strati: prima una figura pianistica minimalista, poi la prima melodia affidata al contrabbasso, successivamente i piatti che scintillano come galassie lontane e infine le note lunghe e liriche della tromba. La dinamica cresce e cala, creando onde piuttosto che un unico climax. Armonicamente statico ma in continua evoluzione timbrica, il brano rappresenta un rituale di dissoluzione e rinascita. La sua conclusione—rarefatta, luminosa, sospesa—sembra meno una chiusura definitiva che un nuovo inizio. Un’eco sonora delle ultime parole di Asimov: creazione dal buio.

Ascolto digitale

https://bfan.link/the-last-question

Personnel

Francesco Negri piano

Viden Spassov bass

Francesco Parsi drums

Featuring

Giovanni Falzone trumpet (tracks 3, 4, 5, 9)

Track List

01.   Echoes Before The Dawn01.50
02.   Three Laws05.35
03.   String Theory07.01
04.   Flame Of Discovery08.22
05.   Here We Are07.08
06.   Nebula05.22
07.   Eyes Do More Than See06.45
08.   The Time Traveller05.59
09.   Let There Be Light…04.28

Recording Data

Recorded on July 1st & 2nd, 2025, mixed & mastered on August 7th & 8th 2025

Artesuono Recording Studio – Cavalicco (UD) Italy

Sound Engineer: Stefano Amerio

Artwork & Graphics: Studio Clessidra

Produced by GleAM Records 

EAN 8059018220452

Catalogue Number: AM7044

Printed in Italy 2025

Con il contributo di Nuovo IMAIE – Nuove Produzioni Discografiche 2024 – 2025

Tags: