Si intitola Oltre l’Orizzonte il nuovo disco del cantautore di Montopoli Francesco Gronchi in uscita il 7 novembre su cd fisico e su tutte le piattaforme digitali. Registrato presso il suggestivo studio di produzione musicale e Art Center Mulino del Ronzone a Vinci (FI), il disco si caratterizza per un sound pop indie cantautorale, arricchito da arrangiamenti mai scontati, tra elettropop e melodie più morbide e arricchite da strumenti acustici suonati magistralmente. L’album inoltre è stato arrangiato e prodotto da Mario Costanzi per l’etichetta Ars Spoletium e si compone di 10 tracce originali, tutte scritte e composte da Gronchi. Un viaggio umano e musicale allo stesso tempo che ci viene raccontato da Francesco Gronghi in persona.

“Oltre l’orizzonte” è il tuo nuovo disco, lo definisci “un racconto in musica che attraversa le tappe dell’evoluzione personale dell’artista”: ci puoi spiegare più approfonditamente?

Come ho scritto anche nei ringraziamenti il disco è una raccolta di canzoni scritte in diversi momenti della mia vita. Ognuna rispecchia il me di quando l’ho scritta e anche l’evoluzione artistica e personale che è avvenuta nel corso degli anni.

Raccontaci come è nato questo album…

Questo progetto è nato dall’esigenza di fermare in un album il percorso artistico e musicale fatto fino ad oggi. Ho selezionato i brani che secondo me meglio mi hanno rappresentato e mi rappresentano, e con l’aiuto di Mario Costanzi e lo staff del Mulino del Ronzone lo abbiamo registrato.

Testi e musiche sono tue o ci sono state delle collaborazioni? Gli arrangiamenti?

I testi e le musiche sono tutti miei. All’interno di questo disco hanno suonato con me Mario Costanzi che poi ha fatto anche tutti gli arrangiamenti che sentite, il maestro Alberto Piva che ha suonato tastiere e piano, Gianni Cammilli che ha fatto l’assolo di chitarra in “Silenzio Intorno” e la bellissima voce di Adele Colangelo che ha cantato in “IO e TE”.

Cosa vuoi trasmettere con questo disco a chi ti ascolta. C’è un messaggio particolare che vorresti arrivasse?

Vivere REALMENTE e non VIRTUALMENTE senza maschere per essere LIBERI di SOGNARE anche quando tutto sembra insormontabile.

Il disco è stato registrato negli studi del Mulino del Ronzone a Vinci (Fi), come sei entrato in contatto con questa realtà musicale?

Per dire la verità ho visto nascere questa realtà musicale dato che Mario Costanzi e Alberto Piva sono due grandi amici e due magnifici professionisti.  Da tempo collaboro con loro anche per altri progetti musicali. Il Mulino è un meraviglioso centro d’arte dove fare musica è un piacere veramente.

Raccontaci un po’ di te… quali sono stati i tuoi inizi? Come ti sei avvicinato alla musica?

Sono un cantautore per passione e un imprenditore di professione, abito in provincia di Pisa, sono sposato e ho due figli.  Ho iniziato a fare musica tardi rispetto ad altri. Mi ricordo che facevo la prima media e dopo aver provato con mio nonno a suonare il pianoforte decisi di provare la chitarra e iniziai a prendere lezioni da un maestro di paese. In seguito, sempre con l’aiuto di musicisti conosciuti in parrocchia ho cominciato a scrivere le prime canzoni e a fare piccoli concerti in paese e in luoghi limitrofi. Mi sono avvicinato anche al teatro facendo parte di alcune compagnie teatrali e portando in scena alcuni spettacoli, tra Cui Pinocchio il Grande Musical dei Pooh e Notre Dame de Paris.

Immagino che tu ascolti tanta musica, tra i tuoi generi musicali c’è anche il jazz? C’è qualche artista che segui?

Il jazz non è mai stato il mio porto abituale, lo dico con onestà. È un mondo che ho sempre sfiorato da lontano, come quando passi davanti a una finestra e senti una melodia che non ti appartiene… ma ti chiama. La vera scintilla è arrivata al Mulino del Ronzone, durante un concerto dei Nugara Trio: quella sera ho capito quanto il jazz sia capace di respirare, di muoversi libero e preciso allo stesso tempo. Mi ha lasciato addosso una sensazione forte.

Da allora, ogni tanto mi perdo in qualche ascolto di Chet Baker o Bill Evans. Non per imitare, non è il mio linguaggio, ma perché in quel modo di suonare c’è una sincerità e una libertà che mi arrivano dirette. Il mio stile è diverso, certo, però il jazz mi ricorda che puoi sempre trovare un’idea nuova, anche quando pensi di aver già esplorato tutto il tuo spazio musicale.

In uno dei tuoi brani canti “Vivere ed assaporare ogni briciola del nostro andare” Vorresti spiegarci il significato di questa frase?

La nostra vita è un bellissimo viaggio fatto di emozioni, problemi da affrontare, gioie e dolori, ma per quanto mi riguarda va vissuta e assaporata fino infondo senza tralasciare niente neppure le briciole. Tutto è importante e ci serve per arricchire noi stessi e goderci ogni momento del percorso.

Come si riesce a conciliare vita, lavoro, musica, famiglia?

Questa è una bella domanda! Non è facile, ma per fortuna sia mia Moglie che i miei figli sono Fan e quindi mi supportano e sopportano in tutto quello che intraprendo. Anche il mio lavoro, che prende la maggior parte del mio tempo, comunque mi dà l’opportunità di avere spazio per la musica.