Si intitola R-Esistenze il nuovo album del B.I.T., ovvero Manuela Pasqui e Danielle Di Majo, uscito recentemente per l’etichetta Filibusta Records. Si tratta del il quarto del progetto musicale a firma delle due musiciste che “si colloca lungo il sentiero della ricerca di una identità storica, che vede la memoria come mezzo per comprendere noi stesse”. L’ispirazione è arrivata infatti da quelle personalità femminili che, tra il 1920 e il 1950, hanno lasciato un segno indelebile nella storia italiana attraverso l’azione politica, l’attivismo e la poesia. In questo album le artiste si sono immerse nei suoni delle poesie, delle parole, nelle strutture, nelle forme poetiche; hanno letto le loro storie, i racconti e li hanno trasformati in melodie, in emozioni sonore, liquide, unendo le loro differenti scritture musicali nell’unico obbiettivo di raccontare queste R-Esistenze, di coglierne l’essenza. Ecco il racconto della band a Jazz Agenda.

Nel vostro ultimo disco R-esistenze la memoria diventa un vero e proprio mezzo di comprensione. Per questo disco quali sono state le vostre fonti di ispirazione?

Scavare nella storia è come prendere antichi album di famiglia, con foto in bianco e nero o cartoline scritte ad inchiostro da paesi lontani; tasselli che costruiscono immagini di una passato dal quale veniamo ma che non abbiamo vissuto. La nostra generazione, e ancor più quelle successive, hanno completamente dimenticato i sacrifici che le generazioni precedenti hanno fatto per conquistare le libertà, l’agio e il benessere odierni. Scaviamo tra le personalità del passato per illuminare queste storie nelle quali affondiamo inconsapevolmente le radici, e così facendo comprendiamo più a fondo noi stesse e il nostro Paese. Sono centinaia le personalità alle quali ci siamo ispirate; durante i nostri studi ci siamo imbattute in storie e letture incredibili, moderne, audaci, commoventi: donne come Maria Montessori, Anna Kuliscioff, Sibilla Aleramo o Ada negri, poetesse e poeti, come Lalla Romano, Miriam Mafai, Joyce Lussu, Dacia Maraini o Eugenio Montale, ma anche persone semplici dal forte senso civico; e la lista è ancora molto lunga! Tutte persone che hanno lasciato un segno indelebile nella storia del nostro Paese attraverso l’azione politica, l’attivismo e la poesia. Nel nostro disco la scelta ha dovuto convergere forzatamente su poche personalità che ci ispiravano più profondamente a livello musicale.

Diversamente che in altri dischi qui vi siete fatte ispirare da personalità importanti che hanno vissuto tra il 1920 e il 1950. Un cambio di prospettiva rispetto ai precedenti lavori?

No, non direi, piuttosto la consideriamo una diretta conseguenza del nostro indagare alla ricerca radici, di espressività originale e libera. L’aspetto melodico e questo tipo di attenzione è ancora il vostro tratto distintivo: ci volete descrivere in breve questo disco? Il nostro disco è un racconto. Ci siamo immerse nei suoni delle poesie, delle parole, nelle strutture, nelle forme poetiche, abbiamo letto storie, racconti e li abbiamo trasformati in melodie, in emozioni sonore, liquide, unendo le nostre differenti scritture musicali nell’unico obbiettivo di raccontare queste r-Esistenze, di coglierne l’essenza. Le composizioni sono caratterizzate da temi evocativi e lirici, da strutture molto aperte e senza schemi che lasciano spazio alla nostra sensibilità improvvisativa, proprio come un racconto.

La scorsa estate avete fatto un lungo tour negli Stati Uniti quanto ha inciso nella vostra crescita musicale, professionale e soprattutto nella vostra intesa?

Moltissimo!!! Ci siamo divertite da matti e abbiamo condiviso esperienze forti e formative. Non vediamo l’ora di tornare negli U.S.A.

Come si è evoluto nel corso del tempo il vostro progetto? Se doveste fare un paragone da quando avete cominciato a suonare nel 2019 cosa è cambiato?

Devo confessare che siamo donne determinate e perseveranti; abbiamo da subito avuto obiettivi condivisi e chiari, e ad oggi, tali sono rimasti: un progetto che, partendo dalla rielaborazione di musica di altri compositori e brani originali, ci avrebbe condotte ad una espressività personale e totale, sempre con lo scopo di conoscere più a fondo noi stesse e sviluppare la nostra creatività. La  crescita artistica che ne è derivata, è il frutto di questa direzione.

C’è stato un brano che ha dato il via alla nascita di questo progetto? È venuto tutto da sé, oppure c’è stato un filo conduttore alla base da cui siete partite?

E’ nato tutto dal desiderio di raccontare la storia di queste persone, dando al nostro lavoro un significato più profondo e divulgativo. La musica si è sviluppata da lì.

Chiudiamo con un ulteriore sguardo al futuro: avete qualche concerto in cantiere o qualche nuova registrazione da portare avanti?

Certo, i concerti più vicini sono il 6 giugno (h 18:00) nel centro storico di Sacrofano (alle porte di Roma, nel Parco di Veio), il 13 giugno nel centro storico di Roma, all’Arciliuto (h 21:00), Non mancate. Il prossimo progetto con tanta elettronica e musica originale; il nostro duo aggiungerà una vasta gamma di colori alla propria espressività.

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