Siamo nel 1960. Dei progetti musicali che seguirono all’incontro tra Max Roach e Abbey Lincoln (la quale diventerà sua moglie nel 1962), “We insist! Freedom now suite” resta forse l’opera più compiuta – sia per i contenuti ideologici espliciti già nel titolo, sia per i leggendari musicisti (Booker Little su tutti) chiamati a farne parte. In “Driva Man” – un blues tutto particolare, che si muove su un tempo alternato di tre quarti e due quarti – il solista è Coleman Hawkins. Con un bagaglio tecnico ormai superato dalla generazione dei boppers, alle prese con una metrica a lui non consueta, l’anima negra di “Hawk” si impone tuttavia all’ascolto rievocando – insieme al canto rabbioso di Abbey Lincoln – l’atmosfera dei “ghetto blacks” e la loro voglia di riscatto sociale. Né è da trascurare il ‘brass’ di fondo, che interviene sottolineandoli nei momenti più intensi della perfomance.
https://www.youtube.com/watch?v=AVxcLLt_-nE
Claudio Censi